Se c’è una serie che dimostra che il pubblico non ha bisogno che i personaggi parlino inglese per innamorarsene, quella è Lupin. La serie francese con Omar Sy è uno dei maggiori successi nella storia di Netflix tra i titoli non in lingua inglese – e quando si dice successo non si parla di un fenomeno di nicchia. La prima stagione è stata vista da 70 milioni di famiglie nei primi 28 giorni dall’uscita. Le prime tre parti occupano rispettivamente il terzo, sesto e decimo posto nella classifica storica globale della piattaforma per le serie non in lingua inglese. Sono numeri che molte serie in inglese non raggiungono nemmeno lontanamente.
Adesso Netflix ha confermato che Lupin 4 arriverà nell’autunno del 2026 con otto nuovi episodi, e se non hai ancora visto le stagioni precedenti hai davanti qualche mese per recuperare tutto prima che la quarta parte arrivi. Il momento è perfetto.
Ma partiamo dall’inizio, per chi non conosce ancora la serie.
Lupin racconta la storia di Assane Diop, interpretato da Omar Sy, un uomo cresciuto come figlio di un immigrato senegalese che lavorava come domestico per una famiglia ricca di Parigi. Quando suo padre viene ingiustamente accusato di aver rubato una collana di diamanti appartenuta a Maria Antonietta e muore in carcere, Assane decide di vendicarlo. Lo strumento che usa per farlo è l’ispirazione che aveva trovato da bambino nei romanzi di Arsène Lupin, il ladro gentiluomo creato dallo scrittore francese Maurice Leblanc agli inizi del Novecento. Assane non imita Lupin – studia le sue tecniche, la sua psicologia, il suo approccio ai problemi, e li adatta a un mondo contemporaneo.
Il risultato è una serie che funziona su più livelli contemporaneamente. È un thriller di furti e inseguimenti, con colpi spettacolari in luoghi come la Place Vendôme, il Cimitero Père-Lachaise e il Château de Thoiry. È una storia di vendetta e giustizia. È anche una riflessione sul privilegio di classe, perché Assane ha capito molto presto che essere percepito come ricco e rispettabile significa ricevere molte meno domande – e costruisce tutta la sua strategia attorno a questa osservazione.
La forza della serie, però, sta soprattutto in Omar Sy. L’attore – già conosciuto in Italia grazie a Quasi amici, dove interpretava il badante Driss – porta sullo schermo un protagonista impossibile da non amare. Assane è intelligente, affascinante, capace di entrare in qualsiasi ambiente e convincere chiunque di essere qualcosa che non è. Ma non è uno senza coscienza: ogni sua scelta ha un peso, ogni colpo ha conseguenze che si ripercuotono sulla sua famiglia, sul figlio Raoul e sulla ex moglie Claire.
La struttura della serie è costruita in modo molto intelligente. Ogni stagione è organizzata attorno a un grande furto, ma quello che tiene davvero in piedi la storia è la caccia al vero colpevole della morte del padre – il miliardario Hubert Pellegrini, che aveva usato il padre di Assane come capro espiatorio. La terza stagione si è chiusa con uno dei finali più discussi della serie: Assane, per proteggere la sua famiglia, sceglie di consegnarsi alla polizia e finisce in carcere. Ultima scena: nel suo blocco c’è Pellegrini, che gli fa recapitare un messaggio minaccioso.
Da qui partirà la quarta stagione. I fan da mesi discutono di come Assane potrebbe evadere, di cosa potrebbe fare Pellegrini dall’interno del carcere, e se la serie potrebbe finalmente portarci al Louvre – un’idea che circola da tempo e che sembra quasi inevitabile.
Omar Sy in questa quarta stagione è anche co-showrunner insieme al regista Louis Leterrier, il che significa che ha una voce ancora più grande nelle decisioni creative. Le riprese si sono svolte a Parigi tra maggio e agosto 2025, e la post-produzione è in corso. Nessun trailer ancora, ma la conferma dell’autunno 2026 è ufficiale.
Una cosa che vale la pena sottolineare per chi si approccia alla serie per la prima volta: Lupin è una di quelle serie pensate per il binge watching. Ogni episodio finisce con qualcosa che rende quasi impossibile non partire subito con il successivo. La prima parte – che conta cinque episodi – si finisce in una serata senza accorgersene. La seconda e la terza sono della stessa natura. È un tipo di narrazione che sa esattamente dove mettere le pause e dove invece accelerare, e questo ritmo è uno degli elementi che la rende così diversa da tanta televisione contemporanea.
Hai già visto Lupin su Netflix e stai aspettando la quarta stagione con la stessa impazienza, oppure sei tra quelli che non l’hanno ancora scoperta e stai valutando se recuperarla prima dell’autunno? Scrivilo nei commenti – su quale potrebbe essere il grande colpo della stagione 4 le teorie sono già tantissime.


