La terza stagione di Euphoria deve ancora debuttare, ma negli Stati Uniti si sta già facendo notare per un motivo molto semplice: le prime recensioni sono completamente spaccate. E quando succede con una serie così famosa, la cosa interessa subito. Da una parte c’è chi la stronca in modo pesante e la descrive come un ritorno confuso, esagerato, quasi fuori controllo. Dall’altra c’è chi sostiene che Sam Levinson abbia riportato in scena la serie nel modo più sporco, più provocatorio e perfino più riuscito possibile. Insomma, il rientro non è affatto tranquillo. La nuova stagione arriva su HBO il 12 aprile 2026.
Il primo elemento da tenere presente è il salto temporale di cinque anni. I protagonisti non sono più i ragazzi delle prime due stagioni, ma persone ormai entrate in una fase adulta, con vite molto più dure e più complicate. Ed è proprio qui che nasce la divisione. Per la recensione più feroce, quella del New York Post, la serie prende una piega quasi assurda e infila molti personaggi in ambienti legati a crimine, sesso a pagamento e situazioni al limite del grottesco. Per The Daily Beast, invece, proprio questa svolta rende la stagione più ambiziosa e più netta, perché smette di fingere che questi personaggi possano ancora restare sospesi nel mondo del liceo.
Il problema vero, però, non sembra essere il caos in sé. Euphoria è sempre stata una serie esagerata, piena di estetica, di eccessi, di scelte molto spinte. Il punto è un altro: quel caos regge ancora sui personaggi, oppure li schiaccia? Secondo il New York Post, la stagione inciampa proprio qui. Nelle prime due annate il lato forte della serie era la capacità di scavare nelle fragilità di Rue, Cassie, Nate, Jules, Maddy e Lexi. La trama poteva essere estrema, ma restava ancorata a qualcosa di umano. Nella nuova stagione, almeno secondo quella recensione, questo equilibrio si perderebbe spesso.
La critica più dura colpisce soprattutto Rue, Nate e Cassie. Rue, interpretata da Zendaya, verrebbe usata in modo più confuso e caricaturale rispetto al passato, quasi come se la serie preferisse l’effetto strano al dolore vero del personaggio. Nate, cioè Jacob Elordi, viene descritto come quasi irriconoscibile: molto più morbido, meno rabbioso, meno coerente con il ragazzo violento e tossico visto finora. E Cassie, che resta forse la più fedele a se stessa, finirebbe comunque in una linea narrativa che la espone più di quanto la racconti davvero. Tradotto in italiano normale: il timore di una parte della critica è che i protagonisti non sembrino più loro.
Poi però c’è l’altra faccia della medaglia, ed è giusto dirla bene. The Daily Beast racconta una stagione molto diversa da quella descritta dal New York Post: più compatta, più cattiva, più adulta e persino più efficace. Secondo questa lettura, Levinson avrebbe eliminato parte del superfluo e avrebbe spinto i personaggi in una fase nuova, forse più estrema, ma non per questo vuota. La recensione apprezza in particolare il fatto che la serie non provi a ripetere se stessa e accetti di portare quei personaggi in un’età in cui i problemi non sono più quelli del corridoio della scuola, ma quelli di una vita già deformata.
Questa divisione, a pensarci bene, non è nemmeno così sorprendente. Euphoria è sempre stata una serie che vive sul filo del troppo: troppo stile, troppo dolore, troppo sesso, troppa messa in scena. Quando una serie così torna dopo quattro anni di pausa, con un cast ormai diventato enorme e con aspettative altissime, basta poco per far saltare il banco. O viene percepita come un ritorno ancora più libero e coraggioso, oppure come un progetto che si è convinto di poter fare qualsiasi cosa senza più doversi spiegare. Il rischio era quasi inevitabile.
In mezzo, poi, c’è anche il peso di tutto quello che è successo fuori dallo schermo. Alla premiere di Los Angeles, Sam Levinson ha ricordato Angus Cloud, morto nel 2023, e Eric Dane, che nella nuova stagione appare postumo. È un dettaglio che conta, perché il ritorno della serie non si porta addosso solo aspettative artistiche, ma anche una memoria emotiva forte. La stagione debutta in un clima molto diverso da quello del 2022, e questa cosa si sente già da come viene raccontata. Non rende le puntate migliori in automatico, ovviamente, ma rende il giudizio ancora più carico.
C’è anche un aspetto curioso. Perfino la recensione più negativa non butta via ogni cosa. Salva alcuni personaggi secondari, dice che la gestione dell’assenza di Fez è rispettosa e riconosce che Maddy ha una delle linee narrative più riuscite. Questo fa pensare che il problema non sia tanto l’idea generale della stagione, quanto il modo in cui vengono trattati alcuni personaggi centrali. E per i fan, spesso, è proprio questo che pesa di più. Una serie può anche cambiare pelle, ma quando smetti di riconoscere davvero chi ami seguire, la frattura si sente subito.
Alla fine, la sensazione è abbastanza chiara: Euphoria 3 rischia di essere una delle stagioni più divisive dell’anno non perché sia tiepida, ma perché sembra voler alzare ancora di più il volume di tutto. Per alcuni sarà una mossa giusta. Per altri sarà il momento in cui la serie ha perso la misura. La verità probabilmente sta nel mezzo, e si capirà meglio quando verranno visti tutti gli episodi, non solo i primi tre dati in anteprima alla stampa. Però una cosa si può dire già adesso: il ritorno di Euphoria non passerà inosservato, e in fondo era quasi impossibile che andasse diversamente. Tu da che parte stai? Preferisci una serie che rischia troppo ma resta viva, oppure quando i personaggi smettono di sembrare credibili per te il gioco finisce lì?


