Per oltre cinque secoli il Cenacolo di Leonardo da Vinci è stato osservato, studiato, restaurato e protetto con attenzioni quasi maniacali. Poi, nel 2026, è successo qualcosa che non era mai accaduto prima: Sfera Ebbasta è diventato il primo artista al mondo a girare un videoclip musicale davanti all’Ultima Cena originale. Il brano si chiama Lontano e nel video compare anche suo figlio Gabriel.
La domanda viene quasi spontanea, soprattutto dopo le polemiche scoppiate nelle ultime ore: Leonardo sarebbe stato contento di vedere il proprio capolavoro trasformato nello sfondo di un video di Sfera Ebbasta?
Ovviamente non possiamo saperlo. Ma il contrasto è talmente forte da essere irresistibile.
Da una parte abbiamo uno dei dipinti più studiati della storia dell’arte, realizzato tra il 1494 e il 1498 nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano. Dall’altra Sfera Ebbasta, uno degli artisti italiani che meglio rappresentano la trap degli ultimi dieci anni, con un linguaggio, un’immagine e un pubblico lontanissimi da quelli che normalmente si associano a un museo.
Eppure il video non è stato girato di nascosto o ottenendo un permesso generico. Sfera ha presentato al direttore Angelo Crespi il testo del brano e lo storyboard del videoclip. L’idea mostrava un padre che visita il Cenacolo con il proprio figlio e lo abbraccia davanti all’opera. La richiesta è stata accettata proprio per il carattere personale del progetto.
Nel filmato Sfera non organizza una festa davanti agli apostoli, non riempie il refettorio di comparse e non trasforma il museo in una discoteca. Lo vediamo invece insieme a Gabriel, in una scena legata al tema di Lontano, canzone nella quale parla di fama, rapporti personali e del bisogno di prendere le distanze da ciò che lo circonda.
Questo dettaglio cambia parecchio la lettura dell’operazione.
La scelta ha comunque fatto arrabbiare la Fp Cgil, che ha parlato apertamente di «svilimento» del patrimonio culturale. Secondo il sindacato, concedere spazi simili a operazioni commerciali rischia di trasformare luoghi delicatissimi in scenografie a disposizione di personaggi famosi. Le riprese hanno richiesto precauzioni specifiche per luci e audio proprio a causa della fragilità dell’opera.
C’è poi un precedente che rende la storia ancora più curiosa. La produzione de Il diavolo veste Prada 2 aveva voluto girare una scena nello stesso ambiente, ma non aveva potuto utilizzare il Cenacolo originale. Il set era stato ricostruito in studio. Sfera Ebbasta, invece, ha ottenuto l’autorizzazione.
Sembra quasi una barzelletta culturale perfetta per il 2026: Meryl Streep davanti a una copia, Sfera davanti a Leonardo.
Ma forse fermarsi a questo contrasto sarebbe troppo facile.
Angelo Crespi ha difeso la decisione spiegando che uno degli obiettivi del museo è avvicinare al patrimonio artistico anche persone che normalmente si sentono lontane dalla storia dell’arte. Sfera sosterrà inoltre, insieme al Museo del Cenacolo Vinciano, una serie di iniziative dedicate all’inclusione sociale e ai ragazzi delle periferie.
Ed è proprio su questo che il discorso diventa meno semplice.
Se un ragazzo apre il video di Lontano per ascoltare Sfera Ebbasta e scopre per la prima volta cosa sia il Cenacolo, abbiamo svilito Leonardo oppure abbiamo portato Leonardo davanti a qualcuno che forse non sarebbe mai entrato spontaneamente a Santa Maria delle Grazie?
Non tutte le contaminazioni tra cultura pop e patrimonio sono automaticamente intelligenti. Basta mettere una celebrità davanti a un capolavoro per creare una buona operazione culturale? Evidentemente no. Ma non è nemmeno detto che un museo debba diventare un luogo immobile, frequentato soltanto da chi conosce già ciò che contiene.
Leonardo stesso, del resto, non era esattamente un uomo che amava restare dentro una sola categoria. Pittura, ingegneria, anatomia, meccanica, scenografia, musica: sperimentava continuamente e lavorava anche per corti che utilizzavano l’arte come spettacolo e rappresentazione del potere.
Questo non significa che avrebbe ascoltato Lontano in cuffia.
Significa soltanto che forse sarebbe troppo comodo immaginarlo come un custode severo del proprio dipinto, scandalizzato perché davanti alla sua opera è comparso un rapper.
Il vero tema è un altro: quanto siamo disposti ad aprire i grandi luoghi della cultura popolare contemporanea senza trasformarli semplicemente in location pubblicitarie?
Nel caso di Sfera Ebbasta almeno un tentativo di dare un significato alla scelta c’è. Il video è intimo, suo figlio è parte centrale della scena e il progetto continuerà con iniziative rivolte anche alle periferie. Poi ciascuno può decidere se sia valorizzazione o marketing ben costruito.
Resta una certezza piuttosto divertente da raccontare: il primo videoclip musicale girato davanti al vero Cenacolo non appartiene a un cantautore classico, a un’orchestra o a una produzione internazionale.
Appartiene a Sfera Ebbasta.
Secondo voi Leonardo da Vinci avrebbe apprezzato l’idea oppure il Cenacolo non dovrebbe essere utilizzato per videoclip musicali, indipendentemente dall’artista? Scrivetecelo nei commenti.


