Hai presente quelle puntate di serie TV che ti fanno venire voglia di premere veloce avanti? Ecco, l’episodio 6 di It: Welcome to Derry, intitolato “In the Name of the Father”, è esattamente così per metà della sua durata. Ma poi, negli ultimi venti minuti, ti sbatte in faccia una rivelazione talmente grossa su Pennywise che dimentichi completamente quanto ti sei annoiato prima. Parliamoci chiaro: vedere ragazzini che si innamorano e ballano ubriachi al Black Spot mentre fuori c’è un mostro mangia-bambini non è esattamente quello per cui ci siamo sintonizzati.
La prima metà: adolescenti innamorati che nessuno ha chiesto di vedere
L’episodio inizia con un prologo in bianco e nero ambientato nel 1935 al Juniper Hills Asylum, che è oggettivamente bellissimo dal punto di vista cinematografico. L’unico colore che penetra il monocromatico è il rosso dei palloncini di Pennywise – un tocco stilistico che aumenta l’inquietudine della scena. Vediamo una giovane Ingrid Kersch (interpretata da Madeleine Stowe) che porta una bambina di nome Mabel nel seminterrato per “incontrare il clown”. È terrificante, è suggestivo, è perfetto.
E poi torniamo al 1962 e…niente. Per circa quaranta minuti assistiamo a drammi adolescenziali che sembrano usciti da una serie teen completamente diversa. Rich e Marge che si ubriacano con la “Air Force Coke” (Coca-Cola mischiata con alcol) e poi suonano la batteria al Black Spot? Carino, ma totalmente fuori luogo. Ronnie che ha una riunione lacrimosa con il padre? Commovente, certo, ma in una serie su Pennywise ci aspettiamo orrore, non Family Drama Theatre.
Il problema principale è che la serie dedica troppo tempo a far innamorare questi ragazzini l’uno dell’altro invece di concentrarsi sulla minaccia soprannaturale. Will che litiga con il padre maggiore Hanlon e riceve persino uno schiaffo dopo aver insultato il genitore – tutto questo mentre Pennywise sta letteralmente divorando bambini nelle fogne. Le priorità narrative sembrano completamente sballate.
Il Black Spot: bel locale, ma timing pessimo
Il Black Spot, il juke joint gestito dagli aviatori neri della base di Derry, viene utilizzato come location per molteplici scene. Ronnie si riunisce con il padre qui, Rich impressiona tutti suonando la batteria, Marge si innamora perdutamente guardandolo. È tutto molto romantico e musically vibrante, ma ti viene da chiederti: perché dedicare così tanto tempo a questo quando c’è un clown interdimensionale che terrorizza la città?
Certo, il Black Spot serve narrativamente per preparare l’attacco finale della folla razzista guidata dall’ex capo della polizia Bowers. La tensione razziale degli anni ’60 viene usata come horror parallelo a quello soprannaturale, il che funziona tematicamente. Ma l’esecuzione è lenta, troppo lenta per chi si è sintonizzato per vedere Pennywise, non per vedere adolescenti che flirtano.
La rivelazione bomba: chi è davvero Pennywise il clown danzante
E poi arriva il momento che giustifica l’intera puntata. Lilly, dopo aver subito un’altra allucinazione traumatica, corre da Ingrid Kersch per cercare conforto. Entrando nella casa vuota, trova gli album fotografici in soffitta. All’inizio sembrano innocui, fino a quando Lilly vede un volto inquietantemente familiare: un uomo calvo con le fattezze di Pennywise in una foto del 1908, accanto a una bambina.
Ingrid arriva e la verità esplode: suo padre era un artista di carnevale che si faceva chiamare “Pennywise il clown danzante”. Ingrid lo adorava, fino a quando “è stato portato via da lei”. È rimasta a Derry mentre il carnevale andava avanti senza di lui. E qui la serie conferma finalmente una teoria che i fan dibattono da 39 anni: Bob Gray era una persona reale.
Bob Gray: l’uomo che divenne Pennywise
Nel romanzo di Stephen King, “Bob Gray” è uno degli alias con cui l’Entità si riferisce a se stessa. In It: Chapter Two, la signora Kersch dice a Beverly: “Suo nome era Robert Gray, meglio conosciuto come Bob Gray, meglio conosciuto come Pennywise il clown danzante. Anche se non era nemmeno quello il suo vero nome”. Ma né il libro né i film sono mai stati espliciti su cosa significasse davvero.
Welcome to Derry finalmente collega tutti i fili e lo rende molto più esplicito: il vero padre di Kersch era un uomo che lavorava in un carnevale come clown chiamato Pennywise. È stato consumato da It, ma quando la creatura è tornata 27 anni dopo (nei flashback del 1935), Ingrid credeva ancora che suo padre esistesse. Lo descrive come “diverso, forse, cambiato da qualunque cosa avesse passato”, ma descrive ciò che gli è successo come se fosse stato “preso da un’ombra”, e che potrebbe ancora “liberarsi”.
Questa versione di Kersch non è It travestito – il dialogo lo rende chiaro, e nemmeno il frammento di vetro magico la spaventa – quindi quello che dice è la verità, non una presa in giro. Possiamo presumere che suo padre si chiamasse Bob Gray, ed è quello che dirà nella terza stagione ambientata nel 1908, quando il carnevale arrivò a Derry, Maine, e It lo trovò e iniziò ad assumere l’aspetto e la persona di Pennywise.
Ingrid: complice involontaria o manipolata?
La rivelazione più disturbante è che Ingrid ha inconsapevolmente lavorato con Pennywise per nutrire It con bambini. Nei flashback del 1935, vediamo la giovane Ingrid che porta la piccola Mabel nel seminterrato dove Pennywise l’aspetta. La bambina viene divorata mentre Ingrid, invece di scappare terrorizzata, resta affascinata. Vede suo padre dietro una finestra che la chiama, chiedendole di “aprire la porta e farlo entrare”.
Nel 1962, Ingrid spiega a Lilly che pensava che se suo padre l’avesse vista come sua figlia, avrebbe potuto liberarsi dal controllo dell’Entità. “Ho dovuto fare quello che dovevo fare per rivederlo”, dice con un sorriso inquietante. È stato anche Ingrid, travestito da clown Periwinkle (il suo costume personale), che i ragazzi hanno fotografato al cimitero e che Will ha visto attraverso il telescopio.
Lilly, comprensibilmente, si sente tradita e taglia Ingrid con un coltello prima di fuggire urlando. Ma il danno è fatto: Ingrid ha trovato in Lilly la perfetta esca per attirare di nuovo Pennywise, usando il suo trauma per il padre morto come leva emotiva.
Le implicazioni per le prossime stagioni
Questa rivelazione apre scenari enormi per le stagioni future. La seconda stagione è ambientata nel 1935, il che significa che Ingrid/Periwinkle Gray sarà di nuovo un personaggio centrale nella storia. Ma ancora più importante è la terza stagione, ambientata nel 1908. Le foto mostrano che questo è il periodo in cui Kersch era una bambina e stava ancora con suo padre. Quella stagione probabilmente ci mostrerà esattamente chi era Bob Gray, e le origini di It che diventa Pennywise il clown danzante.
La questione rimane: Bob Gray era davvero una persona, o era già It travestito? Il regista Andy Muschietti aveva già stuzzicato questa connessione prima di It: Chapter Two, dicendo: “Tutto ciò che riguarda Pennywise e Bob Gray è molto criptico. Non sappiamo esattamente cosa sia, da dove venga, o come Bob Gray sia collegato. Bob Gray era una persona reale? È incarnato in quella cosa perché Bob Gray faceva il clown?”
Vale la pena sopportare la prima metà?
Arriviamo alla domanda da un milione di dollari: questo episodio vale la pena? La risposta onesta è: dipende dalla tua pazienza. Se riesci a sopportare quaranta minuti di adolescenti che si innamorano, ballano ubriachi e litigano con i genitori, allora sì, la rivelazione finale su Pennywise giustifica l’attesa. È una bomba narrativa che cambia completamente la mitologia della serie e conferma teorie vecchie di decenni.
Ma se sei venuto per l’orrore puro, per vedere Bill Skarsgård fare ciò che sa fare meglio – terrorizzare il pubblico nei panni di Pennywise – allora rimarrai deluso. Il clown appare pochissimo in questo episodio, relegato ai flashback e a poche scene finali. È quasi come se la serie avesse paura di usarlo troppo e preferisse concentrarsi su drama familiare che, francamente, nessuno ha chiesto.
L’episodio si chiude con la folla razzista che si presenta al Black Spot armata di fucili, pronta a linciare Hank. Ingrid si prepara di nuovo nel suo costume da Periwinkle, sentendo che papà Pennywise è vicino. Dick Hallorann è ancora in uno stato confusionale dopo l’esperienza nelle fogne. Le cose stanno per diventare molto brutte a Derry, e per Pennywise, questo è il Giorno del Ringraziamento: caos, paura e odio sono esattamente ciò di cui si nutre.
E tu, cosa ne pensi dell’episodio 6? Credi che la rivelazione su Bob Gray giustifichi i quaranta minuti di filler adolescenziale? Oppure pensi che Welcome to Derry dovrebbe concentrarsi più sull’orrore e meno sui drammi romantici? Raccontaci nei commenti se sei disposto a sopportare il drama per arrivare ai momenti horror davvero importanti!



puntata lenta, cominciata benissimo, finita bene, sicuramente noiosa nella parte centrale, ma tutto sommato ci sta…. Non si può pretendere che la serie navighi costantemente su ritmi alti o sarebbe un horror splatter, cosa che IT non è… comunque sino adesso la serie merita
puntata lenta, cominciata benissimo, finita bene, sicuramente noiosa nella parte centrale, ma tutto sommato ci sta…. Non si può pretendere che la serie navighi costantemente su ritmi alti o sarebbe un horror splatter, cosa che IT non è… comunque sono adesso la serie merita
Io l’ho sopportato bene, ma forse solo perché mentre lo guardavo, stavo preparando la cena
Diciamo che giustifico la cosa solo se questi innamoramenti avranno poi una funzione nella storia.