C’è un motivo se Les Orphelins è il secondo film più visto su Netflix Italia in questo momento. Scherzo, spesso i film più visti su Netflix sono mediocri 😀 Comunque, il cinema d’azione francese ha una sua formula ben collaudata – ritmo serrato, corpi che volano, scenografie belle da guardare – e questo film la applica con mestiere. Ma vale davvero la pena dedicargli un’ora e mezza di serata? Proviamo a capirlo insieme.
Due orfani, due destini opposti
La storia parte da un’idea che funziona. Gabriel e Idriss sono cresciuti insieme nello stesso orfanotrofio, ma la vita li ha portati su strade completamente diverse: il primo è diventato commissario dell’IGPN, il corpo che indaga sugli abusi interni alla polizia francese; il secondo ha preso la direzione opposta, finendo nel mondo della criminalità come fixer per bande di delinquenti. Due mondi che non dovrebbero mai più incrociarsi.
Eppure il destino li rimette faccia a faccia. La donna che entrambi hanno amato da ragazzi muore in un incidente stradale che sembra tutt’altro che casuale. Sua figlia Leïla, diciassette anni, non aspetta che qualcuno faccia qualcosa: prende la pistola di Gabriel e si mette da sola sulle tracce dei responsabili. Dietro alla morte della madre c’è una potente organizzazione criminale pronta a tutto pur di insabbiare la verità. Gab e Driss non hanno scelta: devono mettere da parte rancori e diffidenze per fermarla prima che faccia qualcosa di irreparabile. Chi sia il padre di Leïla, tra l’altro, è uno dei nodi che il film tiene volutamente in sospeso – e non è un dettaglio secondario.
Il regista viene dai set di James Bond
Vale la pena sapere chi c’è dietro la macchina da presa. Olivier Schneider non è un nome nuovo nell’industria: prima di passare alla regia ha lavorato come coordinatore delle scene d’azione per franchise come James Bond, Fast & Furious e Taken. E si vede. Le sequenze di combattimento sono costruite con chiarezza e fisicità reale, le coreografie hanno una qualità che nel cinema europeo si vede raramente, e il duo Alban Lenoir e Dali Benssalah porta in scena un’energia fisica convincente. Lenoir ha anche co-scritto la sceneggiatura, il che spiega perché il suo personaggio abbia più spessore rispetto agli altri.
Quando l’adrenalina non basta
Il problema di Les Orphelins è che la sceneggiatura non regge il peso delle ambizioni. Il film parte con un potenziale genuinamente interessante: due orfani che cercano il loro posto in una società costruita sulle famiglie, e un individuo che prova a combattere da solo contro un sistema di potere che schiaccia tutto. C’è persino una villain di grande classe, interpretata da Suzanne Clément, una donna potente e spietata che tiene in pugno l’intera regione con il suo network di influenze. Un personaggio che meritava molto più spazio di quello che gli viene concesso.
Invece, per almeno due terzi della sua durata, il film punta tutto sull’azione: inseguimenti in macchina, sparatorie, risse. Scene ben girate, certo, ma che finiscono per soffocare qualsiasi profondità emotiva. La prima parte è lenta e verbosa, la seconda esplode in sequenze spettacolari, ma il raccordo tra le due non convince mai del tutto. I personaggi prendono decisioni che non sempre tornano, e il finale arriva senza che tu abbia avuto il tempo di affezionarti davvero a nessuno di loro.
Un film da serata tranquilla, non da ricordare
Les Orphelins non è un brutto film. È costruito bene dal punto di vista tecnico, ha momenti di vera adrenalina e un cast che ci crede fino in fondo. Ma è anche un film che evita i rischi, che preferisce restare al sicuro dentro i confini rassicuranti del genere invece di provare a dire qualcosa di più. Il risultato è un thriller d’azione onesto e godibile, ma che difficilmente ti tornerà in mente la settimana dopo.
Se cerchi qualcosa di leggero per una serata senza troppe pretese, puoi vederlo senza rimpianti. Se invece ti aspetti la profondità narrativa dei migliori thriller francesi degli ultimi anni, potresti restare con l’amaro in bocca.
E tu lo hai già visto? Ti ha convinto o ti aspettavi di più? Scrivilo nei commenti, mi fa sempre piacere confrontarmi.
La Recensione
Les Orphelins
PRO
- Le scene d'azione sono girate con grande mestiere
- Dura solo 95 minuti, non annoia mai del tutto
CONTRO
- La sceneggiatura è prevedibile e poco coraggiosa
- I personaggi restano in superficie e non ti fanno empatizzare
- Il potenziale drammatico viene sacrificato all'azione


