Liam Gallagher non ha apprezzato lo spettacolo dell’intervallo della finale dei Mondiali 2026. Mentre sul palco si alternavano Madonna, Justin Bieber, Shakira, BTS e molti altri artisti, il cantante degli Oasis ha affidato a X una reazione molto netta: per lui sembrava «un brutto viaggio». A noi, invece, lo show non è dispiaciuto. Caotico, forse persino esagerato, ma anche sorprendente e pieno di momenti curiosi.
La finale tra Spagna e Argentina, disputata il 19 luglio al New York New Jersey Stadium, ha ospitato il primo vero spettacolo musicale organizzato durante l’intervallo di una finale dei Mondiali. L’esperimento ricordava apertamente il modello del Super Bowl: grandi nomi, cambi di scena rapidissimi, apparizioni inattese e un programma costruito soprattutto per il pubblico televisivo.
Gallagher ha seguito con grande partecipazione l’intero torneo, sostenendo l’Inghilterra fino all’eliminazione in semifinale contro l’Argentina. Wonderwall era diventata una sorta di colonna sonora non ufficiale del cammino inglese e il cantante aveva incoraggiato la nazionale anche attraverso i social. La delusione sportiva potrebbe aver contribuito al suo umore, ma il giudizio sull’intervallo non lasciava spazio a molte interpretazioni.
Madonna, Bieber e Shakira in undici minuti molto affollati
Lo show, curato artisticamente da Chris Martin dei Coldplay, è durato circa undici minuti nella sua parte musicale principale. Madonna ha aperto la serata attraversando i tunnel dello stadio su una golf cart guidata da Ronaldo e Ronaldinho, prima di proporre una nuova versione di Music. Una scena volutamente sopra le righe, quasi surreale, che probabilmente non ha aiutato Gallagher a sentirsi più tranquillo.
Subito dopo sono arrivati i BTS con alcuni secondi di Dynamite. Jason Sudeikis è apparso nei panni di Ted Lasso insieme a Brendan Hunt, mentre Justin Bieber ha scelto un’esibizione più raccolta con Everything Hallelujah. Shakira e Burna Boy hanno poi alzato nuovamente il ritmo con Dai Dai.
Nel programma hanno trovato spazio anche Gustavo Dudamel, i Muppets, Chris Martin e il coro di bambini PS22 di Staten Island. Troppi nomi in pochissimo tempo? Probabilmente sì. Alcuni artisti sono apparsi per pochi secondi, lasciando la sensazione di assistere a una lunga raccolta di ospitate anziché a un concerto costruito attorno a un’idea precisa.
A noi lo spettacolo non è dispiaciuto
Le critiche non sono mancate. Diversi spettatori hanno contestato il playback, il ritmo frammentato e l’eccessiva commercializzazione di una partita che avrebbe dovuto restare concentrata sul calcio. Altri hanno giudicato il lungo intervallo poco rispettoso dei giocatori, costretti ad aspettare più del solito prima di tornare in campo.
Eppure, a noi lo spettacolo non è dispiaciuto. Non aveva la compattezza dei migliori intervalli del Super Bowl e alcune apparizioni erano talmente brevi da sembrare inserite soltanto per poter aggiungere un altro nome alla locandina. Il risultato, però, era colorato, imprevedibile e adatto a un evento seguito da milioni di persone in ogni parte del pianeta.
Madonna ha regalato l’ingresso più folle, Bieber ha portato un momento più intimo e Shakira ha ricordato ancora una volta quanto sappia occupare un palco enorme. Anche l’apparizione di Ted Lasso, pur essendo una trovata promozionale evidente, funzionava bene dentro una serata che non voleva prendersi troppo sul serio.
Il problema principale riguardava forse la quantità. Con meno artisti e qualche minuto in più per ciascuno, lo spettacolo avrebbe avuto maggiore respiro. FIFA ha preferito invece una corsa continua tra generi, personaggi e simboli della cultura pop, cercando di parlare contemporaneamente a pubblici molto diversi.
Gallagher cercava probabilmente qualcosa di più semplice, diretto e rock. Ha ricevuto Madonna su una golf cart, i Muppets, un allenatore televisivo e una raffica di popstar. Comprensibile che abbia pensato a un viaggio poco piacevole. Per altri spettatori, però, proprio quella confusione ha reso lo show divertente.
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