Il caso Jeffrey Epstein continua a far parlare di sé anche dopo la morte del finanziere americano, avvenuta nel 2019 in carcere mentre attendeva il processo per traffico sessuale di minorenni. Negli ultimi mesi sono stati pubblicati migliaia di documenti, foto e video che hanno rivelato i nomi di centinaia di persone che in qualche modo erano in contatto con Epstein. E tra questi nomi ci sono anche circa 40 italiani, alcuni dei quali molto conosciuti. Ma cosa significa davvero essere nella lista di Epstein? E quali italiani sono coinvolti?
La prima cosa da chiarire è che essere nella rubrica telefonica o nei registri di volo di Epstein non significa automaticamente essere complici dei suoi crimini. Il Dipartimento di Giustizia americano ha rilasciato oltre 100.000 pagine di documenti che contengono nomi di migliaia di persone: politici, imprenditori, artisti, membri di famiglie reali. La maggior parte di queste persone non ha mai avuto nulla a che fare con gli abusi sessuali e i traffici di minori per cui Epstein è stato condannato. Semplicemente, erano nella sua rubrica di contatti o avevano volato sul suo aereo privato per motivi di lavoro o sociali.
Tra gli italiani citati nei documenti ci sono nomi di spicco del mondo della politica, della finanza e dell’imprenditoria. Secondo quanto riportato da diverse testate giornalistiche, nella lista compaiono ex presidenti del Consiglio come Giuseppe Conte e Silvio Berlusconi, ma senza alcuna connessione diretta agli scandali sessuali. I loro nomi emergono in riferimento al ruolo che Steve Bannon sperava di ritagliarsi sulla scena politica europea. C’è anche Mario Draghi, nominato nei documenti relativi al periodo in cui era governatore della Banca Centrale Europea, dal 2011 al 2019.
Il nome italiano più discusso è sicuramente quello di Flavio Briatore, l’imprenditore e personaggio televisivo che secondo alcuni organi di stampa avrebbe effettivamente incontrato Epstein. Un’occasione di incontro ci sarebbe stata, come raccontato in alcuni articoli, ma questo non implica alcun coinvolgimento negli affari criminali del finanziere. Nella lista compare anche Giuseppe Cipriani, noto ristoratore. Il programma televisivo Le Iene ha dedicato un’inchiesta al tema, con il giornalista Wad che ha contattato tutti i nominativi italiani per capire chi fosse Epstein e quale ruolo avesse la sua complice Ghislaine Maxwell.
Quest’ultima è una figura centrale nella vicenda. Ghislaine Maxwell, figlia dell’imprenditore Robert Maxwell, è stata condannata a 20 anni di carcere per aver aiutato Epstein a reclutare e abusare di giovani ragazze. Prima di diventare la partner criminale del finanziere, Maxwell aveva avuto un rapporto speciale con l’Italia. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta era stata fidanzata con il nobile italiano Gianfranco Cicogna Mozzoni. È proprio in quel periodo che ha frequentato molto il nostro paese. La morte del padre in circostanze misteriose nel 1991 aprì uno scandalo finanziario enorme che costrinse i figli a dichiarare fallimento. Ghislaine ruppe con il fidanzato italiano e partì per gli Stati Uniti, dove poco dopo conobbe Epstein.
Maxwell è stata descritta da chi l’ha conosciuta come la “tuttofare” di Epstein: organizzava eventi, gestiva i contatti e, secondo le accuse, reclutava le ragazze minorenni che poi venivano abusate. Il suo legame con l’Italia ha fatto sì che molti italiani entrassero nella sfera di conoscenze di Epstein, ma questo non significa che fossero a conoscenza dei suoi crimini o che vi partecipassero.
Nell’agenda di contatti di Alfredo Rodriguez, ex maggiordomo di Epstein, ci sono circa 1.700 voci, di cui 1.500 persone. Tra queste, circa una cinquantina sono membri di famiglie reali. La rubrica contiene nomi di personaggi famosissimi in tutto il mondo: da Bill Clinton a Donald Trump, da Michael Jackson ad Alec Baldwin, da Mick Jagger dei Rolling Stones a Naomi Campbell. Ma come sottolineano gli esperti e i giornalisti che hanno analizzato i documenti, questa non è una “lista di clienti” di Epstein. È semplicemente l’elenco delle persone che in qualche modo erano in contatto con lui o con la sua rete di conoscenze.
Il problema è che molti media e molti utenti sui social hanno interpretato la presenza di un nome in questa lista come una prova di colpevolezza. Ma non è così. Epstein era un finanziere ricchissimo che frequentava l’alta società internazionale. Organizzava feste, eventi benefici, investiva in progetti culturali e scientifici. Molte persone lo conoscevano semplicemente come un uomo d’affari di successo, senza avere la minima idea di cosa facesse nella sua isola privata di Little Saint James, dove si consumavano gli abusi.
Nei documenti pubblicati ci sono anche 254 nomi di donne i cui nomi sono stati oscurati per proteggere le vittime. Queste sono le vere protagoniste della vicenda, le ragazze e le donne che hanno subito violenze e abusi. Il fatto che i loro nomi siano stati censurati mentre quelli dei potenti emergono è stato criticato da molti, che vedono in questo l’ennesima dimostrazione di come il sistema protegga i ricchi e i famosi invece delle vittime.
La pubblicazione dei documenti ha sollevato molte polemiche. C’è chi accusa il Dipartimento di Giustizia di aver censurato troppo, nascondendo informazioni importanti per proteggere uomini potenti. Altri sostengono che le censure servano solo a tutelare le vittime. Il deputato democratico Jamie Raskin ha dichiarato: “Come si può oscurare un intero documento? Non ha senso”. Molti politici, sia democratici che repubblicani, insieme ad alcune delle vittime, credono che la censura abbia lo scopo di proteggere gli amici ricchi e potenti di Epstein.
Per quanto riguarda l’Italia, l’interesse per questi documenti è stato forte ma non paragonabile a quello americano. Il caso ha fatto notizia, soprattutto quando sono emersi i nomi italiani, ma non ha scatenato lo stesso tipo di scandalo che ha colpito gli Stati Uniti o il Regno Unito. Forse perché i nomi italiani coinvolti non sembrano avere legami diretti con i crimini di Epstein, o forse perché in Italia siamo meno sensibili a questo tipo di scandali internazionali.
La vicenda Epstein ci ricorda che dietro il mondo del potere, della ricchezza e del successo si nascondono spesso realtà molto oscure. Ma ci insegna anche l’importanza di non fare di tutta l’erba un fascio: essere nella rubrica di una persona non ti rende automaticamente complice dei suoi crimini.
Conoscevi la vicenda Epstein e il fatto che ci siano anche italiani nella lista? Pensi che essere in quella rubrica significhi qualcosa oppure è solo una coincidenza? Lascia un commento e dicci la tua!



La cosa positiva è che gli USA non sono come l’Italia. Tutto viene fuori…
effettivamente in Italia Epstein non avrebbe fatto nemmeno un giorno di galera