L’Italia si aggiudica un piccolo tesoro del cinema brasiliano. The Open Reel, uno dei principali agenti di vendita e case di produzione italiane, ha acquisito i diritti di distribuzione internazionale per “Dolores”, il nuovo film di Marcelo Gomes e Maria Clara Escobar che debutterà in anteprima mondiale al Festival di San Sebastián. E già dal trailer, che Variety ha condiviso in esclusiva, si capisce che abbiamo tra le mani qualcosa di speciale.
Non è un caso che The Open Reel abbia puntato su questo progetto. Stiamo parlando di un dramma familiare che intreccia tre generazioni di donne brasiliane, ognuna con i propri sogni e le proprie ossessioni. Al centro c’è Dolores, vedova di 65 anni interpretata da Carla Ribas, che ha un passato da giocatrice compulsiva alle spalle e un sogno apparentemente impossibile: aprire un casinò tutto suo. Accanto a lei, la figlia Deborah che aspetta che il fidanzato esca di prigione, e la nipote Duda che lavora in un’armeria e sogna di emigrare negli Stati Uniti.
Il film nasce da una sceneggiatura del compianto Chico Teixeira e rappresenta il completamento della sua acclamata “Trilogia degli affetti”, iniziata con “Alice’s House” nel 2007 e proseguita con “Ausência” nel 2014. Ma quello che rende “Dolores” ancora più interessante è come affronta temi estremamente contemporanei: dipendenza dal gioco, commercio di armi, il sogno americano dell’immigrazione. Tematiche che risuonano ben oltre i confini brasiliani e che spiegano perché il cinema europeo stia guardando con interesse a questa produzione.
Un cast che omaggia il passato
La scelta del cast non è casuale ma rappresenta un vero e proprio omaggio a Chico Teixeira. Oltre a Carla Ribas, che aveva già lavorato in “Alice’s House”, troviamo Gilda Nomacce nel ruolo della migliore amica di Dolores e Matheus Fagundes come fidanzato di Duda. Entrambi erano protagonisti di “Ausência”, creando così un ponte narrativo e artistico che unisce tutta la trilogia.
Questo tipo di continuità autoriale è sempre più rara nel cinema contemporaneo, dove i progetti spesso nascono e muoiono indipendentemente l’uno dall’altro. Qui invece c’è la volontà di costruire un universo narrativo coerente, dove i volti degli attori diventano parte integrante della poetica di Teixeira.
Marcelo Gomes, che tutti ricordiamo per “Cinema, Aspirinas e Avvoltoi” che rappresentò il Brasile agli Oscar nel 2007, porta la sua esperienza nella costruzione di personaggi complessi e contraddittori. Maria Clara Escobar aggiunge la sua sensibilità nella direzione di storie femminili, come aveva dimostrato in “Desterro”.
L’italia scommette sul cinema brasiliano
La decisione di The Open Reel di acquisire “Dolores” dice molto sulle strategie di mercato attuali. Cosimo Santoro, della casa di distribuzione italiana, non ha nascosto il suo entusiasmo: “Mi sono immerso nelle storie di Dolores, sua figlia Deborah e sua nipote Duda: tre donne che lottano per realizzare il loro sogno di una vita migliore, a qualunque costo”.
Non è la prima volta che The Open Reel collabora con la produttrice Sara Silveira di Dezenove Som e Imagens, una delle producer più influenti del Brasile. Il precedente “Cidade; Campo” di Juliana Rojas aveva già dimostrato che c’è pubblico europeo per il cinema brasiliano di qualità, soprattutto quando affronta tematiche universali con uno sguardo locale specifico.
Temi universali in salsa brasiliana
Quello che rende “Dolores” particolarmente interessante è come riesce a parlare di problemi globali attraverso una lente specificamente brasiliana. La dipendenza dal gioco, il commercio di armi, l’emigrazione verso gli Stati Uniti: sono tutti temi che toccano l’Europa tanto quanto il Sud America, ma qui vengono affrontati dalla periferia di San Paolo, con quel mix di realismo sociale e calore umano che caratterizza il miglior cinema brasiliano.
Come spiegano i registi: “Le tre generazioni devono però adattare i loro sogni per trasformare il mondo insieme. Non esiste trasformazione solitaria”. È una filosofia che si riflette nella struttura stessa del film, dove i conflitti generazionali diventano il motore della narrazione.
Il supporto di istituzioni come Brasil no Mundo, Projeto Paradiso e Spcine dimostra che anche a livello istituzionale c’è la consapevolezza che il cinema brasiliano ha qualcosa di importante da dire al mondo.
Un debutto da tenere d’occhio
“Dolores” debutterà alla 73esima edizione del Festival di San Sebastián, che si terrà dal 19 al 27 settembre. Sarà interessante vedere come il pubblico europeo accoglierà questa storia di resistenza femminile e sogni infranti nella periferia urbana brasiliana.
Il film ha tutte le carte in regola per diventare uno di quei piccoli gioielli che i festival sanno scovare e che poi trovano il loro pubblico nei circuiti specializzati. The Open Reel ha fiutato l’affare, e probabilmente ha ragione.
Cosa ne pensi? Credi che il cinema brasiliano possa dire qualcosa di nuovo al pubblico europeo, o siamo di fronte all’ennesimo film d’autore destinato a una nicchia? Raccontaci la tua nei commenti!


