Christopher Nolan ha fatto una cosa che riesce a pochi: trasformare L’Odissea in un fenomeno turistico. Dopo l’uscita del film, infatti, sono aumentate in modo impressionante le ricerche online legate ai luoghi mostrati sul grande schermo, da Troia a Favignana, passando per la Grecia, il Marocco e la Scozia.
Ed è forse proprio questo uno dei meriti più evidenti del film.
Perché sul piano della fedeltà al poema di Omero si può discutere parecchio. Nolan taglia, modifica, inventa e rilegge diversi passaggi, elimina personaggi come Nausicaa e i Feaci, riduce il peso degli dèi e inserisce materiale che arriva persino dall’Eneide di Virgilio. In alcuni momenti sembra quasi di vedere una gigantesca americanata mitologica, costruita per impressionare più che per restituire davvero lo spirito del testo originale.
Ma da vedere è bellissima.
E le location fanno una parte enorme del lavoro.
Dopo il film tutti vogliono andare a Troia
Secondo i dati riportati da Travel + Leisure, l’interesse su Google per i viaggi verso Troia sarebbe aumentato del 3.421% dopo l’uscita del film, mentre le ricerche per i voli legati alla destinazione sono cresciute del 966%.
Numeri enormi, che raccontano bene l’effetto prodotto dal film.
Nolan ha girato in luoghi reali ogni volta che ha potuto, continuando quella ricerca della fisicità che caratterizza da anni il suo cinema. Il risultato è che molti spettatori sono usciti dalla sala con una curiosità molto concreta: “Ma quei posti esistono davvero?”.
Sì.
E alcuni sono anche più belli dal vivo.
Voidokilia Beach, la Grecia che sembra già un set
Una delle location più riconoscibili si trova nel Peloponneso, in Grecia.
Voidokilia Beach, in Messenia, ha una forma semicircolare quasi perfetta e si trova a circa 16 chilometri da Pylos. Nolan l’ha utilizzata per alcune delle sequenze ambientate nel mondo greco dell’Odissea.
Guardandola nel film viene quasi da pensare che sia stata modificata digitalmente.
Invece esiste proprio così.
Una distesa di sabbia chiara stretta tra acqua e colline, talmente scenografica che il lavoro del regista sembra quasi limitarsi a scegliere dove piazzare la telecamera.
La grotta di Nestore diventa il rifugio di Polifemo
Poco sopra Voidokilia si trova un altro luogo utilizzato durante le riprese: la Grotta di Nestore.
Nel film diventa parte delle sequenze dedicate a Polifemo, il Ciclope che imprigiona Ulisse e i suoi compagni.
La grotta è raggiungibile a piedi, ma il sentiero è piuttosto ripido e roccioso.
Anche in questo caso la scelta funziona proprio perché Nolan evita l’effetto “studio cinematografico”. Roccia, polvere, luce naturale e spazi reali danno alle scene una presenza fisica che difficilmente si sarebbe ottenuta ricostruendo tutto davanti a uno schermo verde.
Favignana è diventata Itaca
Per noi italiani la location più interessante è probabilmente Favignana.
La più grande delle isole Egadi è stata utilizzata per rappresentare Itaca, la patria di Ulisse.
Acque trasparenti, coste rocciose e quel paesaggio mediterraneo quasi immobile che nel film diventa immediatamente credibile come casa dell’eroe.
Favignana si raggiunge in traghetto da Trapani in circa mezz’ora e il cinema di Nolan le ha regalato una visibilità mondiale difficilmente quantificabile.
Per una volta Hollywood è venuta in Italia senza cercare di trasformarla in qualcos’altro di irriconoscibile.
Il Marocco diventa Troia
Per ricostruire parte di Troia, Nolan si è spostato in Marocco, utilizzando Aït Benhaddou.
Il celebre villaggio fortificato, patrimonio dell’UNESCO, si trova nella parte meridionale del Paese, vicino a Ouarzazate. Nel film rappresenta una parte della città alla fine della guerra di Troia.
Le scene legate alla spiaggia e al cavallo di Troia sono state invece girate nell’area di Essaouira, lungo la costa atlantica.
Ancora una volta il paesaggio fa metà del film.
Le mura color terra, il deserto e l’orizzonte enorme danno alle sequenze una scala che gli effetti digitali avrebbero probabilmente reso più fredda.
Anche la Scozia entra nell’Odissea
Tra le location più sorprendenti c’è infine Findlater Castle, nell’Aberdeenshire, sulla costa nord-orientale della Scozia.
Le rovine dominano il Moray Firth e comprendono strutture risalenti al XIV secolo, anche se nell’area esisteva una fortificazione già nel XIII secolo.
Non è esattamente il Mediterraneo di Omero, certo.
Ma sullo schermo funziona.
Ed è una delle dimostrazioni migliori di come Nolan abbia preferito cercare luoghi visivamente potenti piuttosto che inseguire una ricostruzione geografica rigorosa.
Poco fedele a Omero, ma impossibile da ignorare
La critica al film resta.
L’Odissea di Nolan prende parecchie libertà, elimina sfumature importanti e trasforma Ulisse in un eroe molto più contemporaneo, più cupo e decisamente più “hollywoodiano” rispetto a quello del poema. Anche diversi studiosi hanno sottolineato quanto il film modifichi personaggi, rapporti e passaggi fondamentali dell’opera.
Ma sarebbe ingiusto negare ciò che funziona.
Visivamente il film è impressionante, e l’uso di location reali gli dà una consistenza che molti blockbuster hanno perso. Persino chi esce dalla sala pensando “Omero era un’altra cosa” rischia di ritrovarsi mezz’ora dopo a cercare quanto costa un volo per la Grecia o un traghetto per Favignana.
Forse è questo il paradosso più riuscito dell’Odissea di Nolan: come adattamento lascia parecchi dubbi, come gigantesco spot per il Mediterraneo e per alcuni dei luoghi più belli d’Europa funziona benissimo.
Voi avete apprezzato l’Odissea di Nolan oppure vi ha conquistato più per le immagini che per il modo in cui racconta Omero? Scrivetecelo nei commenti.


