L’Odissea di Christopher Nolan ha superato al box office nordamericano tutti e tre i film della trilogia de Il Signore degli Anelli. Il dato è reale: il kolossal con Matt Damon ha raggiunto circa 395,5 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, lasciandosi alle spalle i risultati ottenuti all’epoca da La Compagnia dell’Anello, Le due torri e Il ritorno del re. Nel mondo è già arrivato oltre i 911 milioni e il miliardo appare ormai vicino.
Nolan può quindi festeggiare. I fan possono stappare il vino greco. Ulisse, dopo dieci anni passati a cercare casa, ha finalmente trovato la strada per la banca.
Prima di dichiarare sconfitto Peter Jackson, però, conviene ricordare una cosa abbastanza elementare: vendere più biglietti in dollari non significa automaticamente aver realizzato un film migliore. In caso contrario, dovremmo assegnare retroattivamente qualche Oscar anche ai cinepanettoni che hanno riempito le sale italiane durante le vacanze di Natale.
L’Odissea e Il Signore degli Anelli sono entrambi fantasy
Il confronto tra i due titoli non è così assurdo come potrebbe sembrare. Il Signore degli Anelli è dichiaratamente fantasy. L’Odissea, per quanto derivi da uno dei testi fondativi della cultura occidentale, racconta comunque di dèi capricciosi, mostri marini, giganti con un solo occhio, streghe che trasformano uomini in animali e un eroe capace di sopravvivere a qualsiasi disastro tranne alla tentazione di raccontare quanto sia furbo.
Chiamarla soltanto “epica mitologica” non la rende improvvisamente un documentario. Anche il film di Nolan viene classificato come avventura, azione e fantasy.
La differenza è che Omero è studiato a scuola, mentre Tolkien viene ancora trattato da qualcuno come lo scrittore che ha inventato gli elfi per vendere miniature. In realtà entrambi costruiscono mondi popolati da creature impossibili, viaggi interminabili e uomini che avrebbero risolto parecchi problemi restando a casa.
Nolan ha trasformato il poema in uno spettacolo gigantesco, girato con ambizioni tecniche enormi e sostenuto da un cast pieno di star. Il pubblico ha risposto con entusiasmo: il film registra il 94% di recensioni positive da parte della critica e il 97% tra gli spettatori verificati.
Sono numeri eccellenti. Non sono però una tavola consegnata da Zeus per stabilire la superiorità artistica sull’opera di Jackson.
Il confronto economico ha bisogno di qualche precisazione
I 395,5 milioni incassati da L’Odissea nel mercato domestico superano i totali originali dei tre film di Jackson. Il dato non tiene però conto dell’inflazione e del prezzo molto più alto dei biglietti moderni, soprattutto per IMAX e formati premium.
Una sala piena nel 2003 produceva meno dollari della stessa sala piena nel 2026. Confrontare direttamente le cifre equivale un po’ a sostenere che oggi siamo tutti più ricchi perché un caffè costa il doppio.
Anche sul piano mondiale la partita non è ancora chiusa. Il ritorno del re ha superato 1,1 miliardi di dollari, contando anche le successive riedizioni. L’Odissea si trova oltre quota 911 milioni e potrebbe raggiungerlo, ma per ora non lo ha ancora sorpassato.
C’è poi un errore che circola in alcuni articoli: il terzo capitolo della trilogia non ricevette tredici candidature agli Oscar. Ne ottenne undici e le vinse tutte, compresi miglior film e miglior regia. È ancora il più grande en plein nella storia della cerimonia.
Nolan potrebbe ottenere risultati importanti durante la prossima stagione dei premi, ma il numero di biglietti venduti non gli consegna automaticamente undici statuette insieme allo scontrino del cinema.
Un successo commerciale resta comunque un successo enorme
Ridimensionare il confronto non significa negare ciò che L’Odissea sta facendo. Un film lungo quasi tre ore, tratto da un poema antico e costato circa 250 milioni di dollari sta attirando un pubblico enorme. Nel terzo fine settimana americano ha incassato ancora oltre 50 milioni, resistendo persino all’arrivo di Spider-Man: Brand New Day. Il totale mondiale ha superato i 900 milioni in meno di tre settimane.
Non era un risultato garantito. Nolan è uno dei pochi registi capaci di trasformare il proprio nome in un marchio abbastanza forte da competere con supereroi, saghe animate e franchise costruiti in decenni.
Il film ha persino riportato il poema di Omero nelle librerie: negli Stati Uniti le vendite delle varie edizioni sono aumentate e diverse biblioteche hanno registrato una crescita notevole delle richieste.
Questo è forse il risultato culturale più interessante. Migliaia di spettatori stanno scoprendo che la storia non è nata nella sala di montaggio di Nolan e che Polifemo non è un nuovo villain pensato per preparare il sequel.
Il box office misura la popolarità, non la bellezza
Gli incassi dicono quante persone hanno pagato per vedere un film. Non spiegano quante lo abbiano amato, quante siano uscite deluse o quante abbiano comprato il biglietto soltanto perché “è Nolan e va visto in IMAX”.
Un successo commerciale può coincidere con un grande film. Il ritorno del re ne è un esempio: ha guadagnato cifre enormi, conquistato pubblico e critica e vinto undici Oscar. Ma le tre cose non sono sinonimi.
Se bastasse il box office a misurare il valore artistico, ogni classifica cinematografica potrebbe essere compilata da un commercialista. I cinepanettoni più fortunati diventerebbero capolavori, le commedie meno viste sarebbero automaticamente brutte e qualsiasi film d’autore uscito in dieci sale dovrebbe chiedere scusa per la propria esistenza.
L’Odissea ha ottenuto un risultato impressionante e merita di essere discussa come uno dei grandi eventi cinematografici del 2026. Aver superato gli incassi nordamericani de Il Signore degli Anelli non dimostra però che sia migliore della trilogia di Jackson.
Dimostra che Nolan sa vendere molto bene un fantasy di quasi tre ore nel quale un uomo cerca di tornare dalla moglie mentre divinità, mostri e sceneggiatura fanno il possibile per impedirglielo.
Secondo te L’Odissea merita davvero di essere paragonata a Il Signore degli Anelli oppure il box office sta creando una sfida che esiste soltanto nei titoli? Scrivilo nei commenti e raccontaci quale dei due mondi fantasy preferisci.


