Luc Besson non si accontenta mai delle strade già battute. Dopo aver rivoluzionato la fantascienza con “Il quinto elemento” e il cinema d’azione con “Nikita”, il regista francese decide di sfidare il mito vampiresco più iconico della storia del cinema. “Dracula. L’amore perduto”, in arrivo nelle nostre sale il 29 ottobre, promette di essere molto più di un semplice adattamento del romanzo di Bram Stoker. È un’operazione di alta cinematografia che punta tutto sulla dimensione romantica della leggenda, trasformando il Conte in un antieroe tormentato dalla perdita eterna.
Il cast mette insieme talenti internazionali di primo piano: Caleb Landry Jones, già protagonista di “Dogman” sempre con Besson, veste i panni del vampiro più famoso del mondo. Accanto a lui troviamo Christoph Waltz nel ruolo del sacerdote, Matilda De Angelis come Maria e la giovane Zoë Bleu Sidel nel doppio ruolo di Elisabeta e Mina. Le musiche sono firmate da Danny Elfman, maestro indiscusso del cinema gotico contemporaneo e storico collaboratore di Tim Burton.
Con un budget di 45 milioni di euro, si tratta della produzione francese più costosa del 2025, un investimento che Besson ha voluto per dare vita a una visione completamente nuova del personaggio. Le riprese, iniziate nel marzo 2024, si sono svolte tra Francia e Finlandia, dove sono state girate le suggestive scene invernali con carrozze e cavalli nella neve.
La visione di Besson: l’amore che attraversa i secoli
In un’intervista rilasciata a Collider, Besson ha spiegato il suo approccio al mito dracoliano: “Penso che ci siano alcuni adattamenti meravigliosi. La versione di Coppola, per esempio, l’ho adorata la prima volta che l’ho vista. Però c’è un elemento che mi manca sempre, che sento nel libro, ed è l’amore, la storia d’amore“.
Il regista francese ha voluto concentrarsi su quello che considera “la storia d’amore per eccellenza: un uomo che aspetta 400 anni per rivedere sua moglie”. Una scelta narrativa che allontana il film dagli stereotipi del genere horror per abbracciare una dimensione più cinematograficamente matura.
La trama si sviluppa su due piani temporali: nel XV secolo conosciamo il principe Vladimir che, dopo la perdita brutale della moglie, rinnega Dio e si attira una maledizione eterna. Secoli dopo, nella Parigi del XIX secolo, il nostro vampiro incontra una donna che assomiglia straordinariamente alla sua defunta consorte, scatenando in lui un mix esplosivo di speranza e disperazione.
Caleb Landry Jones: il nuovo volto dell’immortalità
La scelta di Caleb Landry Jones come protagonista non è casuale. L’attore americano, che ha dimostrato la sua versatilità in film come “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” e “Un sogno chiamato Florida”, possiede quella particolare intensità che Besson cercava per il suo Dracula. Dopo la collaborazione in “Dogman”, il regista era convinto che Jones fosse l’interprete ideale per mostrare “l’indole tormentata e mostruosa ma anche il lato più intimo” del vampiro per antonomasia.
Nel trailer italiano, Jones appare in un’armatura medievale che ricorda più un guerriero che un classico vampiro. Questa scelta visiva sottolinea l’approccio originale di Besson, che presenta Dracula come un combattente spezzato dalla guerra e dalla perdita, piuttosto che come un predatore notturno elegante.
Il cast internazionale e le location spettacolari
Christoph Waltz, premio Oscar per “Bastardi senza gloria” e “Django Unchained”, porta la sua classe interpretativa nel ruolo del sacerdote che si confronta con la crisi spirituale di Vladimir. Matilda De Angelis, talento emergente del cinema italiano, interpreta Maria, probabilmente la reincarnazione dell’amore perduto di Dracula.
Zoë Bleu Sidel, figlia dell’attrice Rosanna Arquette, ha il compito delicato di interpretare sia Elisabeta che Mina, creando quel gioco di specchi temporali che è al centro della narrazione di Besson.
Le location scelte per le riprese amplificano la dimensione epica del progetto. Le scene invernali girate in Finlandia regalano al film un’atmosfera nordica e primordiale, mentre le sequenze parigine del XIX secolo richiamano l’eleganza decadente tipica del cinema gotico francese.
Danny Elfman: la partitura dell’eternità
La collaborazione con Danny Elfman rappresenta un colpo da maestro. Il compositore californiano, celebre per le colonne sonore dei film di Tim Burton e per capolavori come “Batman” e “Nightmare Before Christmas”, porta nel progetto la sua capacità unica di creare atmosfere che oscillano tra il romantico e il sinistro.
La sua esperienza nel cinema gotico si rivela perfetta per accompagnare la visione di Besson, creando una partitura sinfonica che promette di essere uno degli elementi più memorabili del film.
L’anteprima alla Festa del Cinema di Roma
Prima di arrivare nelle sale italiane il 29 ottobre, “Dracula. L’amore perduto” avrà la sua anteprima mondiale alla XX edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public. Un evento che vedrà la presenza del regista insieme a tutto il cast principale, inclusi Jones, Waltz, Zoë Bleu e Matilda De Angelis.
La scelta di Roma come palcoscenico per il lancio italiano sottolinea l’importanza che il progetto riveste per Besson, che considera questo Dracula un ritorno alle sue origini cinematografiche più ambiziose.
Un Dracula per il XXI secolo
Le prime reazioni della critica internazionale sono state sorprendentemente positive. Su Rotten Tomatoes, il film viene descritto come “una reimmaginazione audace del mito vampiresco, elevato dalla performance ossessionante di Caleb Landry Jones e dalla partitura di Danny Elfman”.
Alcuni critici hanno sottolineato le somiglianze visive con il “Dracula” di Coppola del 1992, ma Besson sembra aver saputo creare una propria identità stilistica che fonde il suo linguaggio cinematografico caratteristico con le atmosfere gotiche classiche.
Con “Dracula. L’amore perduto”, Besson tenta un’operazione complessa: rendere contemporaneo un mito immortale senza tradirne l’essenza. Il risultato promette di essere un cinema di genere d’autore che potrebbe ridefinire gli standard del film vampiresco moderno.
Tu cosa ne pensi dell’approccio romantico di Besson al mito di Dracula? Credi che sia la strada giusta per rinnovare un personaggio così iconico? Raccontaci la tua nei commenti!


