L’ultima missione: Project Hail Mary è finalmente al cinema, e chi ha letto il romanzo di Andy Weir del 2021 sa già cosa aspettarsi: un’avventura spaziale fuori dal comune, piena di scienza vera e di un’amicizia improbabile tra un essere umano e una creatura aliena. Chi invece non ha ancora letto il libro si troverà davanti a uno dei film di fantascienza più originali degli ultimi anni. Ryan Gosling interpreta un astronauta solitario che deve salvare il sistema solare con l’aiuto di un alieno che comunica attraverso suoni musicali. Il film è diretto da Phil Lord e Chris Miller e scritto da Drew Goddard, ed è già considerato uno dei migliori adattamenti letterari degli ultimi anni. Come sempre succede quando un libro diventa un film, però, alcune cose sono cambiate. Alcune in modo piccolo, altre in modo molto più significativo. Ecco le cinque differenze principali tra il romanzo e il film, spiegate in modo chiaro anche per chi non ha mai aperto il libro.
Il film salta i primissimi ricordi di Ryland
Nel romanzo di Andy Weir, tutto inizia in modo molto graduale. Ryland Grace si sveglia su un tavolo medico senza ricordare chi è, dove si trova o perché è lì. Per quasi tre capitoli interi, recupera i suoi ricordi un frammento alla volta: prima capisce di essere nello spazio, poi ricorda il suo nome, poi la sua professione di insegnante di scienze, e infine la minaccia che ha spinto l’intera umanità a mandarlo su quella nave. Weir descrive con grande precisione come Ryland scopre l’esistenza dell’astrofago – un microorganismo alieno che si nutre dell’energia del sole e lo sta lentamente uccidendo – attraverso articoli scientifici, notizie di giornale e osservazioni astronomiche. È un inizio lungo e dettagliato, che costruisce il disorientamento del protagonista in modo molto lento.
Il film mantiene il punto di partenza – Ryland che si sveglia senza memoria – ma taglia quasi tutto questo percorso e arriva molto prima al momento in cui il personaggio torna in classe a spiegare ai suoi alunni l’esistenza dell’astrofago. È la prima scena con i flashback, ed è anche la prima volta che lo spettatore capisce cosa sta succedendo al sole. Questa scelta velocizza l’ingresso nella storia e funziona bene sullo schermo. Weir stesso ha dichiarato di approvare la modifica.
Il film alleggerisce la parte scientifica
Chi ha già letto The Martian – l’altro romanzo di Andy Weir, da cui fu tratto il film con Matt Damon – sa che Weir ha un rapporto speciale con i dettagli scientifici. I suoi libri sono ricchi di calcoli, spiegazioni fisiche e dimostrazioni matematiche che il protagonista usa per risolvere i problemi uno per uno. Anche L’ultima missione: Project Hail Mary non fa eccezione: nel romanzo, Ryland capisce di trovarsi fuori dal sistema solare calcolando con precisione la gravità della sua navicella fino all’esatto metro al secondo. Misura le macchie solari di una stella lontana per capire in quale sistema planetario si trova.
Il film mantiene la sostanza scientifica ma alleggerisce molto i dettagli tecnici più approfonditi. Le spiegazioni ci sono, ma vengono condensate e semplificate per non rallentare il ritmo della storia. Per chi ama la fantascienza più rigorosa, quella che non semplifica i numeri e le formule, questa è probabilmente la differenza più difficile da accettare. Per tutti gli altri, è semplicemente la scelta giusta per un film che vuole arrivare a un pubblico ampio senza trasformarsi in una lezione di fisica.
Tra Ryland ed Eva nasce qualcosa che nel libro non esisteva
Nel romanzo, il rapporto tra Ryland Grace e Eva Stratt – la responsabile del progetto che lo ha praticamente costretto a salire su quella navicella – è un rapporto puramente professionale. Stratt è un personaggio efficiente e spietato, disposto a qualsiasi sacrificio pur di salvare l’umanità. Ryland la rispetta e a tratti la teme, ma tra i due non nasce mai nessuna scintilla sentimentale. Nel libro il loro rapporto si chiude anzi in modo piuttosto freddo, con Stratt descritta come una figura quasi priva di calore umano.
Nel film la situazione è molto diversa. Eva Stratt è interpretata da Sandra Hüller, e i registi hanno costruito tra lei e Ryan Gosling una dinamica molto più calda. Ci sono sguardi prolungati, conversazioni private lontano dagli altri, e una scena di karaoke sulla nave da ricerca in cui Hüller canta e Gosling la guarda con la sua espressione sorridente. Non arrivano a un bacio, ma l’attrazione tra i due è evidente fin dall’inizio. È una modifica che potrebbe sorprendere i fan del libro, ma è anche una scelta comprensibile: avere due attori del loro calibro sullo schermo e non lasciarli interagire con un po’ di calore sarebbe stato quasi uno spreco.
Le ferite di Rocky nel film sono meno gravi che nel libro
Rocky è il personaggio più amato di L’ultima missione: Project Hail Mary, sia nel libro che nel film. È un alieno dalla forma di un ragno fatto di roccia, vive in un’atmosfera tossica per gli esseri umani e comunica attraverso suoni musicali. Nonostante le differenze enormi tra le loro specie, Rocky e Ryland diventano i migliori amici. Il momento in cui Rocky si mette in pericolo per salvare Ryland è uno dei più intensi dell’intera storia.
Sia nel libro che nel film, Rocky rompe la sfera protettiva che lo separa dall’atmosfera umana per raggiungere Ryland in un momento di emergenza. Le conseguenze di questo gesto sono però molto diverse nelle due versioni. Nel romanzo, Rocky si riduce in condizioni gravi. Ryland deve improvvisarsi medico su una fisiologia aliena che non ha mai studiato, inventandosi soluzioni al momento con tutto quello che ha a disposizione. Quando Rocky si sveglia, rivela con la sua semplicità disarmante che i tentativi disperati di Ryland di curarlo hanno in realtà peggiorato alcune cose. È un momento allo stesso tempo commovente e divertente, che alleggerisce la tensione in modo perfetto.
Nel film, tutto questo viene semplificato. Rocky cade addormentato dopo lo sforzo e si riprende dopo un po’ di riposo, senza che Ryland debba fare nulla di rischioso. La scena mantiene il peso emotivo – la paura di perderlo e il sollievo quando si sveglia – ma rinuncia alla sequenza comica del medico improvvisato che combina guai. È una perdita per chi aveva amato quel momento nel libro.
Il film aggiunge una scena finale sulla Terra che nel libro non esiste
Questa è forse la differenza più importante di tutte, e riguarda la conclusione della storia. Nel romanzo di Andy Weir, una volta che Ryland risolve il problema dell’astrofago e manda i dati alla Terra, il lettore non vede mai come Eva Stratt reagisce alla notizia. Non la vediamo ricevere le informazioni che possono salvare il pianeta. Non sappiamo cosa fa con quello che Ryland le ha mandato a costo di enormi sacrifici. I due si erano separati male, e la storia finisce senza che il lettore veda le conseguenze concrete del sacrificio del protagonista.
Il film aggiunge invece una scena che il libro non aveva. Eva Stratt, sulla Terra, riceve i dati di Ryland. Riconosce quello che ha fatto, comprende il sacrificio che ha compiuto, e si prepara a usare le sue scoperte per salvare il sole. È un finale che chiude il racconto in modo molto più soddisfacente per il pubblico. Vedere le conseguenze reali del sacrificio del protagonista, sapere che non è servito a nulla, avrebbe lasciato troppe domande aperte.
Il film taglia anche una sottotrama presente nel libro a partire dal quattordicesimo capitolo: un climatologo di nome François Leclerc propone un piano estremo per rallentare il raffreddamento globale causato dall’astrofago, che prevede il lancio di un’arma nucleare sull’Antartide per liberare abbastanza gas da riscaldare l’atmosfera. È un dettaglio che nel romanzo aggiunge ulteriore peso alla situazione, ma che il film ha preferito eliminare per non appesantire il ritmo narrativo.
L’ultima missione: Project Hail Mary è uno di quei rari casi in cui un adattamento cinematografico riesce a rispettare lo spirito del romanzo originale pur prendendosi le libertà necessarie per funzionare bene sullo schermo. Le differenze ci sono e alcune pesano più di altre, ma il risultato finale è un film che fa onore al libro di Andy Weir.
Hai già letto il romanzo o hai visto solo il film? Lascia un commento e dicci quale versione ti ha convinto di più.


