George R.R. Martin è tornato a parlare direttamente ai lettori dopo oltre cinque mesi di silenzio e lo ha fatto con un messaggio molto diverso dal solito aggiornamento sui libri, sulle serie HBO o sui mille progetti legati a Westeros. Lo scrittore ha raccontato di aver attraversato un periodo pesante, segnato dalla perdita di alcuni amici, dalla tristezza e dalla depressione.
Il post, intitolato Better Late Than Never, è apparso il 3 agosto sul suo celebre Not a Blog. L’apertura è quasi timida: «Vi ricordate di me?». Martin ha spiegato che il suo ultimo intervento personale risaliva al 19 febbraio. Le comunicazioni pubblicate nei mesi successivi erano state preparate dai collaboratori, scherzosamente definiti i suoi “potenti tirapiedi”.
Nessun annuncio su The Winds of Winter. Nessuna data da segnare sul calendario. Stavolta, prima dello scrittore inseguito da milioni di lettori impazienti, è comparso semplicemente un uomo di 77 anni che ammette di non stare attraversando un momento facile.
«Quest’anno è stato travolgente»
Martin ha descritto il 2026 come un anno stressante e difficile da gestire. Sono accadute cose belle, alcune persino capaci di realizzare vecchi sogni, ma accanto a quelle soddisfazioni sono arrivate esperienze che lui stesso ha definito incubi.
«Ho perso degli amici. Ho combattuto contro la tristezza e la depressione. Il peggio potrebbe ancora arrivare», ha scritto. Ha poi ricordato di aver compiuto 77 anni lo scorso settembre, aggiungendo che invecchiare non è affatto divertente.
La frase sul futuro resta volutamente vaga. Martin non ha spiegato a cosa si riferisse e sarebbe scorretto riempire quel silenzio con supposizioni su salute, famiglia o lavoro. Il messaggio comunica però una stanchezza evidente, molto più personale di quella mostrata negli abituali post dedicati a convention, adattamenti televisivi e pubblicazioni.
Lo scrittore ha collegato questo periodo ai temi presenti nelle sue opere. La vita alterna sogni e perdite, gioia e dolore. Chi ha letto le sue storie, ha osservato, dovrebbe già saperlo. Una considerazione perfettamente coerente con un autore che ha costruito la propria narrativa evitando quasi sempre consolazioni facili.
The Winds of Winter resta fuori dal discorso
La grande assenza è naturalmente The Winds of Winter, il sesto romanzo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Martin non ha fornito nuove informazioni sul manoscritto, sul numero di pagine completate o su una possibile finestra di pubblicazione.
La scelta potrebbe deludere chi controlla ogni suo intervento sperando di trovare finalmente una data. Questo post, però, non sembra nato per aggiornare una tabella di lavorazione. È un tentativo di riaprire il dialogo dopo mesi nei quali lo scrittore non era riuscito a occuparsi personalmente neppure del proprio blog.
Martin ha promesso di provare a recuperare gli aggiornamenti lasciati indietro, avvertendo però che i prossimi messaggi potrebbero essere brevi e scritti in fretta. Anche con l’aiuto del suo staff, ha ammesso di essersi sentito sempre più sommerso dagli impegni.
Il problema è noto. Negli ultimi anni il nome di Martin è stato legato a romanzi, racconti, serie televisive, progetti teatrali, videogiochi, cinema e iniziative editoriali. Ogni nuova attività provoca inevitabilmente la stessa reazione da parte dei fan: “E il libro?”. Una domanda comprensibile dopo un’attesa così lunga, ma che in questo caso rischia di ignorare completamente il contenuto umano del suo messaggio.
Il successo di A Knight of the Seven Kingdoms agli Emmy
Tra le notizie positive, Martin ha celebrato le nove candidature agli Emmy 2026 ottenute da A Knight of the Seven Kingdoms. La serie HBO è entrata anche nella categoria principale dedicata alla migliore serie drammatica, insieme a titoli come The Pitt, Slow Horses, The Diplomat, Paradise e Pluribus.
Le altre candidature riguardano scenografia, fotografia, acconciature, costumi fantasy, colonna sonora, montaggio sonoro, effetti visivi e stunt. Martin si è detto orgoglioso della squadra e spera che la produzione riesca a conquistare qualche statuetta.
Una delusione, però, c’è stata. Lo scrittore sperava in alcune candidature per gli attori, ma né Peter Claffey né Dexter Sol Ansell sono riusciti a entrare nelle categorie dedicate alla recitazione. Martin ha comunque lasciato aperta la possibilità di una rivincita futura, ricordando che potrebbe esserci un’altra occasione nella prossima stagione.
La cerimonia è prevista il 14 settembre al Peacock Theatre di Los Angeles. Martin vorrebbe partecipare, ma ha chiarito che la sua presenza dipenderà da molte circostanze che non ha voluto precisare.
Il silenzio su House of the Dragon si fa notare
Nel messaggio non compare House of the Dragon. Martin non cita la serie, non commenta la stagione in corso e non torna sulle divergenze creative emerse negli ultimi anni. Non è detto che l’omissione nasconda un nuovo scontro: il post è breve e dedicato soprattutto alle difficoltà personali.
L’assenza, però, si nota perché Martin trova lo spazio per celebrare A Knight of the Seven Kingdoms, mentre non dedica neppure una riga all’altra grande produzione televisiva ambientata nel suo universo.
Il suo ritorno non offre quindi la notizia che molti attendevano. Non sappiamo se The Winds of Winter sia vicino alla conclusione e non riceviamo anticipazioni sul futuro televisivo di Westeros. Riceviamo qualcosa di più semplice: la conferma che dietro un’attesa diventata quasi una barzelletta online esiste una persona che ha affrontato lutti, depressione e il peso dell’età.
I lettori hanno il diritto di desiderare la conclusione della saga. Martin ha però anche il diritto di raccontare un momento doloroso senza che ogni frase venga trasformata in un conto alla rovescia verso il prossimo romanzo.
Secondo te i fan dovrebbero concedere più comprensione a George R.R. Martin oppure l’attesa per The Winds of Winter ha ormai superato ogni limite? Scrivilo nei commenti e raccontaci cosa pensi del suo ritorno sul blog.


