La puntata di Masterchef Italia andata in onda ieri sera, 22 gennaio 2026, ha confermato i sospetti di molti spettatori: Teo sembra avere una protezione speciale da parte dei giudici. Il giovane studente ventitreenne è stato il peggiore dell’Invention Test sul pane, una delle prove più importanti della serata, eppure è stato salvato ancora una volta. Mentre Franco, un concorrente apprezzato dal pubblico, ha dovuto abbandonare la cucina dopo il Pressure Test. La domanda che tutti si fanno è sempre la stessa: Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli lo stanno proteggendo per portarlo in finale?
La serata era iniziata con la Green Mystery Box presentata dalla chef Chiara Pavan, esperta di cucina sostenibile e antispreco. I concorrenti dovevano preparare piatti creativi utilizzando scarti e specie invasive, prestando massima attenzione a non sprecare nulla. Un’ottima prova che ha messo alla prova la loro consapevolezza oltre alla tecnica. Ma il momento cruciale è arrivato con l’Invention Test dedicato al pane, guidato dagli esperti Alessandro Frassica e Francesca Casci Ceccacci.
Il pane, simbolo universale di identità e tradizione, è una di quelle prove che sembrano semplici ma si rivelano terribilmente difficili. Croccantezza, struttura, gusto, lievitazione: ogni dettaglio conta. E Teo ha fallito completamente. Il suo pane era un disastro, tanto che i giudici lo hanno dichiarato il peggiore della prova. A quel punto è successa una scena drammatica e un po’ crudele: i giudici gli hanno fatto togliere il grembiule bianco, facendogli credere per alcuni interminabili secondi di essere stato eliminato.
Teo è scoppiato a piangere, devastato dall’idea di dover lasciare Masterchef. Il silenzio in studio era pesante. Ma poi i giudici hanno rivelato la verità: non era eliminato, gli stavano solo dando il grembiule nero per mandarlo direttamente al Pressure Test. “Bello vedere quanto ci tieni”, ha commentato Cannavacciuolo davanti alle lacrime del ragazzo. Una scena sicuramente emotiva, ma che ha lasciato molti spettatori perplessi. Perché tutta questa teatralità per salvare chi era stato dichiarato il peggiore?
Non è la prima volta che Teo viene graziato. Nella puntata dell’8 gennaio, durante il terribile Pressure Test sui tacos messicani, aveva presentato dei tacos completamente crudi. L’impasto non era cotto, un errore madornale in cucina che normalmente costa l’eliminazione immediata. Gli stessi giudici avevano ammesso che l’impasto era crudo: “Non si è rotto, ma perché ancora crudo” avevano detto. Eppure Teo era rimasto in gara.
In quel Pressure Test quasi tutti avevano sbagliato. Gli impasti erano disastrosi ovunque: Alessandro aveva tacos che si erano spezzati, Franco aveva portato tacos che “si erano sfracellati al tocco”, Niccolò aveva problemi, ma anche Teo aveva l’impasto crudo. Solo Dounia e Matteo Rinaldi si erano salvati con piatti accettabili. Ma a essere eliminato era stato Antonio, lo studente di giurisprudenza calabrese di origini arbereshe, il cui unico vero errore era stato presentare solo due tacos invece di tre. Gli impasti erano sbagliati per tutti, ma Teo non era stato nemmeno preso in considerazione per l’eliminazione.
Torniamo alla puntata di ieri. Dopo l’Invention Test sul pane, è arrivata la spettacolare prova esterna allo Juventus Stadium, il tempio del calcio bianconero. I concorrenti hanno cucinato per ospiti d’eccezione legati al mondo Juventus: l’ex capitano Giorgio Chiellini, oggi Director of Football Strategy della squadra, l’ex terzino Gianluca Pessotto, la capitana della Juventus Women Sara Gama, e la tifosa Cristina Chiabotto.
Le due brigate dovevano realizzare menù ispirati ai colori bianconeri, con un tocco di rosa. La Brigata Blu di Alessandro e la Brigata Rossa di Matteo Lee si sono sfidate preparando piatti che dovevano conquistare non solo i giudici ma anche gli ospiti juventini. A trionfare è stata la Brigata Blu, mentre per la Brigata Rossa si sono aperte le porte del Pressure Test.
Al Pressure Test, con la guida dell’esperto forager Alessandro Di Tizio, i concorrenti hanno dovuto preparare una pasta al pesto con erbe aromatiche lavorate rigorosamente al mortaio. Una prova che richiedeva precisione, pazienza e rispetto della tradizione ligure. Qui Teo, nonostante fosse già partito con il grembiule nero per essere stato il peggiore dell’Invention Test, è riuscito a salvarsi ancora. Invece è stato Franco a dover lasciare definitivamente la competizione. Il suo piatto è stato giudicato il meno convincente della prova.
La scelta ha scatenato le proteste del pubblico sui social. Centinaia di commenti chiedono spiegazioni: “Ma quante volte lo volete salvare?”, “Franco non meritava di uscire”, “Teo è il protetto dei giudici ed è evidente”, “Basta con questi favoritismi”. Il pubblico non è stupido e vede benissimo cosa sta succedendo. Teo sembra avere un’armatura invisibile che lo protegge dalle eliminazioni, non importa quanto gravi siano i suoi errori.
Franco, il trentunenne veneto di origini ghanesi che lavora come consulente tecnico, aveva conquistato la simpatia di molti spettatori. Non era perfetto, spesso parlava troppo del suo talento senza dimostrarlo completamente nei piatti, ma aveva dimostrato costanza e voglia di imparare. La sua eliminazione mentre Teo, che aveva fallito clamorosamente nell’Invention Test sul pane, rimaneva in gara, è sembrata a molti profondamente ingiusta.
Certo, Teo ha dimostrato di avere talento in altre prove. Ha vinto la Golden Pin nella Mystery Box dell’8 gennaio con la cottura in crosta di argilla, dimostrando creatività e tecnica. È un ragazzo giovane con potenziale, nessuno lo nega. Ma questo giustifica due salvataggi così evidenti? La cucina professionale richiede precisione, costanza, rispetto per gli ingredienti. Servire tacos crudi o fare un pane disastroso sono errori che in un vero ristorante costerebbero molto caro.
Il problema non è che Teo sia un cattivo cuoco. Il problema è la percezione di ingiustizia che si crea quando le regole sembrano cambiare a seconda di chi deve essere salvato. I giudici continuano a parlare di valutazione del percorso complessivo, non solo del singolo piatto. Ma allora perché Franco, che aveva un percorso pur con alti e bassi, è stato eliminato? Perché Antonio, che aveva dimostrato crescita e aveva portato la sua identità arbereshe in cucina, era stato mandato via?
La Top Ten si avvicina rapidamente, e ogni eliminazione conta sempre di più. I concorrenti rimasti sono tutti talentuosi e stanno lottando duramente per restare. Ma il pubblico vuole trasparenza, vuole capire i criteri con cui vengono prese le decisioni. E soprattutto vuole vedere una competizione leale, dove gli errori vengono puniti allo stesso modo per tutti, non solo per alcuni.
Non è la prima volta nella storia di Masterchef che un concorrente “televisivamente interessante” viene portato avanti nonostante errori evidenti. Succede da anni, fin dalle prime edizioni. Concorrenti che creano dinamiche, che hanno una storia emotiva da raccontare, che generano empatia nel pubblico, spesso vengono salvati anche con piatti sbagliati. Ma Teo sta diventando un caso troppo evidente, troppo ripetuto per passare inosservato.
La prossima puntata, in programma per il 29 gennaio, porterà una delle prove più temute di Masterchef: la pasticceria. Vedremo se anche lì Teo riuscirà a salvarsi o se finalmente pagherà per i suoi errori. Il pubblico è in attesa, scettico e sempre più convinto che ci sia qualcosa che non torna nelle scelte dei giudici.
E tu cosa ne pensi? Credi che Teo sia davvero così forte da meritare questi continui salvataggi o pensi che i giudici lo stiano proteggendo per portarlo in finale? Franco meritava di restare? Lascia un commento e dicci la tua opinione!


