Il sequel de Le avventure di Tintin: Il segreto dell’Unicorno si farà. O almeno, per la prima volta dopo anni, non sembra più la solita promessa lasciata lì a prendere polvere. Peter Jackson ha confermato di essere al lavoro sulla sceneggiatura del nuovo film, insieme a Fran Walsh, sua storica collaboratrice e compagna di tanti progetti, da Il Signore degli Anelli in poi.
La notizia arriva mentre tutti gli occhi sono puntati sul prossimo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, il suo nuovo progetto fantascientifico in uscita negli Stati Uniti il 12 giugno 2026. Però, quasi di lato, è tornato fuori uno dei titoli più particolari della sua carriera: Tintin. Un film che nel 2011 aveva convinto critica e pubblico, aveva incassato circa 374 milioni di dollari nel mondo, e aveva lasciato chiaramente intendere che l’avventura non fosse finita.
Poi, però, il nulla. O quasi.
Il piano originale era semplice: Spielberg avrebbe diretto il primo film e Peter Jackson il secondo. Un accordo bellissimo sulla carta, perché parliamo di due registi che con l’avventura ci sanno fare eccome. Spielberg ha portato al cinema Indiana Jones, Jurassic Park e mezza grammatica del blockbuster moderno. Jackson ha trasformato la Terra di Mezzo in un immaginario enorme, riconoscibile anche da chi non ha mai aperto Tolkien. Insomma, sulla carta Tintin era in mani perfette.
E infatti il primo film funzionava proprio perché sembrava un incontro tra quei due mondi. Aveva il passo del cinema d’avventura classico, ma anche la libertà visiva dell’animazione in motion capture. C’erano inseguimenti, misteri, mappe, navi, tesori, battute, cadute, fughe rocambolesche. E al centro c’erano Tintin, il suo cane Milù e il capitano Haddock, impegnati in una caccia al tesoro legata alla leggendaria nave Unicorno.
Non era il film più celebrato di Spielberg, questo è vero. Quando si parla di lui, vengono fuori prima Lo squalo, E.T., Schindler’s List, Salvate il soldato Ryan e Jurassic Park. Però Le avventure di Tintin negli anni si è ritagliato il suo spazio. Non enorme, ma affezionato. Quello spazio dei film che magari al cinema non diventano culto immediato, ma che poi la gente continua a riscoprire, consigliare e difendere.
Il problema è che il sequel non è mai arrivato. E più passava il tempo, più sembrava una di quelle cose che Hollywood annuncia, promette, rimanda e poi fa sparire nella nebbia. Tipo quando dici “ci aggiorniamo presto” e poi non scrivi mai più. Solo che qui c’erano Spielberg, Jackson e Tintin. Quindi il silenzio pesava un po’ di più.
Adesso, però, qualcosa si è mosso.
Durante un incontro al Festival di Cannes, dove Jackson è arrivato anche per ricevere una Palma d’Oro onoraria, il regista ha spiegato che la scrittura del nuovo Tintin è ufficialmente iniziata. Ha raccontato che l’accordo prevedeva proprio questo: Spielberg ne avrebbe diretto uno, lui l’altro. E ha ammesso, con una certa sincerità, di sentirsi anche un po’ in imbarazzo per tutto il tempo passato senza aver ancora realizzato il suo film.
La parte più concreta, però, è un’altra. Jackson ha detto che sta lavorando con Fran Walsh su una nuova sceneggiatura e che pochi giorni fa, nella sua stanza d’albergo, stava addirittura scrivendo degli outline per Tintin. Non una frase vaga. Non un “vedremo”. Ha parlato di un progetto attivo, reale, di un ritorno dentro quel mondo.
Ora bisogna andarci piano, perché una sceneggiatura in fase di scrittura non significa che il film sia già pronto a partire. Mancano ancora tante domande: quale storia verrà adattata? Quando inizierà la produzione? Spielberg resterà solo come produttore? Il cast originale tornerà? E soprattutto: quanto tempo dovremo aspettare?
Però, dopo quindici anni, la notizia basta per riaccendere la curiosità. Perché Tintin ha ancora tantissimo materiale da offrire. I fumetti di Hergé sono pieni di viaggi, misteri, personaggi memorabili e avventure perfette per il grande schermo. E Jackson, se trova la storia giusta, potrebbe davvero dare al sequel un’identità diversa, magari un po’ più folle, più grande, più sua.
Il bello è proprio questo: Le avventure di Tintin non aveva chiuso la porta. L’aveva lasciata aperta. Solo che per anni nessuno sembrava volerla attraversare. Ora Peter Jackson si è rimesso a scrivere, e il viaggio di Tintin, Milù e Haddock potrebbe finalmente ripartire.
E tu che rapporto hai con il film di Spielberg? Lo hai sempre considerato un piccolo gioiello sottovalutato o per te Tintin non è mai riuscito a diventare davvero memorabile al cinema? Scrivilo nei commenti.


