Allora, ricapitoliamo. Sabrina Carpenter stava tranquillamente tenendo il suo set da headliner al Coachella 2026, Weekend Two, venerdì sera. Era arrivata al momento iconico del suo tour in cui “arresta” un ospite a sorpresa sul palco, cosa che ha già fatto con mezzo showbiz mondiale. E lì, tra le luci stroboscopiche e i ballerini, è apparsa Madonna.
Non una Madonna qualunque. Madonna negli stessi stivali e nello stesso corsetto di vent’anni fa. (Ci sono persone che non riescono a trovare le chiavi di casa da ieri mattina, e lei ha ritrovato l’outfit del Coachella 2006 con la precisione di un archivio militare. Ognuno ha le proprie priorità nella vita.)
Le due hanno fatto un duetto di “Vogue”, poi hanno anticipato qualcosa dal nuovo album Confessions II in uscita il 3 luglio, poi Madonna ha preso il microfono e ha fatto una cosa che i pop icon fanno raramente: ha parlato come un essere umano normale. Ha raccontato che esattamente vent’anni fa era in quel deserto a suonare Confessions on a Dance Floor Part One per la prima volta in America, nella tenda della dance music, e che essere tornata con gli stessi vestiti e un sequel in tasca le sembrava “un momento del cerchio che si chiude”. (Il cerchio si è chiuso. Gli stivali reggono ancora. Lasciatemi stare.)
Ha anche improvvisato una lezione di astrologia al pubblico di Coachella, cosa che ha fatto sembrare tutto ancora più surreale, nel senso migliore del termine. Poi, come se duettare su Vogue con Madonna non fosse già abbastanza, Carpenter e lei hanno chiuso con “Like a Prayer”, che è uno di quei brani che funzionano in qualsiasi contesto, alle tre di pomeriggio in macchina come alle undici di sera in mezzo al deserto californiano davanti a centomila persone.
Sabrina Carpenter, va detto, ha vissuto questo momento con la compostezza di chi stava cercando di non urlare di gioia in diretta mondiale. Ha risposto a Madonna con un “puoi avere quello che vuoi”, che è tecnicamente la risposta corretta quando Madonna ti chiede di salire sul tuo palco. Non ci sono molte situazioni nella vita in cui la risposta giusta è “no grazie”.
Per chi non seguisse le vicende di Sabrina Carpenter con l’attenzione che meritano: questa è la stessa persona che nel 2024, alla fine di un set al Coachella in cui era semplice ospite di qualcun altro, aveva dichiarato al pubblico “ci vediamo quando sarò headliner”. Non una speranza, non un sogno ad alta voce. Una previsione. Nel 2026 è tornata headliner, ha portato Madonna, e ha suonato “Like a Prayer” nel deserto. Questa è semplicemente un’altra parola per pianificazione strategica.
La cosa più bella della serata, però, è quello che Madonna ha detto prima di attaccare l’ultimo brano: “La musica è l’unico posto in cui le persone mettono da parte le loro differenze e si divertono insieme.” Non è una frase originale, lo diciamo tutti da sempre, ma sentirla da una donna che ha sessantasei anni, gli stessi stivali di vent’anni fa e un album nuovo in arrivo, suona diversamente. Suona come qualcuno che ci crede davvero, il che nel 2026 è già una notizia a parte.
Confessions II esce il 3 luglio. Il primo assaggio, “I Feel So Free”, è già in giro. Se vi aspettate qualcosa di radicalmente diverso dal primo Confessions, probabilmente resterete delusi e al tempo stesso soddisfatti allo stesso modo. Ma questa è una questione da affrontare a luglio. Per adesso godiamoci il fatto che Madonna ha fatto un’apparizione a sorpresa al Coachella con gli stessi stivali di vent’anni fa e nessuno stava aspettando una cosa del genere, eppure era esattamente quello di cui avevamo bisogno.
Voi eravate davanti allo schermo a guardare la diretta o avete scoperto tutto stamattina dai social come quasi tutti? E soprattutto: il duetto su “Like a Prayer” vi ha emozionato o siete tra quelli che “sì bello, ma preferivo il Coachella di Beyoncé”?


