Ci sono film che ti conquistano al primo fotogramma, e altri che ti fanno sbuffare per venti minuti prima di farti sorridere. Mango rientra nella seconda categoria. La nuova commedia romantica danese su Netflix, diretta da Mehdi Avaz e scritta da Milad Schwartz Avaz, è una di quelle storie che conosci già, ma che alla fine guardi comunque con piacere. Perché sì, lo sai come andrà a finire, ma vuoi comunque arrivare a quel finale.
Una madre stressata, una figlia arrabbiata e un campo di mango
La protagonista è Lærke, una madre che lavora troppo e ascolta poco, interpretata da Josephine Park. Nel film è presente anche sua figlia Agnes, un’adolescente che ha bisogno di affetto ma preferisce fingere di non averne. Le due partono per una vacanza insieme, ma – sorpresa – la vacanza non è proprio una vacanza.
Lærke deve andare a Malaga, in Spagna, per convincere Alex (il sempre affascinante Dar Salim), un espatriato danese, a vendere la sua piantagione di mango per costruirci sopra un resort di lusso.
Ora, puoi già intuire dove andremo a parare: lei è razionale e un po’ fredda, lui ama la terra, i frutti, la libertà. Si odiano, si punzecchiano, si amano. Il classico. Ma a sorpresa, Mango riesce a diventare più dolce del previsto, soprattutto quando smette di voler fare la commedia “perfetta” e si lascia andare.
Una storia prevedibile ma con un cuore sincero
All’inizio, onestamente, è dura. Il film parte lento, pieno di battibecchi e tensioni madre-figlia che conosciamo fin troppo bene.
Poi però qualcosa cambia. Lærke capisce subito che quello che sta facendo è sbagliato — distruggere la piantagione per soldi — e questo la rende molto più umana. Non aspetta l’ultimo minuto per redimersi come in tutte le altre rom-com, e questa è una piccola ma gradita novità.
La parte centrale è la migliore: Malaga diventa un piccolo paradiso dove le due donne imparano a conoscersi, mentre Alex e la sorella Paula (una deliziosa Sara Jiménez) portano un po’ di calore e leggerezza al film.
C’è il sole, ci sono i manghi, c’è la gente che ride e beve vino al tramonto. È quel tipo di film che ti fa venire voglia di mollare tutto e aprire un chiringuito.
L’amore arriva, ma con qualche inciampo
Certo, la storia d’amore tra Lærke e Alex non inventa niente. Il classico malinteso inutile arriva anche in questo film: un segreto non detto, un’incomprensione evitabilissima e via con il dramma.
È il momento in cui ti viene voglia di urlare allo schermo: “Ma spiegati, santo cielo!”. Però almeno il film ci arriva con un po’ di grazia. Entrambi i personaggi, alla fine, crescono, e questo rende l’epilogo – per quanto prevedibile – soddisfacente.
Una rom-com imperfetta, ma luminosa
Mango non è un film che cambierà la tua vita, ma è di quelli che ti mettono di buon umore. Ha il sapore agrodolce delle storie semplici, di quelle che sbagliano tanto ma finiscono bene.
E se il finale è un po’ tirato, pazienza: ci si arriva sorridendo.
E tu? L’hai già visto Mango su Netflix? Ti ha fatto venir voglia di volare in Andalusia o ti è sembrato solo un altro film romantico in salsa tropicale? Raccontamelo nei commenti, che sono curioso di sapere se anche tu hai ceduto al fascino dei manghi.
La Recensione
Mango
Una commedia romantica danese leggera e disordinata, che parte male ma trova la sua dolcezza nel cuore del racconto. Ambientazione splendida, buone interpretazioni e un ritmo più rilassato della media. Non è perfetta, ma funziona.
PRO
- Atmosfera estiva e leggera, perfetta per staccare la testa.
- Personaggi che evolvono, soprattutto il rapporto madre-figlia.
- Scenari mozzafiato tra i campi di mango e il mare di Malaga.
CONTRO
- Perché non l'hanno rilasciata in estate?
- Trama prevedibile e cliché romantici già visti.
- Il ritmo iniziale è lento e un po’ irritante.


