L’assassino di John Lennon continua a rimanere dietro le sbarre. Mark David Chapman, l’uomo che il 8 dicembre 1980 ha stroncato la vita dell’ex Beatle davanti al Dakota Building di New York, si è visto negare per la quattordicesima volta consecutiva la richiesta di libertà condizionale. La decisione è arrivata dopo l’udienza del 27 agosto scorso davanti alla commissione del Dipartimento Penitenziario dello Stato di New York.
Chapman, attualmente 69enne, sta scontando una condanna da 20 anni all’ergastolo e dovrà aspettare almeno fino a febbraio 2027 per la prossima possibilità di ottenere la scarcerazione anticipata. Un verdetto che non sorprende, considerando la gravità del crimine che ha privato il mondo di una delle voci più influenti della musica contemporanea.
Durante l’udienza per la libertà condizionale del 2020, Chapman aveva espresso un profondo pentimento per l’omicidio, ammettendo di meritare la pena di morte per il suo “atto spregevole”. Le sue parole furono agghiaccianti nella loro sincerità: “L’ho assassinato… perché era molto, molto, molto famoso e questa è l’unica ragione. Stavo cercando gloria personale. Molto egoista”.
Le motivazioni di un gesto insensato
Nel 2022, Chapman aveva ribadito il concetto durante un’altra udienza, parlando di un “disprezzo egoistico per la vita umana” che lo aveva spinto al crimine. Parole che rivelano la natura distorta delle sue motivazioni: non odio personale verso Lennon, ma una ricerca malata di notorietà attraverso la distruzione di un’icona.
La dinamica dell’omicidio resta impressa nella memoria collettiva: Chapman aspettò Lennon fuori dal Dakota Building e gli sparò mentre l’artista rientrava a casa insieme alla moglie Yoko Ono. Dopo il delitto, fu trovato dalla polizia mentre leggeva “Il giovane Holden” di J.D. Salinger, un dettaglio che ha alimentato per decenni speculazioni sulla sua instabilità mentale.
L’eredità musicale continua
Mentre Chapman rimane in carcere, l’eredità artistica di John Lennon continua a vivere. I fan dei Beatles si preparano alla riedizione della storica collezione “Anthology” in arrivo questo autunno, che includerà anche una versione restaurata della serie televisiva originale del 1995 su Disney+.
È un promemoria di come la musica sopravviva sempre alla violenza e di come l’arte di Lennon continui a ispirare nuove generazioni, nonostante il tragico epilogo della sua vita.
Cosa ne pensi? Credi che Chapman dovrebbe rimanere in carcere a vita o pensi che dopo oltre 40 anni meriti una seconda possibilità? Raccontaci la tua opinione nei commenti!


