Mark Wahlberg è praticamente irriconoscibile nel trailer di By Any Means, il nuovo crime thriller in cui interpreta Gregory Scarpa, uno dei killer più temuti della mafia americana. La trasformazione ha subito attirato l’attenzione: protesi al naso, parrucca scura, basette retrò, mascella più larga e look da gangster anni Sessanta. Il fisico resta quello di Wahlberg, ok, ma il volto sembra quasi quello di un altro uomo.
E già questo basta per creare curiosità.
Il film, diretto da Elegance Bratton, racconta una storia ispirata a fatti reali e ambientata nel Mississippi degli anni Sessanta. Al centro c’è un giovane agente nero dell’FBI, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II, costretto a collaborare con Scarpa per indagare sugli omicidi di leader e attivisti per i diritti civili. Una premessa molto forte, perché mette insieme due mondi che non dovrebbero nemmeno stare nella stessa stanza: un uomo di legge e un killer mafioso, un agente nero e un criminale bianco legato a un universo violentissimo, entrambi trascinati dentro una caccia in cui giustizia e vendetta iniziano a confondersi.
Il trailer punta proprio su questo contrasto. Da una parte la tensione razziale dell’America del Sud negli anni Sessanta, con il Ku Klux Klan, le intimidazioni, gli omicidi politici e un sistema che spesso sembrava proteggere più i carnefici che le vittime. Dall’altra Scarpa, detto anche Grim Reaper, cioè il Mietitore, una figura sporca, pericolosa, moralmente ingestibile. Non l’eroe. Non il buono travestito da cattivo. Un criminale vero, usato dentro una missione che sembra quasi impossibile da raccontare senza sporcarsi le mani.
La trasformazione di Wahlberg fa discutere
La cosa che ha fatto esplodere i commenti online è il volto di Wahlberg. Nel trailer non sembra il classico Mark Wahlberg da action movie, quello che riconosci subito anche se cambia giacca, barba o espressione. Stavolta il lavoro di trucco è pesante. Il naso sembra modificato, i capelli sono più scuri e voluminosi, le basette lo portano dritto dentro gli anni Sessanta, e la mascella dà al personaggio un’aria più dura, quasi minacciosa.
Alcuni fan hanno apprezzato subito la trasformazione. Altri si sono concentrati proprio sul naso, chiedendosi se non fosse troppo evidente. Ma in un film del genere il rischio fa parte del gioco. Se interpreti un personaggio realmente esistito, per di più così riconoscibile nel suo immaginario criminale, devi decidere quanto avvicinarti alla somiglianza e quanto restare dentro la tua faccia da star.
Wahlberg sembra aver scelto la via più marcata. Non vuole solo “fare” Scarpa. Vuole sparire dentro Scarpa, almeno a livello visivo. Poi bisognerà vedere se la trasformazione reggerà anche nella recitazione, perché le protesi da sole non fanno un personaggio. Aiutano, certo. Ma se sotto non c’è una presenza credibile, il rischio mascherone è sempre dietro l’angolo.
Una storia vera molto delicata
By Any Means non è solo un film di mafia. E non è nemmeno solo un thriller d’azione. La parte più interessante è il contesto storico. Il film si muove nell’America dei diritti civili, in un periodo segnato da violenze razziste, omicidi e complicità istituzionali. La trama parla di un agente FBI nero mandato a indagare su una serie di assassinii contro figure importanti del movimento civile. Il fatto che debba collaborare con un mafioso rende tutto più ambiguo.
Questo tipo di storia può diventare potentissima, ma anche molto rischiosa. Perché raccontare la lotta per i diritti civili attraverso l’alleanza con un killer mafioso può funzionare solo se il film non perde mai di vista le vittime, il clima politico e la gravità reale di ciò che accadeva. Se diventa soltanto “il gangster cattivo che aiuta il buono contro i cattivi peggiori”, allora si scivola in una semplificazione un po’ comoda.
La presenza di Giancarlo Esposito nel ruolo di Vernon Dahmer, storico attivista per i diritti civili ucciso nel 1966, fa pensare che il film voglia dare peso anche alla parte storica e non limitarsi al fascino criminale di Scarpa. Ed è importante, perché la figura di Dahmer merita rispetto, non solo una funzione narrativa per far partire l’azione.
Yahya Abdul-Mateen II può essere il vero equilibrio del film
Wahlberg si prende ovviamente la copertina per la trasformazione, ma il film potrebbe reggersi molto su Yahya Abdul-Mateen II. Il suo agente Wayne Strider sembra il personaggio chiamato a portare il conflitto morale della storia. Deve muoversi dentro un sistema che non sempre lo protegge, in un territorio ostile, con un partner che rappresenta tutto ciò che un agente dovrebbe combattere.
E qui il film può diventare interessante. Perché la domanda non è solo: riusciranno a fermare gli assassini? La domanda più dura è: fino a che punto puoi usare il male per combattere un male ancora più grande? E soprattutto, chi decide dove finisce la giustizia e dove comincia la vendetta?
By Any Means sembra voler giocare proprio su questa linea. Il titolo, “con ogni mezzo”, lo dice già. È una frase che suona bene nei trailer, ma dentro una storia del genere pesa parecchio. Perché usare ogni mezzo può essere necessario, ma può anche diventare una scusa per giustificare qualsiasi cosa.
Un film che può sorprendere
Elegance Bratton arriva da The Inspection, un film molto diverso ma già segnato da temi forti: identità, istituzioni, violenza, appartenenza, sopravvivenza. Con By Any Means passa a un territorio più spettacolare, più commerciale, con star importanti e una storia da thriller storico. La sfida sarà tenere insieme intrattenimento e memoria.
Il trailer sembra promettere azione, tensione, atmosfera sporca e personaggi moralmente complicati. L’uscita americana è prevista per settembre, e la curiosità è già alta. Anche perché Wahlberg, negli ultimi anni, ha alternato progetti molto diversi, non sempre memorabili. Questo, almeno sulla carta, sembra uno di quei ruoli costruiti per far parlare: trasformazione fisica, personaggio reale, mafia, diritti civili, violenza, ambiguità morale.
Poi bisognerà capire se il film sarà solo un crime thriller solido o qualcosa di più. La storia ha abbastanza materiale per diventare potente. Il cast pure. La trasformazione di Wahlberg fa il suo lavoro: attira gli occhi. Ora tocca al film dimostrare di avere anche sostanza.
Perché il rischio, in operazioni del genere, è sempre lo stesso: vendere il trucco, la parrucca, il “guardate com’è cambiato”, e poi dimenticarsi che dietro c’è una storia vera, dolorosa, politica e ancora molto sensibile.
Se By Any Means riuscirà a non perdere questo equilibrio, potrebbe diventare uno dei crime thriller più discussi dell’autunno. Se invece userà la Storia solo come sfondo elegante per far brillare il gangster, allora la trasformazione di Wahlberg resterà la cosa più interessante del progetto. E sarebbe un peccato.
Secondo voi Mark Wahlberg farà davvero il salto con By Any Means o questa trasformazione rischia di essere più forte del film stesso? Scrivetelo nei commenti.

