Marvel’s Wolverine non è ancora uscito e Insomniac Games si trova già a difenderlo da una valanga di critiche. Il gioco arriverà su PlayStation 5 il 15 settembre, ma gli ultimi trailer e le sequenze di gameplay hanno acceso discussioni molto più dure del previsto. C’è chi accusa il titolo di utilizzare idee narrative già viste, chi paragona alcune battaglie a giochi di quasi vent’anni fa e chi sostiene che, almeno visivamente, non abbia mostrato quella rivoluzione che ci si aspettava da uno dei videogiochi Marvel più attesi degli ultimi anni.
James Stevenson, director of community and marketing di Insomniac, ha deciso di intervenire dopo giorni di commenti negativi. Più che contestare le singole critiche, ha puntato il dito contro il funzionamento dei social, spiegando che gli algoritmi tendono ad amplificare continuamente i contenuti negativi fino a creare una percezione che potrebbe non rappresentare realmente quella del pubblico. Ha definito ciò che sta vedendo una pressione “incessante” e ha persino messo in dubbio l’utilità di invitare gli sviluppatori a frequentare certe piattaforme.
Il gioco, insomma, deve ancora arrivare nei negozi e sembra già essere entrato nella sua prima boss fight.
Solo che stavolta il nemico è internet.
Il paragone con Ben 10 ha fatto il giro dei social
Una delle polemiche più curiose riguarda una battaglia contro un enorme Sentinella.
Alcuni utenti hanno affiancato le immagini di Marvel’s Wolverine a quelle di Ben 10: Protector of Earth, videogioco uscito nel 2007, sostenendo che la struttura dello scontro sia troppo simile: grande nemico, punti deboli da colpire, attacchi da evitare e fasi successive della battaglia. Il confronto è diventato rapidamente un meme e ha alimentato l’idea che Insomniac stia utilizzando formule già viste.
Naturalmente un breve montaggio social non basta per giudicare un’intera boss fight.
Il gameplay mostrato ufficialmente racconta infatti un gioco molto più articolato, con combattimenti estremamente violenti, capacità rigenerative, sezioni furtive e scontri costruiti intorno alla ferocia di Logan. Insomniac ha inoltre scelto consapevolmente un tono più duro rispetto a quello utilizzato nella serie di Spider-Man.
Ma certe immagini, una volta finite su X o TikTok, hanno vita propria.
E poi c’è un problema gigantesco chiamato Hugh Jackman
Personalmente credo però che Marvel’s Wolverine abbia davanti una difficoltà ancora maggiore rispetto alle discussioni sulle boss fight.
Deve convincerci che Wolverine possa esistere senza Hugh Jackman.
Sembra una frase esagerata, considerando che Logan nasce nei fumetti molto prima dell’attore australiano. Culturalmente, però, venticinque anni di cinema hanno cambiato parecchio le cose.
Jackman ha interpretato Wolverine per la prima volta in X-Men nel 2000. Poi sono arrivati i sequel, gli spin-off, Logan e infine Deadpool & Wolverine, che nel 2024 ha riportato il personaggio al centro dell’attenzione mondiale.
Per milioni di spettatori quella faccia, quella voce e persino quel modo di muoversi sono Wolverine.
Insomniac deve fare esattamente l’opposto.
Liam McIntyre deve costruire un Wolverine che non sembri la copia del cinema
Nel videogioco Logan è interpretato da Liam McIntyre, attore australiano conosciuto soprattutto per Spartacus. Non sta cercando di imitare Jackman e il progetto vuole deliberatamente prendere le distanze dai film degli X-Men.
Questa scelta potrebbe essere proprio ciò di cui Wolverine ha bisogno.
Il Logan di Insomniac ha già lo scheletro di adamantio, soffre di vuoti di memoria e vive in un mondo nel quale i mutanti non sono ancora figure pubblicamente riconosciute. Gli X-Men, almeno nella forma che conosciamo, non esistono ancora.
Il personaggio è legato invece a Team X, gruppo che comprende anche Sabretooth e Mystique, mentre nella storia entrano Jean Grey, Bolivar Trask e altri volti fondamentali dell’universo mutante.
Insomniac non sta adattando uno dei film.
Sta costruendo il proprio Wolverine.
Ed è probabilmente la decisione migliore possibile.
Deadpool & Wolverine rende questa separazione ancora più complicata
Il tempismo, però, non aiuta.
Deadpool & Wolverine ha fatto esattamente ciò che il gioco vorrebbe evitare: ha riportato Hugh Jackman al centro dell’immaginario legato a Logan.
Dopo Logan del 2017 sembrava che il personaggio avesse avuto il suo addio perfetto. Poi Ryan Reynolds è riuscito a convincere Jackman a indossare nuovamente gli artigli e, per la prima volta, anche il celebre costume giallo.
Così il pubblico arriva al videogioco con quell’immagine ancora freschissima.
E inevitabilmente parte il confronto.
La voce è diversa.
Il volto è diverso.
La storia è diversa.
Perfino il rapporto di Logan con gli altri mutanti è costruito in maniera differente.
Per McIntyre la sfida sarà riuscire a far dimenticare il paragone dopo qualche ora di gioco.
Se accadrà, Insomniac avrà vinto una battaglia molto più difficile di quella contro qualsiasi Sentinella.
Insomniac vuole raccontare un Logan più isolato
Una delle decisioni narrative più interessanti riguarda proprio l’assenza degli X-Men.
Il narrative director Walt Williams ha spiegato che il team voleva ricordare quanto possa essere pericolosa l’esistenza di un mutante in questo universo. Non esiste ancora la sicurezza della scuola di Xavier e Logan non appartiene a una famiglia di supereroi pronta ad accoglierlo.
È solo.
Arrabbiato.
Non ricorda completamente il proprio passato.
E soprattutto non comprende fino in fondo chi lo abbia trasformato nell’uomo che è diventato.
Questa impostazione avvicina inevitabilmente il videogioco ad alcuni temi già affrontati dal cinema, ma permette anche di tornare alla parte più interessante del personaggio: Logan non è semplicemente un uomo con degli artigli. È qualcuno che cerca continuamente di capire se dietro la violenza sia rimasto ancora un essere umano.
Il gameplay promette di lasciarlo essere brutale quanto dovrebbe.
La storia dovrà spiegare perché quella brutalità conta.
Forse stiamo chiedendo troppo a un gioco che non abbiamo ancora giocato
Le critiche al materiale promozionale sono legittime.
Se una boss fight sembra poco originale, si può dire.
Se alcune animazioni non convincono, si può dire.
Se dopo anni di sviluppo qualcuno si aspettava qualcosa di più sorprendente, è una discussione perfettamente sensata.
Il problema nasce nel momento in cui da una sequenza di pochi secondi si passa direttamente alla sentenza sull’intero gioco.
Marvel’s Wolverine arriverà il 15 settembre esclusivamente su PlayStation 5. Insomniac è lo studio che ha realizzato Marvel’s Spider-Man, Miles Morales e Spider-Man 2, ma questo non significa che il nuovo progetto debba ricevere fiducia automatica. Significa semplicemente che merita almeno di essere giudicato dopo aver visto cosa ha realmente costruito.
La sfida più affascinante, per me, resta comunque quella cinematografica.
Per venticinque anni Wolverine ha avuto il volto di Hugh Jackman.
Il 15 settembre qualcuno dovrà convincere milioni di persone che Logan può avere anche un’altra faccia.
E Liam McIntyre avrà parecchio lavoro da fare.
Voi cosa ne pensate? Le critiche a Marvel’s Wolverine vi sembrano giustificate oppure il gioco viene massacrato troppo presto? E soprattutto riuscireste a vedere Wolverine senza pensare continuamente a Hugh Jackman? Scrivetecelo nei commenti.


