La semifinale di MasterChef Italia 15 è andata in onda giovedì 19 febbraio 2026 su Sky Uno e ha consegnato al pubblico una serata densa di emozioni, colpi di scena e qualche lacrima difficile da trattenere. Sei concorrenti sono entrati in cucina con il sogno di arrivare alla finale. Solo quattro ce l’hanno fatta. E tra chi ha dovuto togliersi il grembiule per sempre c’è Alessandro Segantini, odontoiatra 44enne di Genova e uno dei volti più amati di questa edizione, che ha salutato tutti tra le lacrime e con una dignità che ha commosso anche i giudici.
La puntata si è aperta con il ritorno di una ospite molto attesa: la chef Chiara Pavan, del ristorante Venissa di Venezia, una stella Michelin e una stella verde, simbolo di cucina sostenibile. Ha portato con sé la sua celebre Green Mystery Box, una prova che non si misura solo sul piatto finale, ma anche sull’attenzione allo spreco energetico. I concorrenti hanno dovuto cucinare tenendo d’occhio degli appositi timer, scegliendo con cura i metodi di cottura e l’uso degli strumenti. Una prova mentale prima ancora che tecnica. A vincerla è stata Carlotta Bertin, 25enne della provincia di Biella, che si è aggiudicata la Green Pin e un prezioso vantaggio per le prove successive. Il suo piatto si è chiamato Estate green, e ha convinto tutti.
Poi è arrivato l’Invention Test, quello che i fan del programma già chiamavano “il test killer”. Sei ingredienti tra i più estremi e difficili mai visti nelle cucine di MasterChef: il Carolina Reaper, uno dei peperoncini più piccanti al mondo, il miso Akadashi, la zucca amara, le prugne umeboshi, l’Époisses (un formaggio francese dal sapore fortissimo) e il Piè d’Asino. Materie prime che richiedono tecnica, lucidità e sangue freddo. Ed è qui che Alessandro ha commesso l’errore che gli è costato tutto. La zucca nel suo piatto è rimasta troppo amara, i sapori non erano bilanciati e il piatto è risultato, secondo i giudici, praticamente immangiabile. Ha pagato caro un taglio impreciso e una gestione sbagliata degli ingredienti. La migliore dell’Invention Test è stata invece Dounia Zirari, 28enne di Bassano del Grappa, che ha saputo domare l’ingrediente più insidioso, le prugne umeboshi, realizzando il piatto più convincente della prova.
Dopo l’eliminazione di Alessandro, i restanti cinque concorrenti si sono preparati per l’ultima e più prestigiosa prova in esterna della stagione. Le porte si sono aperte su uno dei ristoranti più antichi e rispettati d’Italia: Casa Perbellini 12 Apostoli, tre stelle Michelin nel centro storico di Verona, guidato dallo chef Giancarlo Perbellini. Un luogo dove ogni piatto è storia, dove la tecnica non ammette errori e dove cucinare significa confrontarsi con decenni di eccellenza gastronomica. I concorrenti hanno dovuto replicare alcuni dei piatti più rappresentativi del maestro, tra cui il celeberrimo wafer al sesamo con tartare di branzino e lo scampo fritto con tortino di pera e fonduta di taleggio. Non era solo una prova di cucina. Era un rito di passaggio. E a superarlo nel modo migliore è stata ancora una volta Carlotta, proclamata da Perbellini stesso prima finalista ufficiale.
Nel Pressure Test finale si sono sfidati Niccolò Mazzanti, Matteo Rinaldi e Matteo Canzi (Teo). Niccolò, 25enne di Massa e fino a quel momento considerato uno dei favoriti alla vittoria, ha commesso gli errori più gravi e ha dovuto togliersi il grembiule per sempre. È stata una sorpresa dolorosa per molti fan, che lo vedevano tra i candidati più solidi alla vittoria finale. I quattro finalisti che si contenderanno il titolo di quindicesimo MasterChef italiano nella finale di giovedì 5 marzo sono quindi Carlotta, Dounia, Matteo Rinaldi e Teo.
Ma la scena che ha toccato di più il pubblico è stata quella dell’addio di Alessandro. L’odontoiatra genovese, che aveva deciso di mettere in gioco tutto a 44 anni inseguendo la sua passione per la cucina, ha salutato con le lacrime agli occhi e con parole che resteranno. “Anche se si va avanti con l’età, si può restare giovani”, ha detto davanti alle telecamere. E prima di andar via ha indicato Niccolò come suo favorito per la vittoria, una previsione che si è rivelata sbagliata pochi minuti dopo. Il giudice Antonino Cannavacciuolo lo ha salutato con una frase che sembrava più un desiderio che un commiato: “Spero per te che sul palco della Michelin un giorno chiameranno il tuo nome.” Una frase che dice tutto sul talento di un concorrente che è arrivato fin qui con dedizione, carattere e una storia umana capace di ispirare chiunque pensi che per cambiare vita sia troppo tardi.
Il 26 febbraio andrà in onda su Sky e NOW uno speciale intitolato MasterChef Italia: 4 storie per la finale, con interviste inedite e i percorsi dei quattro finalisti raccontati in modo personale. Poi, il 5 marzo, si decide tutto.
Tu cosa ne pensi? L’eliminazione di Alessandro ti ha sorpreso o era inevitabile? E chi vuoi vedere sollevare il trofeo il 5 marzo? Scrivilo nei commenti!


