La puntata del 12 febbraio di MasterChef Italia 15 ha lasciato tutti a bocca aperta. Mentre Carlotta ha dominato la serata con una performance da campionessa, il favorito Dottor Lee (vero nome Matteo Lee, all’anagrafe Lee Chock Yun) ha dovuto abbandonare la cucina più famosa d’Italia dopo un’eliminazione che nessuno si aspettava. La decima puntata, a pochi passi dalla finalissima, ha dimostrato che a MasterChef non si può mai abbassare la guardia.
La serata si è aperta con il ritorno trionfale di Anna Zhang, vincitrice della scorsa edizione, che è tornata nelle cucine di Sky non più come concorrente ma come ospite speciale. Anna ha portato con sé una Mystery Box piena di ingredienti del cuore: daikon, lemongrass, colatura di alici, tofu, rombo, pak-choi, longan, funghi shiitake, miglio e zafferano. Ingredienti che mescolano Italia e Asia, proprio come la sua cucina. La richiesta? Creare un piatto “col cuore” in 45 minuti.
Ma qui i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli hanno cambiato completamente le regole del gioco. Niente selezione dei tre migliori piatti. Stavolta i concorrenti dovevano auto-valutarsi e dichiarare pubblicamente se si sentivano i migliori della Masterclass. Solo chi aveva il coraggio di esporsi poteva far assaggiare il proprio piatto. Una sfida psicologica oltre che culinaria.
A buttarsi nella mischia sono stati Carlotta, Alessandro e Matteo Rinaldi. E qui è arrivato il primo trionfo di Carlotta, che ha conquistato tutti con un piatto completamente vegetale a base di tofu. Anna Zhang e i giudici l’hanno riempita di complimenti, garantendole la vittoria e il passaggio diretto in balconata senza affrontare l’Invention Test. Un inizio perfetto per quella che sarebbe stata la sua serata da protagonista assoluta.
L’Invention Test è stato uno spettacolo nello spettacolo. Per celebrare le 15 edizioni del programma, i tre giudici si sono messi ai fornelli e hanno cucinato insieme un piatto a sei mani che fondeva le loro tre diverse filosofie di cucina. Vederli lavorare fianco a fianco è stato emozionante, ma il problema per i concorrenti è stato dover replicare quella magia. Con piccione, uova e farina, e solo cinque minuti di aiuto da ciascun giudice, la sfida era durissima.
A vincere l’Invention Test è stato Matteo Rinaldi, assicurandosi un vantaggio prezioso per lo Skill Test finale. Il peggiore invece è risultato Niccolò, che sembrava destinato all’eliminazione immediata. Ma a sorpresa, i giudici gli hanno concesso una seconda possibilità, rimandando il verdetto all’ultima prova. Una decisione che si sarebbe rivelata fondamentale.
E poi è arrivato lui: Ángel León, chef tre stelle Michelin del ristorante Aponiente di Cadice, in Spagna. Conosciuto come “lo chef del mare”, León ha portato nelle cucine di MasterChef la sua visione rivoluzionaria della gastronomia marina. La prova era articolata in due step, entrambi dedicati a tecniche di cottura innovative con ingredienti del mare.
Il primo step ha visto i concorrenti alle prese con un risotto al plancton con rombo e aioli di pomodoro verde. E qui Carlotta ha continuato la sua serata d’oro, firmando un piatto praticamente perfetto. “La verdad es que es muy rico” (“La verità è che è molto buono”), ha detto lo chef spagnolo mentre Bruno Barbieri la riempiva di complimenti. Carlotta è volata in balconata in direttissima, conquistando la posizione più ambita.
Anche Teo è riuscito a salvarsi al primo step, raggiungendo Carlotta in balconata tra urla di gioia. Ma per gli altri quattro – Alessandro, Dounia, Matteo Rinaldi e il Dottor Lee – la battaglia non era finita. Anzi, il peggio doveva ancora arrivare.
Prima del secondo step, León ha regalato uno spettacolo memorabile: ha spento le luci e ha mostrato un breve effetto di bioluminescenza marina, dimostrando quanto possa essere magica la gastronomia del mare. Poi ha spiegato la tecnica del “sale vivo”, un metodo innovativo per cuocere la triglia facendo bollire mezzo litro d’acqua e mezzo litro di sale per 20 minuti a 90 gradi, mettendo il composto in bottiglia e lasciandolo 15 minuti in abbattitore. L’acqua si trasforma in sale e cuoce il pesce in modo delicato e controllato.
Qui Matteo Rinaldi ha giocato di strategia: con il vantaggio conquistato nell’Invention Test, ha scelto di togliere dieci minuti di tempo al Dottor Lee invece di aiutare se stesso. Una mossa astuta che si è rivelata decisiva. Carlotta ha continuato a brillare, firmando un altro piatto eccezionale che ha conquistato lo chef spagnolo. Anche Teo, Alessandro e Dounia si sono salvati con prove solide.
Ma il Dottor Lee era in difficoltà. Il suo risotto al plancton è stato criticato perché troppo unto con un’aioli aggressiva, mentre il secondo piatto è stato definito “neutro”, senza personalità. Tecnicamente non era un disastro, ma mancava quella “cazzimma”, quel carattere che serve per impressionare. Il pesce non era lavorato perfettamente e le consistenze lasciavano a desiderare. Anche Niccolò era a rischio, ma questa volta ha tirato fuori il piatto della vita.
Il duello finale tra Niccolò e il Dottor Lee è stato intenso e rispettoso. Nessun sabotaggio, solo una sfida pulita tra due cuochi che si stimavano. Ma alla fine il verdetto è stato chiaro: il piatto di Niccolò è stato definito “uno dei migliori di tutta l’edizione”, centrato, coraggioso e pulito. Quello del Dottor Lee aveva idee interessanti ma difetti troppo grossi che non potevano essere perdonati.
Matteo Lee (Lee Chock Yun), 27 anni di Bologna, nato da genitori cinesi, ha dovuto togliersi il grembiule. È uscito con classe, come sempre: poche parole, zero vittimismo, uno sguardo dolce. E ha lasciato un ultimo pensiero commovente: secondo lui, a vincere MasterChef sarà proprio Niccolò, l’amico che lo ha eliminato. “Dottor Lee, con poche parole hai comunicato tantissimo”, gli hanno detto i giudici commossi.
L’eliminazione del Dottor Lee, considerato uno dei favoriti, ha spiazzato tutti. Il ragazzo che era entrato a MasterChef raccontando di essere stato chiuso in casa per dieci anni, che lavorava da casa con gli investimenti online, che parlava solo cantonese con i genitori, ha fatto un percorso incredibile. Ha imparato ad aprirsi, a sorridere, a ballare il “robottino” con gli altri concorrenti. MasterChef lo ha fatto uscire dalla sua bolla, proprio come sognava.
La prossima settimana, il 19 febbraio, i sei concorrenti rimasti – Carlotta, Teo, Alessandro, Dounia, Matteo Rinaldi e Niccolò – affronteranno una Green Mystery Box con la chef Chiara Pavan e l’attesissima prova in esterna al ristorante stellato. La finalissima è sempre più vicina e la competizione diventa feroce.
E tu hai seguito la puntata? Pensavi che il Dottor Lee sarebbe arrivato in finale? Carlotta secondo te può vincere questa edizione? Chi è il tuo favorito tra i sei rimasti? Lascia un commento e dicci la tua!


