La terza puntata di Masterchef Italia 15, andata in onda il 25 dicembre su Sky, ha regalato uno dei momenti più divertenti della stagione. Protagonisti: gli scialatielli ai frutti di mare, lo chef Antonio Dipino e un gioco di parole che ha fatto sorridere tutti. Perché quando ti presenti con un piatto che si chiama “scialatielli” e lo chef ti dice che lo hai fatto “scialare”, beh, è il momento perfetto.
Cos’è successo davvero nella puntata
Durante lo Skill Test della serata, dedicato alle grandi famiglie della ristorazione italiana, è arrivato il turno dello chef Antonio Dipino, patron del ristorante La Caravella ad Amalfi. Il locale, fondato nel 1959 dai suoi genitori Anna e Franco, è stato il primo ristorante del Sud Italia a ottenere una Stella Michelin. E come piatto ha portato proprio il simbolo della cucina amalfitana: gli scialatielli ai frutti di mare.
Le coppie in gara – Jonny e Matteo R., Vittoria e Irene, Piponzio e Niccolò, Dounia e Carlotta – dovevano replicare questo classico campano inventato da Enrico Cosentino, chef nato ad Amalfi e sorrentino d’adozione. E qui è partito il gioco di parole.
“Hanno fatto scialare lo chef Dipino”
Quando Irene Rescifina e Vittoria hanno presentato il loro piatto, il risultato è stato talmente buono che i giudici l’hanno definito così: “hanno fatto scialare Chef Dipino e hanno conquistato la balconata”. Anche Niccolò e Piponzio hanno ottenuto gli stessi complimenti: piatto approvato e diretti in balconata.
Dounia e Carlotta se la sono cavata con “una mezza scialatura” (pasta un po’ cruda, scialatiello un po’ sottile, ma sugo fatto bene), mentre Jonny e Matteo R. con la loro “poca scialatura” hanno fatto il piatto peggiore della batteria. Avevano appoggiato i frutti di mare sulla carta assorbente, cosa che ha lasciato il sugo senza sapore. Male, molto male.
Ma cosa sono gli scialatielli?
Per chi non lo sapesse, gli scialatielli sono una pasta fresca tipica della Costiera Amalfitana. Il nome deriva dal termine napoletano “scialare”, che significa “godersi la vita”, “stare in allegria”. E già qui il gioco di parole è servito su un piatto d’argento (o meglio, su un piatto di ceramica di Vietri).
Si tratta di una pasta corta e larga, simile a delle fettuccine ma più spessa e ruvida. L’impasto tradizionale prevede farina, uova, latte, pecorino grattugiato, basilico e pepe nero. La forma irregolare e la superficie porosa permettono di trattenere perfettamente il sugo, rendendoli ideali per condimenti di mare.
Gli scialatielli furono inventati negli anni ’60 da Enrico Cosentino, chef sorrentino, proprio per accompagnare i frutti di mare. E da allora sono diventati un simbolo della cucina campana, tanto che praticamente ogni ristorante della Costiera ha la sua versione.
Perché questo è stato il momento più divertente della puntata
In una serata carica di tensione – c’è stata una doppia eliminazione con Katia e Giuliana che hanno lasciato la Masterclass – il momento degli scialatielli ha portato un po’ di leggerezza. Il gioco di parole tra il nome della pasta e il verbo “scialare” era talmente perfetto che è diventato il leitmotiv della prova.
“Hanno fatto scialare lo chef”, “mezza scialatura”, “poca scialatura”: i giudici si sono divertiti a giocare con le parole, e il pubblico a casa anche. Perché diciamolo, dopo aver visto Katia crollare emotivamente (“Hai assaggiato il piatto? Devo fare la cavia per te?” le ha chiesto Cannavacciuolo facendola scoppiare in lacrime) e Giuliana fare “un disastro incredibile” con il lavarello di Locatelli, un po’ di ironia non guastava.
Irene “del miracolo” e il suo percorso
Irene Rescifina, 20 anni, messinese che vive a Bologna, si sta rivelando una delle concorrenti più interessanti di questa edizione. Ex giocatrice di basket in Serie B (è figlia di Lilia Malaja, campionessa bielorussa), dopo un infortunio è diventata arbitro di Serie C maschile. Studia Giurisprudenza con l’obiettivo di approfondire la legislazione sul copyright culinario.
Durante l’Invention Test della stessa puntata, era stata in crisi fino alla fine ma era riuscita ad “aggiustare” il piatto all’ultimo momento, tanto che Locatelli l’aveva ribattezzata “Irene dei miracoli”. E anche con gli scialatielli ha dimostrato di saperci fare, lavorando in perfetta armonia con Vittoria.
La serata delle famiglie storiche
La puntata era dedicata a tre grandi famiglie dell’alta ristorazione italiana: la Clinica Gastronomica Arnaldo di Rubiera, La Caravella di Amalfi e La Genzianella sul lago di Comabbio. Un viaggio nella tradizione italiana che è stato anche una trappola micidiale per chi ha perso concentrazione.
Ma tra lasagne di spugnole, lavarelli e scialatielli, sono stati proprio questi ultimi a regalare il momento più memorabile. Perché quando la pasta ti fa “scialare”, significa che hai fatto davvero un buon lavoro.
E voi avete seguito la puntata? Vi è piaciuto il momento degli scialatielli? E soprattutto: avete mai assaggiato questo piatto tipico della Costiera Amalfitana? Raccontateci nei commenti!


