Nel nuovo Masters of the Universe c’è una scena che racconta le origini di He-Man molto meglio di quanto sembri. Mentre Adam cerca la Spada del Potere in un negozio di oggetti da collezione, alle sue spalle compaiono confezioni di Big Jim, il nome di Torak e una statua ispirata a Vikor. Non sono elementi messi lì per riempire gli scaffali: rimandano ai giocattoli e ai disegni dai quali nacque uno dei personaggi più riconoscibili degli anni Ottanta.
Il film diretto da Travis Knight non ha ottenuto il successo economico sperato. Costato circa 170 milioni di dollari, ha raccolto poco più di 113 milioni nel mondo, con un debutto nordamericano da 29,4 milioni. Numeri troppo bassi per una produzione pensata come il rilancio di una grande saga.
Il risultato al botteghino, però, non cancella l’attenzione mostrata dagli autori verso la storia di He-Man. La sequenza del negozio ne offre una dimostrazione precisa, costruita soprattutto per chi conosce la lunga evoluzione dei giocattoli Mattel.
Big Jim compare sugli scaffali accanto alla Spada del Potere
Adam, interpretato da Nicholas Galitzine, ha trascorso anni sulla Terra cercando la spada che lo avrebbe ricondotto a Eternia. A un certo punto la trova tra le mani di una statua esposta in un negozio specializzato in oggetti da collezione.
La scena sembra servire soltanto a rimettere il protagonista in contatto con il proprio destino. Osservando gli scaffali, però, si distinguono alcune confezioni dedicate a Big Jim, linea di personaggi snodabili lanciata da Mattel negli anni Settanta.
Il collegamento con He-Man è molto più stretto di quanto potrebbe immaginare chi conosce soltanto la serie animata. Alcune idee, parti e stampi utilizzati per Big Jim contribuirono infatti alla nascita della linea Masters of the Universe.
L’esempio più famoso riguarda Battle Cat, la gigantesca tigre verde cavalcata da He-Man. Il suo corpo derivava da uno stampo già impiegato nel 1976 per il set Big Jim on the Tiger Trail. Mattel riutilizzò la stessa figura, cambiandone i colori e trasformandola nell’animale da battaglia del principe Adam.
Anche alcuni personaggi di Big Jim presentavano caratteristiche poi riprese nell’universo di He-Man. Iron Jaw ricorda chiaramente Trap Jaw, mentre il personaggio capace di cambiare volto chiamato Vektor viene spesso accostato alla successiva creazione di Man-E-Faces. Non si tratta sempre di trasformazioni dirette e documentate nello stesso modo, ma le somiglianze mostrano quanto Mattel fosse abituata a recuperare e rielaborare idee già disponibili.
La presenza delle scatole di Big Jim nel film diventa così una piccola lezione sulla storia industriale di He-Man.
Il nome Torak richiama un guerriero precedente a He-Man
Nella stessa sequenza compare anche un’insegna con il nome Torak, Hero of Pre-History. Il riferimento è ancora più difficile da riconoscere perché riguarda una fase precedente alla produzione dei giocattoli che il pubblico avrebbe poi trovato nei negozi.
Torak era un guerriero ideato durante i primi studi grafici legati ai personaggi fantasy sviluppati da Mattel. Il suo aspetto contribuì alla strada che avrebbe portato alla definizione di He-Man, anche se ricostruire ogni passaggio creativo non è semplice e alcune versioni della storia differiscono nei dettagli.
Uno dei nomi più importanti di quel periodo fu Mark Taylor, illustratore e progettista che lavorò agli aspetti visivi di He-Man, Skeletor e Castle Grayskull. Il sito He-Man.org ha individuato nel film sia il nome di Torak sia diversi richiami ai suoi primi disegni.
L’omaggio non viene spiegato dai personaggi. Adam non si ferma davanti all’insegna e nessuno racconta allo spettatore chi fosse Torak. La scritta rimane sullo sfondo, pensata per essere riconosciuta da chi ha studiato la storia dei giocattoli o ha visto documentari dedicati alla Mattel.
Anche la statua che regge la spada ha un significato
La Spada del Potere non è appoggiata su un normale manichino. La statua che la tiene richiama Vikor, guerriero basato su un vecchio disegno fantasy di Mark Taylor.
Per anni alcune di quelle illustrazioni sono state interpretate come prime versioni di He-Man. Gli studiosi e i collezionisti della linea non sono sempre concordi sulla loro funzione originaria, ma il legame visivo è evidente: corpo muscoloso, abbigliamento barbarico, armi e un aspetto molto più cupo rispetto al principe Adam visto nella serie animata.
Nel film, Vikor diventa quasi un predecessore silenzioso di He-Man. Tiene tra le mani l’oggetto che permetterà ad Adam di trasformarsi e di tornare a Eternia, come se la storia iniziale del personaggio stesse simbolicamente consegnando il testimone alla sua versione cinematografica del 2026.
È una scelta elegante, perché funziona anche per chi non coglie il riferimento. Per lo spettatore comune è soltanto una statua adatta all’arredamento di un negozio fantasy. Per il collezionista diventa invece uno dei dettagli più interessanti del film.
Un’attenzione ai giocattoli che si vede anche nei personaggi
Masters of the Universe è nato prima come linea di giocattoli e soltanto dopo come serie animata. Il film di Travis Knight sembra ricordarlo in ogni scelta visiva.
I costumi, le armature e le forme dei personaggi cercano spesso di riprodurre l’impatto immediato delle figure Mattel. Skeletor, interpretato da Jared Leto, mantiene l’aspetto scheletrico e teatrale del cattivo originale, mentre Teela, Man-At-Arms e gli altri abitanti di Eternia conservano colori e caratteristiche riconoscibili.
Questa fedeltà ha conquistato parte del pubblico storico, anche se non è bastata a trasformare il film in un successo generale. Le recensioni hanno discusso il tono incerto, la lunga durata di 140 minuti e la difficoltà nel conciliare avventura sincera e ironia moderna. Altri spettatori hanno invece apprezzato il rispetto mostrato verso l’immaginario originale.
Il risultato è un film imperfetto, ma costruito da persone che conoscono l’origine dei personaggi. Le citazioni a Big Jim, Torak e Vikor non cambiano la trama e non rendono automaticamente migliore la storia. Dimostrano però che la produzione non si è limitata a recuperare i nomi più famosi della serie animata.
Il fallimento economico non cancella questi dettagli
Con un incasso mondiale inferiore al budget dichiarato, Masters of the Universe è stato una delusione commerciale. Alle spese di produzione andrebbero inoltre aggiunti i costi della promozione, mentre una parte degli incassi resta agli esercenti cinematografici.
La scarsa risposta del grande pubblico può dipendere da diversi fattori: un personaggio rimasto fortemente legato agli anni Ottanta, una durata considerevole e una concorrenza capace di attirare fasce più giovani. Durante il fine settimana d’esordio negli Stati Uniti, il film è stato superato anche dal nuovo capitolo di Scary Movie.
Gli appassionati possono comunque divertirsi a cercare gli omaggi nascosti nelle scenografie. La sequenza del negozio è probabilmente la più ricca, perché condensa in pochi secondi decenni di progettazione, riciclo degli stampi e trasformazioni grafiche.
Adam trova la Spada del Potere, ma intorno a lui compaiono anche i personaggi che, in modi diversi, hanno contribuito a far nascere He-Man. È un passaggio veloce, facilmente ignorabile, e proprio per questo merita di essere rivisto con maggiore attenzione.
Avevi notato i riferimenti a Big Jim, Torak e Vikor nella scena del negozio di Masters of the Universe? Scrivilo nei commenti.


