Matteo Trullu ha vinto sabato 14 febbraio The Voice Kids 2026, portando a casa il trofeo della quarta edizione del talent di Rai 1. Il tredicenne di Decimomannu, in provincia di Cagliari, è riuscito a conquistare pubblico e giuria con la sua voce cristallina e la sua chitarra inseparabile. Ma cosa succede davvero ai vincitori di The Voice Kids dopo il trionfo? Guardando la carriera dei tre vincitori precedenti, possiamo farci un’idea di cosa aspetta al giovane talento sardo.
Melissa Agliottone: la prima vincitrice che ce l’ha fatta davvero
Quando l’11 marzo 2023 Melissa Agliottone ha alzato il trofeo della prima edizione di The Voice Kids, nessuno sapeva se quella vittoria avrebbe davvero cambiato la sua vita. Oggi, a quasi tre anni di distanza, Melissa è la dimostrazione che il talent può davvero essere un trampolino di lancio.
La dodicenne di Sant’Elpidio al Mare, provincia di Fermo, aveva conquistato tutti con la sua interpretazione di “Shallow” di Lady Gaga e “Fallin'” di Alicia Keys al pianoforte. Ma la sua storia con la musica era iniziata in modo particolare: Melissa aveva cominciato a studiare pianoforte a otto anni su consiglio di uno specialista per affrontare gli attacchi di panico. La musica l’ha letteralmente guarita.
Dopo la vittoria nel team di Loredana Bertè, la carriera di Melissa è decollata. Ha rappresentato l’Italia allo Junior Eurovision Song Contest 2023 a Nizza insieme all’amica Ranya Moufidi (anche lei di The Voice Kids) con il brano “Un mondo giusto”. Ha ottenuto un contratto con Universal Music Italia e ha iniziato a pubblicare singoli. Il primo è stato “Africa” a dicembre 2023, poi “Viole” nel luglio 2024, un brano che racconta la storia di un primo amore finito male.
Ma la vera svolta è arrivata nel 2025 con “Mon Cher”, uscito a febbraio, una canzone che parla delle relazioni superficiali nell’era dei social. A soli 14 anni, Melissa si è già esibita davanti a Papa Francesco allo Stadio Olimpico di Roma e ha aperto i concerti di artisti del calibro di Loredana Bertè, Rettore e Rosa Chemical. Continua a studiare canto, basso e batteria, e sogna Sanremo. La sua è una carriera vera, costruita passo dopo passo.
Simone Grande: tra musica e calcio, la scelta difficile
La storia di Simone Grande è diversa. Il dodicenne di Rozzano ha vinto la seconda edizione di The Voice Kids il 22 dicembre 2023 nel team di Clementino. La sua voce potente aveva fatto piangere di felicità il rapper: “Entra diritto nel cuore, come una spada”, aveva commentato.
Simone aveva scoperto il canto quasi per caso, durante una serata karaoke in un ristorante. La mamma Naid racconta che voleva esercitarsi per il suo matrimonio. Da lì è nato tutto. Ma Simone ha sempre avuto due sogni: la musica e il calcio. Gioca come terzino sinistro nel Real Basiglio, tifa Inter e il suo idolo è Maradona.
Dopo la vittoria, anche Simone ha rappresentato l’Italia al Junior Eurovision 2024 con il brano “Pigiama Party”, arrivando dodicesimo. Ha cantato davanti a Papa Francesco, è stato a New York, ha partecipato a numerosi eventi. Ma a un certo punto ha dovuto fare una scelta: nell’ottobre 2024, in un’intervista, ha dichiarato che ha lasciato il calcio per concentrarsi di più sulla musica. Una decisione difficile per un ragazzo di dodici anni.
La sua famiglia, però, ha sempre predicato calma. “La priorità resta lo studio”, ha sempre detto mamma Naid. “Deve finire gli studi e coltivare i sogni di un bambino di 11 anni”. E qui sta la differenza con Melissa: mentre lei ha costruito una carriera vera con contratto discografico e singoli pubblicati, Simone ha fatto eventi e apparizioni, ma non ha ancora pubblicato brani propri. Continua a cantare, supportato dalla famiglia, ma la sua carriera musicale è ancora in una fase embrionale.
Melissa Memeti: la vincitrice troppo giovane per saperlo
La terza vincitrice, Melissa Memeti, ha alzato il trofeo solo il 20 dicembre 2024, poco meno di due mesi fa. La tredicenne di Casoli, in provincia di Chieti, ha trionfato nel team di Loredana Bertè (che vince così per la seconda volta) con interpretazioni strepitose di “Listen” di Beyoncé e “Greatest Love Of All” di Whitney Houston.
La sua è una storia recente. Aveva scoperto il canto solo due anni prima in un karaoke in famiglia. I genitori l’avevano mandata da un insegnante di canto e dopo pochi mesi era già a The Voice Kids. “Non me l’aspettavo”, ha dichiarato dopo la vittoria. “Anche Niccolò, Maria Sofia e Riccardo erano molto forti”.
Di Melissa sappiamo che ama disegnare bozzetti per abiti, è appassionata di cultura giapponese e che se non dovesse sfondare nella musica le piacerebbe diventare stilista o estetista. Il suo sogno è lavorare con la musica, ma è ancora troppo presto per capire se riuscirà a costruire una carriera vera. Dovrebbe partecipare al Junior Eurovision, ma non ci sono ancora conferme ufficiali. Non ha ancora pubblicato singoli, non ha un contratto discografico. È passato troppo poco tempo.
L’analisi: vincere The Voice Kids non basta
Guardando le carriere dei tre vincitori precedenti, si capisce una cosa: vincere The Voice Kids è solo l’inizio. Il vero discrimine è cosa succede dopo. Melissa Agliottone ha avuto successo perché ha lavorato duramente, ha ottenuto un contratto discografico, ha pubblicato singoli, ha aperto concerti veri. Ha costruito una carriera passo dopo passo, senza fermarsi.
Simone Grande ha fatto tante belle esperienze, ma non ha ancora una carriera musicale vera. Ha dovuto scegliere tra calcio e musica, ha partecipato a eventi, ma non ha pubblicato nulla. È ancora in una fase di ricerca.
Melissa Memeti è troppo giovane per essere giudicata. Ha vinto da poco, deve ancora capire quale strada prendere.
Il punto è che The Voice Kids non offre un contratto discografico come premio. Offre visibilità, lezioni con esperti, la possibilità di partecipare al Junior Eurovision. Ma poi sta al talento e alla famiglia decidere cosa fare. Serve costanza, lavoro, sacrifici. Serve una famiglia che supporti senza spingere troppo. Serve un talento vero, non solo una bella voce.
Matteo Trullu: cosa aspettarsi
E quindi, cosa aspettarsi da Matteo Trullu? Il tredicenne sardo ha tutte le carte in regola per seguire le orme di Melissa Agliottone. Ha dimostrato una maturità artistica straordinaria, spaziando tra generi diversi. Alle Blind Audition ha portato “Bohemian Rhapsody” dei Queen con una pronuncia inglese impeccabile. In finale ha cantato “Somebody to Love” sempre dei Queen suonando la chitarra, poi “Maniac” di Michael Sembello.
È un polistrumentista, non solo un cantante. Frequenta la terza media e coltiva la passione per la musica da piccolo. Ha personalità, presenza scenica, sicurezza. Nek, il suo coach, ha vinto al suo esordio nel format kids, segno che ha saputo riconoscere e coltivare il talento.
La finale ha fatto numeri straordinari: 3.382.000 spettatori con il 23,4% di share, con un picco del 36,1% proprio al momento della proclamazione. La Sardegna lo celebra come un ambasciatore musicale. Le basi ci sono tutte.
Ma ora viene il difficile. Matteo dovrà studiare, continuare a coltivare il talento, probabilmente partecipare al Junior Eurovision. Dovrà decidere se vuole davvero fare della musica una carriera o se preferisce tenerla come passione. Dovrà trovare chi crede in lui abbastanza da investirci sopra con un contratto discografico vero.
La storia di Melissa Agliottone dimostra che si può fare. Quella di Simone Grande dimostra che non è automatico. Quella di Melissa Memeti ci ricorda che serve tempo. Matteo Trullu ha il talento, ha la determinazione, ha la visibilità. Ora deve solo scegliere cosa farne.
Tu cosa ne pensi? Matteo Trullu riuscirà a costruire una carriera vera nella musica o resterà solo un bel ricordo televisivo? Quale dei quattro vincitori di The Voice Kids credi abbia più futuro? Lascia un commento!


