Quando Quentin Tarantino parla, Hollywood ascolta. Ma quando dice che non gli piaci come attore, beh, quella è una botta che lascia il segno. Matthew Lillard, l’indimenticabile Shaggy di Scooby-Doo e uno dei protagonisti di Scream, ha reagito pubblicamente alle parole del regista premio Oscar che lo ha inserito nella sua lista di attori che “non gli interessano”. E la sua risposta è stata sincera quanto dolorosa.
Le parole che fanno male
Durante un panel al GalaxyCon di Columbus, Ohio, Lillard ha affrontato l’argomento davanti ai suoi fan. “Quentin Tarantino questa settimana ha detto che non gli piaccio come attore. Eh, vabbè. Chi se ne frega”, ha esordito cercando di sembrare indifferente. Ma poi ha aggiunto la verità: “Ma sapete una cosa? Ti ferisce. È una m***a”.
E qui Lillard ha toccato un punto interessante: “Non lo diresti mai a Tom Cruise. Non lo diresti a qualcuno che è un attore di primo livello a Hollywood”. Il messaggio è chiaro: è facile sparare su chi non ha il potere di rispondere allo stesso livello.
Popolare ma non a Hollywood
L’attore 54enne ha poi fatto una riflessione amara sulla sua posizione nell’industria: “Sono molto popolare in questa stanza. Non sono molto popolare a Hollywood. Due microcosmi totalmente diversi, giusto? Ed è umiliante, e fa male”.
È una verità che molti attori di culto vivono sulla propria pelle. Lillard ha una fanbase devotissima grazie a film come Scream (1996), dove interpretava Stu Macher, Scooby-Doo (2002) in cui era perfetto nei panni di Shaggy, e più recentemente Five Nights at Freddy’s (2023). Per milioni di persone è un’icona. Ma per Hollywood? È uno di quelli che “non conta”.
L’attacco di Tarantino partito da Paul Dano
Le critiche di Tarantino a Lillard sono arrivate durante uno sfogo più ampio contro Paul Dano e la sua interpretazione in Il petroliere (2007) di Paul Thomas Anderson. Il regista aveva definito Dano “deboluccio“, aggiungendo che era “l’anello debole” del film. Poi aveva allargato il tiro: “Non mi interessa Paul Dano, non mi interessa Owen Wilson, e non mi interessa Matthew Lillard”.
Tre attori buttati lì, così, senza troppi complimenti. E mentre Dano è stato difeso dallo sceneggiatore di The Batman 2, Lillard ha scelto di rispondere a modo suo: ammettendo il dolore ma difendendo la sua dignità.
Il peso delle parole
Quello che colpisce della risposta di Lillard è l’onestà. Non ha finto che non gli importasse. Non ha fatto la vittima. Ha semplicemente detto: sì, fa male. E ha ragione quando dice che Tarantino non avrebbe mai detto una cosa del genere a un attore di serie A.
È il classico esempio di come funziona Hollywood: se sei un nome grosso, ti rispettano (o almeno fingono). Se sei un character actor amato dai fan ma non dal sistema, puoi essere il bersaglio perfetto per una frecciata gratuita.
Ma alla fine, chi ha ragione? I milioni di fan che amano Lillard per i suoi ruoli iconici, o un regista che ha deciso che non gli piace? La risposta, forse, sta proprio nelle parole di Matthew: “Sono molto popolare in questa stanza”. E quella stanza è piena di gente che lo adora.
Secondo te Tarantino ha esagerato con le sue critiche o ha semplicemente detto quello che pensa? E cosa ne pensi della risposta di Matthew Lillard? Raccontacelo nei commenti.


