Max Pezzali ha pranzato da Antonino Cannavacciuolo a Villa Crespi, sul lago d’Orta, e la moglie Debora Pelamatti non si è trattenuta: “Un’esperienza culinaria pazzesca”, ha scritto sui social, con tanto di foto che ritrae la coppia sorridente accanto allo chef. “Piatti incredibili e una chiacchierata con lo chef che ci ha arricchito, non solo nel gusto ma anche umanamente.” Una frase che dice molto su cosa significa andare a mangiare in uno dei tre ristoranti italiani con tre stelle Michelin.
L’ex frontman degli 883, reduce da Sanremo 2026 come super ospite, ha scelto una delle mete gastronomiche più ambite d’Italia per una pausa di lusso in coppia. E l’immagine della foto scattata insieme al giudice di Masterchef ha fatto il giro dei social in poche ore.
Ma quanto costa, concretamente, sedersi a quel tavolo?
Villa Crespi non è un posto dove si va a mangiare nel senso tradizionale del termine. È un relais in stile moresco costruito nel 1879 da Cristoforo Benigno Crespi, imprenditore tessile che aveva voluto ricreare sul lago d’Orta l’atmosfera dei suoi viaggi in Medio Oriente. Cupole, minareti, atmosfera che sembra uscita da un’altra epoca. Cannavacciuolo lo ha rilevato nel 1999 insieme alla moglie Cinzia Primatesta e da allora lo ha trasformato in qualcosa di unico nel panorama della ristorazione mondiale.
La terza stella Michelin è arrivata nel 2022, collocando Villa Crespi tra soli 139 ristoranti al mondo a quel livello. Non molti, considerando che sulla Terra ci sono più di 500.000 ristoranti.
I prezzi sono quelli di un’esperienza che non si misura semplicemente con le portate. Secondo il sito ufficiale aggiornato, chi sceglie il menù à la carte paga 230 euro per due portate e 290 euro per tre portate, bevande escluse. Il menu degustazione “Itinerario” – otto portate che raccontano il viaggio di Cannavacciuolo dalla Campania al Piemonte – costa 280 euro a persona. Per le occasioni speciali i prezzi salgono ulteriormente: il pranzo di Pasqua 2026 era proposto a 350 euro per nove portate, il cenone di Capodanno 2025 aveva toccato i 550 euro a persona.
A questi prezzi vanno aggiunti i vini, che da soli possono raddoppiare il conto. La cantina di Villa Crespi conta circa 1.800 etichette.
Quello che si paga, però, non è solo il cibo. È il servizio – descritto da chi c’è stato come millimetrico, con tempi e ritmi calibrati su ogni tavolo. È la location, affacciata sull’isola di San Giulio, uno degli angoli più belli del Piemonte. È la possibilità, come è capitato a Max e Debora, di incontrare Cannavacciuolo in sala e scambiare qualche parola con lui. Lo chef è solitamente presente in struttura e, quando può, fa un giro tra i tavoli a fine cena.
La storia del ristorante è anche la storia di un riscatto professionale. Cannavacciuolo arrivò giovanissimo sul lago d’Orta, nemmeno trentenne, portando con sé la cucina campana e la determinazione di chi sa di avere qualcosa da dimostrare. Oggi, a distanza di oltre venticinque anni, Villa Crespi è diventato uno dei pochi posti in Italia dove si prenota con mesi di anticipo – il calendario delle disponibilità apre mese per mese, e i tavoli spariscono in fretta.
Ci vanno coppie in fuga romantica, imprenditori che vogliono fare colpo, vip come Max Pezzali e Debora, famiglie che si regalano un compleanno da ricordare. E poi ci sono quelli che risparmiano per mesi pur di sedersi almeno una volta a quella tavola.
Hai mai mangiato da Cannavacciuolo a Villa Crespi, oppure è uno di quei posti che tieni nel cassetto dei sogni da realizzare prima o poi? Scrivilo nei commenti – e dicci se secondo te vale la pena spendere una cifra del genere per una cena, anche solo una volta nella vita.


