Sarah Toscano ha conquistato il Disco d’Oro con Met Gala, il suo primo album, e il risultato merita i complimenti. La certificazione FIMI conferma che il disco ha superato le 25.000 unità, una soglia importante per una cantante così giovane e ancora all’inizio del proprio percorso discografico.
Met Gala è uscito il 3 ottobre 2025 per Warner Music Italy ed è composto da dieci brani. Dentro ci sono Amarcord, portata a Sanremo 2025, Taki, Tacchi (Fra le dita), Maledetto ti amo, Dopo di te, Caos, Match Point e Semplicemente, realizzata insieme a Mida.
Il Disco d’Oro quindi non arriva per un singolo fortunato, ma per un progetto che ha continuato a raccogliere ascolti nel corso dei mesi.
E questo, secondo noi, vale ancora di più.
Sarah ha una voce che si riconosce subito
Sarah Toscano ha una qualità che non è così comune: un timbro facilmente riconoscibile.
Non serve aspettare il ritornello per capire che sta cantando lei.
Ha una voce pulita, giovane, pop, con una leggerezza che funziona bene soprattutto nei brani in cui la produzione le lascia spazio.
Ed è proprio per questo che, personalmente, continuiamo ad apprezzarla di più nelle canzoni dove non deve dividere troppo la scena con altre voci molto lavorate.
Non stiamo parlando di una critica alle collaborazioni in generale.
Sarah ha lavorato con artisti diversi e contaminarsi può essere utile, soprattutto a questa età.
Ma in alcuni casi l’uso molto evidente dell’Auto-Tune da parte di chi canta con lei crea un contrasto che, a nostro gusto, finisce per togliere qualcosa alla sua voce invece di valorizzarla.
Semplicemente ha funzionato, ma noi la preferiamo altrove
Dentro Met Gala c’è anche Semplicemente, realizzata con Mida.
Il brano ha avuto una forte esposizione e ha contribuito al percorso dell’album, ma è proprio un esempio di quello che ci convince meno.
Mida arriva da un mondo urban-pop e utilizza una voce molto più trattata rispetto a quella di Sarah.
La differenza si sente.
Per alcuni può essere proprio il bello della collaborazione.
Noi, invece, preferiamo ascoltare Sarah in pezzi dove il suo timbro resta più libero e naturale, senza essere affiancato da una voce filtrata in maniera così evidente.
È una questione di gusto, non un giudizio assoluto.
E soprattutto non significa che Sarah debba restare chiusa dentro un solo genere.
Anzi.
Può sperimentare, cambiare, provare sonorità diverse.
L’importante è non perdere proprio ciò che la rende riconoscibile.
Met Gala resta comunque un passaggio importante
Il dato FIMI parla chiaro.
Met Gala è ufficialmente Disco d’Oro e questo significa che il pubblico ha continuato ad ascoltarlo anche dopo l’uscita iniziale.
Il disco aveva debuttato molto bene anche in classifica, arrivando fino al sesto posto tra gli album nella settimana d’ingresso.
Per Sarah è un altro tassello dopo Amarcord, Sanremo, i live e le esperienze arrivate anche fuori dalla musica.
La sensazione è che abbia ancora parecchio margine per capire quale sarà il suo suono definitivo.
Ed è forse la parte più interessante del suo percorso.
Non ha bisogno di inseguire per forza quello che funziona in classifica in un determinato momento.
Ha già una voce che può distinguerla.
Secondo noi dovrebbe partire proprio da lì.
Il Disco d’Oro se lo è meritato
Quindi complimenti a Sarah Toscano.
Il primo album certificato Oro a questa età è un risultato importante e sarebbe sbagliato ridurlo a una semplice operazione promozionale.
Poi ognuno può avere le proprie preferenze.
Noi continueremo a scegliere la Sarah più pop, melodica e pulita, quella in cui la voce non viene coperta da produzioni e collaborazioni troppo invasive.
Ma il traguardo resta.
E ora sarà interessante capire se il prossimo progetto continuerà sulla strada di Met Gala oppure se Sarah proverà a cambiare ancora.
Tu come la preferisci? Nei brani dove canta da sola e il suo timbro resta completamente al centro, oppure nelle collaborazioni più urban come Semplicemente con Mida? Scrivilo nei commenti.


