Finalmente Gerry Scotti ha rotto il silenzio sulle accuse di Fabrizio Corona e lo ha fatto nel modo più Gerry possibile: con classe, un pizzico di ironia e una dose di buonsenso che farebbe bene a molti. Nell’intervista al Corriere della Sera, il conduttore de La Ruota della Fortuna ha risposto alle presunte rivelazioni su relazioni con più di trenta letterine di Passaparola. La sua reazione? “Mi sopravvalutate“.
Eh sì, perché secondo Gerry attribuirgli relazioni con più di trenta ragazze è proprio troppo. “Sono semplicemente false. Basterebbe sentire le dirette interessate, chiedere a loro e sono sicuro che all’unanimità direbbero che le dichiarazioni che sono circolate sono false”, ha spiegato il conduttore. Insomma, Corona lo ha dipinto come una specie di casanova della televisione italiana, ma Gerry preferisce la verità: “Le fake news hanno un riscontro ben più rilevante delle verità. Ancora di più lo hanno le menzogne dette per ragioni di lucro”.
Ma la parte più bella dell’intervista è quando Gerry si preoccupa per le letterine. “L’amarezza che provo non è solo per me, nessuno ha pensato alle ragazze”, ha detto con una sensibilità che in questa vicenda è mancata a molti. “In questo tritacarne mediatico nessuno ha pensato che queste ragazze non sono pupazzi, bambole di pezza. Sono donne che meritano rispetto oggi come allora e come nel futuro”. E ha aggiunto che non è giusto marchiare la loro esperienza professionale con il termine “letterina” come fosse uno stigma. “Oggi hanno le loro professioni, le loro famiglie, figli magari adolescenti che devono sentire falsità imbarazzanti”. Ecco, questo è Gerry Scotti: mentre tutti parlano di lui, lui pensa agli altri.
Ma l’intervista non parla solo di Corona. Gerry ha raccontato anche dei suoi settant’anni che compirà la prossima estate e del viaggio che vuole fare nella Terra del Fuoco, ispirato da Che Guevara. “A sessant’anni ho preso un Harley Davidson a Chicago e ho percorso tutta la Route 66 fino al molo di Los Angeles”. Insomma, Gerry non sta fermo un attimo.
E poi c’è il successo stratosferico de La Ruota della Fortuna. “Quando apro l’ultima busta al tabellone finale a volte il picco arriva anche al 35% di share. Che vuol dire più di uno spettatore su tre”. Numeri che farebbero invidia a chiunque. E quando batte Stefano De Martino all’auditel? Nessun problema, anzi. “Ci scriviamo messaggi. L’ultima volta Stefano mi ha scritto: ‘Ammazza Gerry abbiamo fatto undici milioni con i nostri due programmi‘. Ecco: i Pacchi e la Ruota sommati fanno come Italia-Argentina”.
Gerry ha spiegato che la competizione con De Martino è sana e leale. “Non si può stare lì tutti i giorni a guardare i numeri dell’Auditel. Se lo fai dai fuori di matto”. E poi ha fatto un paragone sportivo perfetto: “Mi piacerebbe dire che siamo come Sinner e Alcaraz“. Due campioni che si rispettano e si stimano, esattamente come dovrebbe essere in televisione.
Ma Gerry ha anche un sogno nel cassetto: “Vorrei fare il divulgatore come Alberto Angela. Non dico proprio come lui, ma l’idea di fare finalmente un programma all’aperto dopo essere sempre stato chiuso dentro uno studio mi stuzzica parecchio”. E qui arriva la parte più divertente: “Oggi sono invidioso del collega che va, chessò, in moto in Cornovaglia, in barca a vela in cerca dei vasi di un naufragio. O nei pascoli a intervistare le pecore. Sarebbe bello finire la carriera così”.
Gerry Scotti che intervista le pecore. Ecco, questo è un programma che guarderemmo tutti. Altro che Corona e le sue fake news. Noi vogliamo Gerry tra i pascoli a chiedere alle pecore cosa ne pensano della Ruota della Fortuna. Qualcuno lo faccia, per favore.
E tu cosa ne pensi? Credi che Gerry abbia risposto bene a Corona? Ti piacerebbe vedere Scotti come divulgatore alla Alberto Angela? Lascia un commento e dicci se anche tu vorresti vederlo intervistare le pecore.


