Michael Crichton non aveva alcuna intenzione di scrivere un seguito di Jurassic Park. Lo scrittore evitava abitualmente i sequel e considerava conclusa la storia del parco popolato dai dinosauri. A convincerlo furono soprattutto le lettere dei giovani lettori, che continuavano a chiedergli cosa sarebbe successo dopo. A quelle richieste si aggiunse l’interesse di Steven Spielberg per un secondo film.
Il risultato fu Il mondo perduto, pubblicato nel 1995 e arrivato al cinema due anni più tardi. Resta un caso particolare nella carriera di Crichton: è l’unico vero seguito che abbia mai scritto. Non nacque però da un progetto già pianificato, ma da una pressione crescente che finì per mettere in moto la sua immaginazione.
Le lettere dei bambini fecero vacillare Michael Crichton
Dopo l’uscita di Jurassic Park, Crichton cominciò a ricevere numerosi messaggi da parte dei lettori più giovani. La domanda era sempre la stessa: ci sarebbe stato un secondo libro?
La sua risposta iniziale era categorica. Non aveva mai scritto un sequel e non voleva cominciare proprio allora. Le lettere, però, continuarono ad arrivare. Alcuni ragazzi non si limitavano a chiedere un seguito, ma proponevano trame, personaggi e nuove avventure con i dinosauri.
Crichton raccontò che, leggendo quei suggerimenti, iniziò istintivamente a valutarli. Scartava le idee che non gli sembravano adatte e, senza rendersene conto, cominciava a domandarsi quale storia avrebbe invece potuto funzionare. Il passaggio dal rifiuto alla curiosità avvenne lentamente: prima pensò che le proposte ricevute fossero sbagliate, poi iniziò a immaginare una propria soluzione.
Nel frattempo, il film diretto da Spielberg era diventato un fenomeno mondiale. La possibilità di realizzare un secondo capitolo appariva sempre più concreta e il regista mostrava interesse per un nuovo viaggio in quell’universo.
Un seguito doveva sembrare familiare senza ripetere il primo libro
Crichton si trovò davanti a un problema narrativo difficile. Un seguito deve mantenere ciò che il pubblico ha amato, ma non può limitarsi a ricopiare la stessa avventura.
Se fosse stato troppo simile a Jurassic Park, sarebbe sembrato una ripetizione. Cambiando eccessivamente personaggi, atmosfera e ambientazione, avrebbe invece rischiato di perdere il legame con il primo romanzo. Lo scrittore descrisse questa ricerca come un territorio intermedio complicato, nel quale la storia doveva essere riconoscibile ma nuova.
La soluzione fu introdurre Isla Sorna, una seconda isola usata dalla società di John Hammond per allevare e studiare i dinosauri prima di trasferirli nel parco di Isla Nublar. Dopo il crollo dell’esperimento, gli animali erano rimasti liberi e avevano sviluppato un proprio ecosistema.
Il romanzo non raccontava quindi la riapertura di Jurassic Park. Mostrava cosa poteva succedere ai dinosauri senza recinti, personale e visitatori.
Ian Malcolm tornò in vita perché Crichton aveva bisogno di lui
La scelta più sorprendente riguardò Ian Malcolm. Nel primo romanzo il matematico sembrava morire a causa delle ferite riportate durante il disastro di Isla Nublar. Nel film di Spielberg, invece, sopravviveva ed era diventato uno dei personaggi più apprezzati grazie all’interpretazione di Jeff Goldblum.
Crichton decise di recuperarlo, spiegando che Malcolm era indispensabile come osservatore ironico della vicenda. Era il personaggio capace di analizzare il sistema, prevedere il disastro e ricordare agli altri perché il controllo esercitato dagli esseri umani fosse soltanto un’illusione.
Nel secondo libro, la sua morte viene liquidata come una notizia inesatta: Malcolm era stato salvato dai medici dopo essere rimasto in condizioni gravissime. Una soluzione poco elegante, forse, ma necessaria per costruire la nuova storia attorno alla teoria del caos e all’evoluzione degli animali sull’isola.
Il libro e il film raccontano due storie molto diverse
Spielberg e lo sceneggiatore David Koepp non si limitarono a trasferire il romanzo sullo schermo. Il mondo perduto – Jurassic Park conserva Isla Sorna, Ian Malcolm e alcuni eventi del libro, ma modifica gran parte della trama.
Nel romanzo, Malcolm parte alla ricerca del paleontologo Richard Levine e raggiunge l’isola insieme a una squadra di studiosi. Grande spazio viene riservato all’osservazione dei dinosauri, al loro comportamento sociale e alla fragilità dell’ecosistema. La spedizione comprende anche due ragazzi, Arby e Kelly.
Il film affida invece a John Hammond l’organizzazione della missione e trasforma Sarah Harding nella compagna di Malcolm. La presenza dei cacciatori inviati dalla InGen diventa centrale, mentre il finale porta un Tirannosauro fino a San Diego. Quella parte non compare nel romanzo, che resta interamente legato all’isola.
Spielberg costruì quindi un’avventura più movimentata e immediata, con inseguimenti e grandi scene d’azione. Crichton preferì usare i dinosauri per continuare a ragionare sull’estinzione, sull’evoluzione e sull’incapacità dell’uomo di prevedere le conseguenze delle proprie azioni.
Il mondo perduto nacque anche pensando al cinema
Il legame con Hollywood influenzò inevitabilmente la scrittura. Crichton sapeva che un secondo film era probabile e che Spielberg stava aspettando una storia da cui partire. Il mondo perduto ha infatti un ritmo più rapido rispetto al primo romanzo e propone diverse situazioni facilmente traducibili in immagini spettacolari.
Questo non significa che sia una semplice sceneggiatura trasformata in libro. Le differenze rispetto al film dimostrano il contrario. Crichton costruì la propria continuazione, mentre Spielberg e Koepp usarono soltanto alcuni elementi per sviluppare una versione autonoma.
Il romanzo uscì nel settembre 1995 e divenne un bestseller, confermando che l’interesse dei lettori non era diminuito. L’adattamento cinematografico arrivò nel 1997, quattro anni dopo il primo Jurassic Park.
Un’eccezione che non diventò un’abitudine
Dopo Il mondo perduto, Crichton non scrisse un terzo romanzo della saga. I successivi film continuarono senza nuovi libri firmati da lui, utilizzando personaggi originali, idee recuperate dalle sue opere e creature già appartenenti all’universo di Jurassic Park.
La sua unica eccezione rimase quindi quella provocata dalle lettere dei ragazzi e dall’interesse di Spielberg. Crichton partì convinto che non ci fosse bisogno di un’altra storia. Finì per scriverla perché, mentre respingeva le idee degli altri, aveva cominciato a costruire la propria.
Secondo te Il mondo perduto è un seguito all’altezza di Jurassic Park oppure Crichton avrebbe fatto meglio a lasciare il primo romanzo senza continuazioni? Scrivilo nei commenti.


