Michele Zarrillo sarà tra gli artisti protagonisti di “Con il Cuore – Nel nome di Francesco”, la maratona solidale in onda questa sera, venerdì 29 maggio 2026, su Rai 1. Il concerto, condotto da Carlo Conti, arriva alla sua 24esima edizione e sostiene le persone in difficoltà in Italia e nel mondo. Sul palco di Assisi ci sarà anche uno dei cantautori più riconoscibili della musica italiana, una voce che ha attraversato decenni senza bisogno di urlare per farsi ricordare.
Zarrillo è uno di quegli artisti che sembrano sempre un po’ appartati, quasi laterali rispetto al rumore dello spettacolo. Non perché abbia avuto una carriera piccola, anzi. Ma perché ha sempre mantenuto un profilo riservato, lontano dalla sovraesposizione continua. Le sue canzoni, però, sono rimaste. E alcune sono diventate proprio patrimonio sentimentale collettivo.
Pensa a Cinque giorni. Basta il titolo e parte subito il ritornello nella testa di mezzo pubblico italiano. Oppure L’elefante e la farfalla, uno di quei brani che hanno dentro fragilità, forza e una malinconia molto riconoscibile. Zarrillo ha costruito il suo percorso così: voce intensa, melodie importanti, testi romantici ma mai freddi.
Dagli inizi con i gruppi al successo di Sanremo
Michele Zarrillo nasce a Roma il 13 giugno 1957 e si avvicina alla musica da giovanissimo. Nel 1972 entra nei Semiramis come chitarrista e cantante. Poi passa brevemente nei Rovescio della Medaglia, prima di iniziare il cammino da solista.
Nel 1979 vince il Festival di Castrocaro con Indietro no e nello stesso periodo firma anche brani per altri artisti, tra cui Sesso o esse per Renato Zero e Ricetta di donna per Ornella Vanoni. Già qui si capisce che non era solo un interprete: era uno che la musica la costruiva, la pensava, la lavorava.
A Sanremo arriva nel 1981 con Su quel pianeta libero, poi torna l’anno dopo con Una rosa blu. Ma il successo vero all’Ariston arriva nel 1987, quando vince tra le Nuove Proposte con La notte dei pensieri. Da lì la carriera prende una forma sempre più solida.
Negli anni Novanta arriva il passaggio decisivo: la collaborazione con il produttore Alessandro Colombini e poi, nel 1994, Cinque giorni, brano che diventa uno dei suoi classici più amati. Due anni dopo arriva L’elefante e la farfalla, altro pezzo rimasto nella memoria del pubblico.
L’amore con Anna Rita nato a Domenica In
Zarrillo è sempre stato molto riservato sulla vita privata. Prima del matrimonio con la violoncellista Anna Rita Cuparo, era già diventato padre di una figlia nata da una precedente relazione. Con Anna Rita ha poi avuto due figli: Luca, nato nel 2010, e Alice, nata nel 2012.
Il loro incontro ha una storia quasi da film televisivo, ma nel senso buono. Si sono conosciuti nel 2001 proprio a Domenica In, dove lei quel giorno stava sostituendo una violoncellista. Zarrillo lo ha raccontato con tenerezza: “L’ho conosciuta qui nel 2001, quel giorno stava sostituendo una violoncellista. Io non ero molto convinto, ero un po’ prudente”.
Una frase semplice, ma molto vera. Non l’incontro folgorante raccontato con fuochi d’artificio, ma una prudenza iniziale, un avvicinamento lento. Poi quella donna sarebbe diventata centrale nella sua vita. Letteralmente.
L’infarto del 2013 e la frase più forte
Il 5 giugno 2013 Michele Zarrillo viene colpito da un infarto e ricoverato in codice rosso nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Sant’Andrea di Roma. Un momento durissimo, che lo tiene lontano dalle scene per diverso tempo. Tornerà sul palco solo il 7 ottobre 2014, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, insieme a Danilo Rea e Stefano Di Battista.
A Domenica In, ricordando quel giorno, Zarrillo ha detto una frase che colpisce: “Se non ci fosse stata lei al mio fianco, non avrei chiamato neppure i soccorsi. Se lei non avesse avuto questa prontezza, sarei morto. Lei mi ha salvato la vita, io non me la merito”.
Ecco, qui non serve aggiungere molto. C’è dentro tutto: paura, riconoscenza, amore, anche quel senso di debito che a volte provi quando qualcuno ti salva davvero.
Il dolore per la morte del fratello Maurizio
Nel 2023 Zarrillo ha affrontato anche la morte del fratello Maurizio, musicista romano. Su Facebook gli ha dedicato parole molto intense: “Senza preavviso, sei passato in un’altra dimensione lasciandoci tutti costernati, addolorati e affranti”. Poi lo ha immaginato “al comando di una grande barca”, mentre attraversa un mare azzurro e immenso.
È un’immagine dolce, quasi musicale. E forse racconta bene anche Michele Zarrillo: un artista che ha sempre trasformato il dolore in qualcosa da cantare piano, senza fare troppo rumore.
Questa sera, ad Assisi, salirà di nuovo sul palco per una causa solidale. E dietro quella presenza ci sarà tutta la sua storia: le canzoni, Sanremo, l’amore per Anna Rita, la paura dell’infarto, il dolore familiare e una carriera costruita con discrezione.
E tu cosa ne pensi? Qual è la canzone di Michele Zarrillo che ti è rimasta più dentro? Scrivilo nei commenti.
