La ricerca del tiramisù perfetto a Milano è un’impresa titanica, e la gara organizzata da Foodish con ospite Alba Pariettilo ha dimostrato in modo inequivocabile. Quattro locali in competizione, quattro interpretazioni diverse del dolce al cucchiaio più amato d’Italia, e un verdetto che conferma ciò che noi di Wonder Channel sosteniamo da tempo: trovare un ottimo tiramisù a Milano non è affatto semplice. E quando la showgirl più iconica della TV italiana si mette a giudicare versioni con fragole, cioccolato bianco e biscotti al posto dei savoiardi, capisci che qualcosa non va.
Primo concorrente: Amami Ancora e il suo “Amamisu” controverso
La gara si apre con Amami Ancora, pizzeria situata in via Lazzaro Papi 14 che ha fatto della pizza senza lievito il suo cavallo di battaglia. Il locale, gestito da Cristiana Serafini e Mauro Rossetto (gli stessi imprenditori dietro al primo AmaMi in zona Isola), si presenta con un’atmosfera cosmopolita ed elegante, dove normalmente si degustano pizze a forma di lingua abbinate a cocktail d’autore. Ma il tiramisù? Beh, quella è tutta un’altra storia.
Amami Ancora presenta il suo “Amamisu”, una rivisitazione che utilizza crema di nocciola, cacao sopra e – ecco il punto cruciale – biscotti invece dei savoiardi. La scelta è audace, quasi provocatoria per i puristi del tiramisù. Alba Parietti e Joe Bastianich danno entrambi 8, ma noi di Wonder Channel siamo stati chiari: lo abbiamo assaggiato e non ci era piaciuto tantissimo. Non avevamo trovato quell’equilibrio delicato che rende il tiramisù un’esperienza quasi mistica. La crema di nocciola sovrasta gli altri sapori, e l’assenza dei savoiardi tradizionali toglie quella texture spugnosa che caratterizza il dolce originale.
Il fatto che una pizzeria specializzata in impasti senza lievito si cimenti nel tiramisù è interessante, ma forse sarebbe meglio concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: quelle pizze leggere e digeribili che hanno conquistato il quartiere.
Secondo concorrente: Pasticceria Loria, la favorita di Wonder Channel
Il secondo locale in gara è uno che noi di Wonder Channel conosciamo benissimo: la Pasticceria Loria, boutique di alta pasticceria situata in Viale Piave 12, a due passi da Porta Venezia. Si tratta di una piccola chicca del quartiere, nata dal laboratorio di Sangallo e aperta per offrire grandi classici della pasticceria e nuove creazioni ai palati più esigenti della Milano elegante e raffinata.
Loria è nota per la sua frolla squisita, per croissant ottimi e per un panettone tradizionale che molti considerano migliore di pasticcerie più blasonate. Il locale ha un punteggio di 4.6 su 5 e gode di recensioni entusiastiche: “Probabilmente la migliore pasticceria di Milano”, scrive qualcuno. Il personale è sempre cordiale e disponibile ad accontentare ogni richiesta, caratteristica che in una città spesso frettolosa come Milano fa la differenza.
A Foodish, Loria presenta una versione elaborata del tiramisù con frolla di cacao, crema di mascarpone e pan di Spagna bagnato con il caffè, decorato con una tazzina al cioccolato farcita di crema. È buono, tecnicamente ineccepibile, ma anche qui c’è un problema di fondo: il tiramisù nasce come dolce al cucchiaio, mentre qui diventa un dolce da pasticceria strutturato.
Joe apprezza il pan di Spagna e nota che la crema è ricca con una percentuale d’uovo importante, segno di qualità e lavorazione professionale. Alba dà 8, mentre Joe sale a 9. Ma noi di Wonder Channel, pur avendo assaggiato le meraviglie di Loria (e fidatevi, sono davvero brave lato dolci), dobbiamo ammettere che anche il loro tiramisù non ci aveva fatto impazzire. Preferiamo l’originale, quella versione semplice e cremosa che si mangia al cucchiaio senza bisogno di architetture elaborate.
La differenza tra pasticceria e tradizione
C’è un punto fondamentale da sottolineare: trasformare il tiramisù in un dolce da pasticceria significa tradirne l’essenza. Il tiramisù è nato come dessert casalingo, veloce da preparare, cremoso e morbido. Aggiungere frolla, pan di Spagna e decorazioni al cioccolato lo rende sicuramente più instagrammabile, ma ne snatura il carattere. È come mettere lo smoking a un surfista: tecnicamente elegante, ma completamente fuori contesto.
Terzo concorrente: Fantasia Pasticceria e il tiramisù alla fragola
Il terzo locale in gara è Fantasia Pasticceria, situata in Viale Carlo Espinasse 4, zona Corso Sempione, quartiere Villapizzone. Si tratta di una pasticceria artigianale che offre torte personalizzate e dolci su misura, aperta sette giorni su sette. Secondo Foursquare è la “miglior pasticceria della zona”, con particolare attenzione alla piccola pasticceria.
E cosa presenta Fantasia? Un tiramisù fruttato alla fragola. Sì, hai letto bene. Fragole. Nel tiramisù. Noi di Wonder Channel siamo amanti del tiramisù tradizionale quindi non condividiamo affatto questa scelta, anche se magari nel suo genere sarà pure buono. Ma chiamarlo tiramisù è quantomeno discutibile.
Joe Bastianich, da buon esperto, mette subito in guardia: “Le fragole sono pericolose perché rilasciano troppa acqua”e devono essere gestite al meglio. Dalla presentazione che si vede in TV c’è troppa panna inutile ai lati, un eccesso decorativo che nasconde la mancanza di sostanza. A noi pare più una normale fetta di torta che un tiramisù.
Usano i savoiardi, questo è vero, e sembra simile alla ricetta tradizionale ma al posto del caffè ci sono le fragole. Il risultato? Per Alba è buono ma non c’entra molto col tiramisù. Anche per Joe è buono, casalingo nella sua semplicità, ma non sente il mascarpone, ingrediente fondamentale che dovrebbe essere protagonista assoluto.
Il voto finale? 7 da Alba e 6 da Joe. Il punteggio più basso della gara, e giustamente. Chiamare “tiramisù” un dolce con le fragole è come chiamare “carbonara” una pasta con la panna: tecnicamente puoi farlo, ma preparati alle conseguenze.
Quarto concorrente: Biga e il Bigamisu al cioccolato bianco
L’ultimo concorrente è Biga, pizzeria contemporanea in zona Isola (Via Antonio Pollaiuolo 9) che ha fatto della “Fashion Pizza” il suo marchio distintivo. Guidata dallo Chef Simone Nicolosi, Biga è nota per impasti 100% biga a lunga maturazione, pizze al padellino, ruote di carro e opzioni gluten-free. Ha ricevuto riconoscimenti da 50 Top Pizza, due pizze Gambero Rosso e il titolo di “Rivelazione dell’anno” da Identità Golose.
La pizzeria macina 180-200 coperti a sera mantenendo alta la qualità, con materie prime eccellenti come i pomodori Solania (datterini, San Marzano, pomodorini gialli). Ma una cosa è fare pizza, un’altra è fare tiramisù.
Biga presenta il “Bigamisu” con cioccolato bianco, mousse e base di pan buiscit (un incrocio tra pan di Spagna e biscotto). Joe è scettico fin da subito: “Il cioccolato bianco è molto rischioso perché è dolce e grasso”, difficile da lavorare e da bilanciare. Assaggiando, Joe nota che sembra quasi esserci la gelatina nella crema, è molto densa. Alba si aspettava il tiramisù un po’ più liquido, più morbido al cucchiaio.
Effettivamente usano la gelatina per compattare il tutto, scelta tecnica comprensibile per un locale che deve servire decine di coperti, ma che tradisce ancora una volta l’essenza cremosa del tiramisù originale. Il risultato è un dolce solido, strutturato, che sta in piedi ma che ha perso quella sofficità tipica.
Il voto? 8 da Alba e 7 da Joe, che sottolinea come il cioccolato bianco lo renda meno leggero di quanto dovrebbe essere. È interessante notare che Biga, nelle recensioni online, viene spesso lodata per la pizza senza glutine e addirittura per un tiramisù gluten-free che alcuni definiscono “molto buono”. Ma il Bigamisu presentato a Foodish sembra un esperimento più che un tiramisù vero e proprio.
Il verdetto: vince Loria, ma ovviamente
Alla fine vince la gara Pasticceria Loria, e francamente non c’erano sfidanti all’altezza. Con un 8 da Alba e un 9 da Joe, Loria si aggiudica il titolo di miglior tiramisù di Milano secondo Foodish. Ma qui sorge spontanea una domanda: è davvero il miglior tiramisù di Milano o semplicemente il migliore tra quattro proposte discutibili?
Diciamolo chiaramente: mettere in gara due pizzerie (Amami Ancora e Biga), una pasticceria di quartiere poco conosciuta (Fantasia) e una pasticceria boutique di livello (Loria) non è esattamente un campionato rappresentativo dell’eccellenza milanese. Dove sono le grandi pasticcerie storiche? Dove sono i ristoranti stellati che fanno dessert d’autore? Dove sono le trattorie tradizionali che custodiscono ricette familiari tramandate?
La verità è che Milano non è la capitale del tiramisù. Il dolce è nato in Veneto (Treviso rivendica la paternità, anche se c’è chi dice Friuli), e lì si trovano ancora le versioni più autentiche e memorabili. A Milano, città della moda e del design, si tende a reinterpretare, a rendere tutto più “fashion”, più instagrammabile, più strutturato. Ma il tiramisù non ha bisogno di tutto questo.
Cosa rende davvero grande un tiramisù
Parliamoci chiaro: il tiramisù perfetto deve rispettare alcuni principi fondamentali. Savoiardi (non biscotti, non pan di Spagna, non frolla), caffè espresso di qualità, mascarpone fresco, uova, zucchero, cacao amaro. Punto. Le proporzioni devono creare un equilibrio cremoso dove il mascarpone avvolge i savoiardi inzuppati senza essere troppo pesante, dove il caffè si sente ma non domina, dove il cacao amaro chiude con quella nota leggermente amara che bilancia la dolcezza.
Non servono fragole, cioccolato bianco, creme di nocciola o architetture di pasticceria. Il tiramisù è democrazia gastronomica: un dolce che chiunque può fare a casa con ingredienti semplici e che raggiunge la perfezione proprio nella sua semplicità.
La lezione di Foodish: non tutto ciò che è creativo è migliore
La gara di Foodish ci insegna una lezione importante: la creatività fine a se stessa non migliora i classici. Anzi, spesso li peggiora. Il tiramisù non ha bisogno di essere reinventato, ha bisogno di essere fatto bene. Con ingredienti di qualità, rispettando la ricetta tradizionale, lasciando che i sapori si fondano naturalmente.
Alba Parietti, da buona intrattenitrice, ha fatto il suo mestiere dando voti generosi e commentando con garbo. Ma anche lei, quando ha assaggiato il tiramisù alla fragola, non ha potuto fare a meno di notare che “non c’entra molto col tiramisù”. E aveva perfettamente ragione.
E tu, hai mai assaggiato il tiramisù di uno di questi locali? Quale pensi sia la versione migliore a Milano? Oppure, come noi di Wonder Channel, credi che il vero tiramisù si trovi solo fuori Milano o fatto in casa dalla nonna? Raccontaci nei commenti la tua esperienza e diffondi la verità: il tiramisù non si tocca!


