Dopo otto episodi di Minerva – La scuola, la sensazione è quella di una serie che ha voluto raccontare troppe cose contemporaneamente. C’è un ragazzo scomparso, ci sono cadetti con problemi familiari, storie d’amore, rivalità, tradimenti, punizioni e una scuola militare che dovrebbe cambiare il modo in cui tutti vivono e si comportano. Il materiale non manca, ma spesso viene distribuito male.
La storia segue soprattutto Salvo, Vincenzo e Camilla. Salvo entra al Minerva per capire che cosa sia successo al suo amico Francesco. Vincenzo sente il peso delle aspettative familiari, mentre Camilla viene mandata nell’istituto perché la famiglia spera che disciplina e regole riescano a rimetterla in carreggiata.
Il mistero di Francesco è la parte che incuriosisce di più all’inizio. Ci sono silenzi, adulti poco chiari e la sensazione che qualcuno sappia qualcosa. Il problema è che questa domanda perde importanza troppo spesso.
Ogni volta che il mistero torna, la serie recupera attenzione. Poi arriva un flirt, una gelosia, una lite o un nuovo problema familiare e la storia principale viene nuovamente lasciata da parte.
Se una serie parte dalla scomparsa di un ragazzo, ogni episodio dovrebbe aggiungere almeno un dubbio, una conseguenza o un dettaglio. Invece alcune puntate sembrano quasi appartenere a un’altra storia.
La parte visiva è molto più riuscita.
La Reggia di Portici, le uniformi, le esercitazioni e gli spazi ampi danno alla serie un aspetto curato e diverso dalle solite produzioni adolescenziali ambientate in un liceo qualsiasi.
Avrei però voluto che la scuola militare incidisse di più sulle scelte dei personaggi.
Le regole esistono, le punizioni pure, ma in diversi momenti sembra soprattutto uno sfondo particolare per raccontare dinamiche che potrebbero funzionare anche in un normale collegio.
Anche il cast giovane alterna momenti buoni ad altri meno convincenti.
Salvo, Vincenzo e Camilla funzionano meglio insieme. La loro amicizia cresce con il passare degli episodi e alcune scene riescono a sembrare spontanee, soprattutto quando i personaggi smettono di spiegare quello che provano e iniziano semplicemente a comportarsi come ragazzi della loro età.
I problemi arrivano nei dialoghi più drammatici.
Alcune frasi sembrano scritte per spiegare allo spettatore quello che sta succedendo. Questo rende certi confronti poco naturali, perché i personaggi dicono apertamente cose che sarebbe stato più efficace far capire attraverso le loro azioni.
Anche le storie sentimentali sono troppe.
Gelose, attrazioni proibite, tradimenti e rapporti complicati occupano parecchio spazio, ma raramente aggiungono qualcosa di nuovo. La relazione tra studente e insegnante, soprattutto, mi è sembrata inserita più per creare scandalo che per approfondire davvero qualcuno.
Un altro limite riguarda le conseguenze.
Succede qualcosa di importante, sembra destinato a cambiare i rapporti tra i personaggi e poco dopo si passa già a un altro problema.
Minerva accumula eventi più velocemente di quanto riesca a svilupparli.
Questo penalizza anche diversi personaggi secondari. Alcuni sembrano interessanti appena compaiono, ma restano presenze sullo sfondo senza avere abbastanza spazio per diventare persone che conosciamo bene.
Alla fine, Minerva – La scuola non è impossibile da seguire. Alcuni episodi scorrono bene, il mistero mantiene un minimo di curiosità e il trio principale migliora.
Resta però la sensazione che l’idea iniziale fosse più interessante del risultato e che, con meno storie e più attenzione ai personaggi, la serie avrebbe potuto lasciare molto di più.
Voi avete visto Minerva – La scuola su Netflix? Vi ha coinvolto il mistero di Francesco oppure la serie vi è sembrata troppo dispersiva? Scrivetecelo nei commenti.
La Recensione
Minerva - La scuola
Minerva - La scuola ha una buona ambientazione e alcuni personaggi piacevoli, ma disperde troppo il mistero iniziale e apre più storie di quante riesca a svilupparne bene. Si guarda senza troppa fatica, ma raramente sorprende.
PRO
- La Reggia di Portici rende la serie molto curata visivamente.
- Il mistero di Francesco mantiene una certa curiosità.
CONTRO
- Il mistero principale viene messo da parte troppo spesso.
- Ci sono troppe sottotrame.
- Le relazioni sentimentali risultano prevedibili.
- Alcuni dialoghi sono poco naturali.
- Alcuni eventi importanti vengono superati troppo in fretta.


