Oggi è arrivata la notizia che molti aspettavano: Ditonellapiaga può tenere il titolo del suo nuovo disco. Il Tribunale di Roma ha rigettato il ricorso presentato dall’organizzazione del concorso di bellezza Miss Italia, confermando che l’album dell’artista romana, al secolo Margherita Carducci, può continuare a chiamarsi esattamente così. Miss Italia. Niente cambi dell’ultimo minuto, niente ritiro delle copie già distribuite nelle librerie e nei negozi di dischi. La storia è chiusa, almeno in questo capitolo.
Per capire come si è arrivati fin qui bisogna fare un passo indietro, precisamente a febbraio, quando Ditonellapiaga aveva aperto i preordini dell’album sui social annunciando l’uscita per il 10 aprile. Il titolo circolava già, e qualcuno evidentemente non era contento. Durante il Festival di Sanremo, mentre l’artista era in gara con il brano “Che fastidio!”, l’organizzazione del concorso di bellezza gestito da Patrizia Mirigliani aveva annunciato un ricorso cautelare d’urgenza, accusando Ditonellapiaga di fare un uso indebito della denominazione Miss Italia e di ledere i diritti esclusivi legati al marchio storico fondato da Enzo Mirigliani alla fine degli anni Cinquanta. In una nota ufficiale, avevano definito la condotta dell’artista «gravemente pregiudizievole».
La risposta di Ditonellapiaga, in quei giorni, era stata di una semplicità disarmante. «Speravo in un po’ di autoironia», aveva detto. E aveva spiegato cosa intendeva con quel titolo: raccontare il proprio senso di inadeguatezza, il non sentirsi mai abbastanza, il confrontarsi con un mondo che chiede di essere sempre perfetti e smaglianti. La Miss è quella che vince, quella che sorride, la più bella. Lei invece nel disco racconta il fallimento, l’imperfezione, il sentirsi fuori posto. Il contrasto era il punto, non la sovrapposizione con il concorso.
Quando il disco è uscito il 10 aprile, la situazione era ancora sospesa. «Incrocio le dita», aveva detto l’artista in un’intervista. «Non so ancora se si potrà continuare a chiamare così. Scopriremo tutti insieme.» Non è certo una posizione comoda per un’artista, presentare un album sapendo che un giudice potrebbe costringerti a cambiarne il nome mentre stai già facendo le firme copie in giro per l’Italia.
Il Tribunale di Roma, sezione specializzata, ha poi stabilito che il titolo rientra nel diritto alla libertà di espressione artistica e che non crea confusione commerciale con il marchio Miss Italia né ne intacca la dignità. La difesa, affidata agli avvocati Domenico Capra e Donato Brienza, aveva sostenuto che l’uso del termine fosse di natura evocativa e autoriale, non commerciale, e il giudice ha concordato. È anche un precedente rilevante per l’industria musicale in generale: una parola o un’espressione di uso comune nell’immaginario collettivo può essere riutilizzata da un artista con un significato completamente diverso senza che questo costituisca una violazione dei diritti di marchio.
L’album, scritto e composto da Margherita insieme ad Alessandro Casagni che ne ha curato anche la produzione, conta dieci tracce e si muove tra sonorità elettroniche e sfumature pop. Il filo conduttore è il rapporto con i canoni estetici e sociali, con l’idea di doversi sentire sempre al top, e con tutto quello che succede quando quella sensazione non arriva. Non è un disco facile da etichettare, il che è coerente con un’artista che ha sempre detto di sentirsi a metà tra il pop mainstream e il mondo indie, mai del tutto a casa in nessuno dei due.
Adesso che la questione legale è risolta, Ditonellapiaga può pensare al resto. Nei prossimi giorni ci sono tre firmacopie in programma: il 14 aprile alla Feltrinelli di Milano, il 15 a Bari e il 16 a Napoli. Poi da giugno a settembre il tour nei festival estivi, e in autunno due date nei club, il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.
Vale anche la pena chiedersi se tutta questa storia, in fondo, non abbia finito per essere una pubblicità involontaria per entrambe le parti. Difficile stabilirlo. Quello che è certo è che il disco è uscito, si chiama Miss Italia, e adesso nessuno può toglierle quel titolo. Voi cosa ne pensate di questa vicenda? Dite la vostra nei commenti.


