Se non hai ancora visto MobLand su Paramount+, hai ancora tempo per rimediare prima che arrivi la seconda stagione. E se l’hai già vista, saprai già perché la notizia del rinnovo è una di quelle che fa venire voglia di rimettersi sul divano e ricominciare dall’inizio. MobLand 2 è ufficiale, le riprese sono già in corso a Londra dall’autunno scorso, e tutto il cast principale tornerà – Tom Hardy, Pierce Brosnan, Helen Mirren compresi.
La prima stagione è arrivata in Italia il 30 maggio 2025 su Paramount+ e ha fatto quello che poche serie riescono a fare: convincere subito, senza bisogno di tempo per scaldarsi. Dieci episodi che raccontano la guerra tra due famiglie criminali londinesi – gli Harrigan e gli Stevenson – con al centro Harry Da Souza, il “risolutore” che Tom Hardy interpreta con quella sua peculiare capacità di fare moltissimo dicendo pochissimo. La serie ha superato i 26 milioni di spettatori a livello globale, diventando uno dei maggiori successi nella storia di Paramount+ come piattaforma.
Guy Ritchie è il produttore esecutivo e ha diretto i primi episodi. Il suo stile è riconoscibile – quella miscela di tensione, ironia nera e costruzione visiva curata – ma qui è calibrato in modo diverso rispetto ai suoi film. MobLand non cerca il colpo ad effetto continuo. Lavora per sottrazione, come ha scritto qualcuno che l’ha recensita con attenzione: i personaggi non spiegano quello che fanno o perché lo fanno, e questo crea una tensione costante che tiene incollati allo schermo episodio dopo episodio.
Pierce Brosnan nei panni di Conrad Harrigan, il patriarca della famiglia criminale, e Helen Mirren come Maeve, sua moglie e presenza forse ancora più pericolosa di lui, formano una delle coppie più magnetiche viste in televisione negli ultimi anni. Brosnan è lontanissimo dall’immagine di James Bond con cui molti lo associano ancora: qui è un uomo potente, raffinato e spietato, che porta il peso di un impero costruito in decenni e che vede suo figlio Kevin – interpretato da Paddy Considine, già visto in House of the Dragon – incapace di reggere quella stessa eredità. Il conflitto generazionale è il motore narrativo più interessante di tutta la stagione.
La serie è stata ideata da Ronan Bennett insieme a Jez Butterworth, e l’ambizione di scrittura si vede. Non si tratta solo di sparatorie e lotte di potere: MobLand vuole essere una riflessione sulla trasmissibilità del potere criminale, su cosa significa costruire qualcosa che i figli non riescono a portare avanti, su quanto la lealtà costi davvero quando si lavora in mezzo a persone che non possono permettersi di fidarsi di nessuno.
Curiosità che pochi conoscono: il progetto era nato originariamente con il titolo The Donovans, come prequel della serie americana Ray Donovan. In corso d’opera tutto è stato rimescolato e reinventato, fino ad arrivare a MobLand come storia completamente autonoma. Durante le riprese è successa anche un’altra vicenda che ha fatto molto parlare: la società di costruzione dei set è fallita lasciando diversi membri della troupe senza stipendio durante le feste di Natale, e Tom Hardy si è offerto di pagarli di tasca propria – un gesto che ha detto molto sull’atmosfera che si era creata sul set di questa produzione.
Quanto all’uscita della seconda stagione, la notizia non è ottima per chi non sa aspettare: le riprese stanno andando avanti ma la data di uscita non è ancora fissata, e secondo le informazioni disponibili è più probabile il 2027 che la fine del 2026. Ci vorrà pazienza. Ma considerando che la prima stagione è ancora nella top 10 di Paramount+ in diversi paesi a quasi un anno dall’uscita, il pubblico evidentemente non ha fretta di dimenticare questi personaggi.
Hai già visto la prima stagione di MobLand su Paramount+ e pensi che meriti tutta questa attesa per il ritorno, oppure sei tra quelli che non l’hanno ancora scoperta e stai aspettando un motivo per iniziare? Scrivilo nei commenti.


