La notizia è uscita nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio e nel giro di poche ore è diventata un caso politico a tutti gli effetti. Mogol – il vero nome è Giulio Rapetti, 89 anni, il più grande paroliere della storia della musica italiana – aveva appena ricevuto il premio alla carriera sul palco dell’Ariston nella terza serata di Sanremo 2026. Poi, insieme alla moglie Daniela Gimmelli, è salito su un elicottero del nucleo elisoccorso dei Vigili del Fuoco e ha raggiunto Roma, dove nel pomeriggio era atteso al Teatro Argentina per la festa dell’87° anniversario di fondazione del Corpo Nazionale. Lì ha ricevuto la nomina a vigile del fuoco ad honorem e ha sentito cantare per la prima volta in pubblico l’inno del Corpo, quello che lui stesso ha scritto e donato gratuitamente ai pompieri.
Fin qui, tutto molto bello. Il problema è il viaggio.
Il volo non è stato un’iniziativa estemporanea. L’autorizzazione è arrivata direttamente dal ministero dell’Interno, su ordine del comandante nazionale del Corpo Eros Mannino, controfirmato da altri due funzionari. La giustificazione ufficiale riportata nei documenti è: “Attività istituzionali non direttamente connesse al soccorso”. Il volo è partito alle 8 di venerdì mattina da Sanremo.
Il Codacons ha stimato il costo del trasferimento intorno ai 40.000 euro tra carburante, personale specializzato, manutenzione e usura del velivolo – e ha già annunciato un esposto alla Corte dei Conti della Liguria. Il sindacato di base Usb Vigili del Fuoco ha parlato di “fatto gravissimo”, sottolineando che ogni ora di volo di un elicottero da elisoccorso ha costi rilevanti e incide sulla capacità operativa del territorio. Il punto che brucia di più: secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, che ha pubblicato lo scoop, quella mattina era disponibile un normale volo di linea Ita Airways da Genova a Roma. Mogol avrebbe potuto prendere quello.
Il ministro Matteo Piantedosi ha liquidato la questione con una frase secca: “Siamo contentissimi di aver avuto qui Mogol, il resto sono le solite polemiche strumentali. È un monumento nazionale che ha scritto e regalato il suo inno ai Vigili del Fuoco”. Il Corpo dei Vigili del Fuoco ha precisato che la copertura del territorio ligure non è mai stata interrotta e che un secondo elicottero era operativo e pronto all’intervento.
PD e M5S non ci hanno creduto. Il consigliere regionale ligure del Pd Simone D’Angelo ha parlato di “elisoccorso trasformato in taxi speciale” e ha chiesto al governatore Bucci di spiegare ai cittadini liguri se il servizio sia stato anche solo temporaneamente ridotto. I Cinque Stelle hanno annunciato un’interrogazione parlamentare formale, ribadendo che i mezzi di emergenza “sono della collettività e vanno usati con responsabilità”.
Mogol è indiscutibilmente un patrimonio della musica italiana. “Azzurro”, “Il mio canto libero”, “Anima mia”, “Papaveri e papaveri”: ha scritto canzoni che appartengono a tutti. E scrivere l’inno dei pompieri regalandolo al Corpo è un gesto generoso, fuori discussione. Ma qui non si discute di Mogol come artista. Si discute di come lo Stato gestisce i mezzi pubblici di emergenza. Un elicottero da elisoccorso esiste per portare i feriti in ospedale, non per ottimizzare i tempi di spostamento di un ospite d’onore – per quanto illustre.
Voi cosa ne pensate? Era giusto usare l’elisoccorso oppure un volo di linea sarebbe stato sufficiente? Diteci la vostra nei commenti.


