Preparati a rimanere senza fiato, caro appassionato di cinema! Una delle interpreti più raffinatamente tecniche e versatili della settima arte sta per appendere i copioni al chiodo. Cate Blanchett, la divina due volte premio Oscar, ha appena rilasciato una dichiarazione che ha l’effetto di un terremoto nel panorama cinematografico: “Sono seria riguardo all’idea di abbandonare la recitazione”. Proprio così, l’attrice australiana che ha ipnotizzato il pubblico con la sua gamma espressiva sconfinata – capace di passare dalla regina Elisabetta I alla disperata Jasmine French con la naturalezza di chi cambia abito – sta contemplando l’addio alle scene. Una notizia che arriva proprio mentre il suo ultimo film, “Black Bag”, una pellicola di spionaggio diretta dal maestro della cinepresa Steven Soderbergh, continua la sua corsa al botteghino con 21 milioni di dollari incassati nel mercato domestico.
Nell’intervista rilasciata al Radio Times (e riportata da The Standard), la Blanchett ha rivelato che questa non è una boutade passeggera, ma una riflessione profonda che sta maturando da tempo: “La mia famiglia alza gli occhi al cielo ogni volta che lo dico, ma lo penso davvero. Sono seria riguardo all’idea di lasciare la recitazione”, ha confessato con quella sua inconfondibile aura di serietà aristocratica che la contraddistingue. La motivazione? Niente scandali o frustrazione professionale, semplicemente un desiderio di esplorare altre dimensioni della vita: “Ci sono molte cose che voglio fare con la mia esistenza”, ha aggiunto con quel suo tipico understatement britannico (nonostante sia australiana!). Una dichiarazione che potrebbe sembrare banale, ma che acquisisce un peso specifico enorme se pronunciata da un’attrice che ha costruito una carriera di quasi tre decenni basata su scelte artistiche mai banali e su una dedizione quasi monastica al mestiere dell’attore.
Dalle luci della ribalta al confortevole anonimato
Uno degli aspetti più interessanti della confessione della Blanchett riguarda il suo rapporto conflittuale con la fama e l’esposizione mediatica. Con quella lucidità analitica che la contraddistingue, l’attrice ha spiegato di aver “trascorso una vita intera a trovare un equilibrio con la sensazione di disagio” derivante dall’essere una figura pubblica. Un’ammissione sorprendente per chi la osserva calcare i red carpet con l’eleganza di una divinità greca reincarnata in abiti haute couture.
“Quando vai a un talk show, o anche qui ora, e poi vedi frasi estrapolate dalle cose che hai detto, messe in evidenza e in corsivo, suonano davvero forti. Io non sono quella persona”, ha spiegato con una disarmante sincerità. “Ho più senso quando sono in movimento – ci è voluto molto tempo per sentirmi remotamente a mio agio con l’idea di essere fotografata”. Parole che rivelano quanto possa essere claustrofobica la gabbia dorata della celebrità, anche per chi, come lei, sembra muovervisi con assoluta disinvoltura.
Il teatro come prima e ultima casa
Non è un caso che, mentre valuta l’addio al grande schermo, la Blanchett stia calcando le tavole del West End londinese in una nuova produzione de “Il gabbiano” di Anton Čechov. Il teatro, infatti, è stato il suo primo amore e potrebbe essere il suo ultimo rifugio artistico. “Non ho mai pensato di poter lavorare nell’industria cinematografica”, ha rivelato durante un’intervista al Festival di Rotterdam all’inizio dell’anno.
“Mi ero rassegnata, felicemente, a una carriera teatrale. Non pensavo di essere ‘quella ragazza’”, ha aggiunto con un accenno alla discriminazione di genere che ha caratterizzato (e in parte ancora caratterizza) l’industria cinematografica. “C’era la sensazione che le donne avessero una certa ‘data di scadenza’ nell’industria cinematografica e che solo un certo tipo di donne potesse sfilare sullo schermo, mentre altre no”. Una riflessione amara che fa percepire quanto sia stata controcorrente la sua affermazione in un sistema che tende a privilegiare giovani attrici disposte a conformarsi a certi standard.
I progetti prima dell’addio
Prima di questo potenziale ritiro – che speriamo sia il più lontano possibile – la Blanchett ha ancora alcuni assi nella manica. Presto la vedremo accanto ad Adam Driver nel nuovo film di Jim Jarmusch, “Father, Mother, Sister, Brother”, un progetto autoriale che promette di sfruttare appieno la sua capacità di trasformarsi in qualsiasi personaggio. Nel cast stellare figurano anche Vicky Krieps, Mayim Bialik, Tom Waits, Charlotte Rampling, Indya Moore e Luka Sabbat, a conferma dell’aura di prestigio che circonda ogni progetto che coinvolge l’attrice australiana.
Ma che cosa potrebbe fare Cate Blanchett dopo aver lasciato il cinema? Regia? Produzione? Filantropia? O magari qualcosa di completamente lontano dai riflettori? Le possibilità sono infinite per una donna della sua intelligenza e sensibilità. E tu, caro lettore, cosa pensi di questa clamorosa rivelazione? Credi che Cate stia davvero considerando il ritiro o è solo un modo per ridimensionare il suo impegno cinematografico? E quale consideri la sua performance definitiva – quella che, se dovesse davvero ritirarsi, vorresti rimanesse come suo testamento artistico? Condividi la tua opinione nei commenti – siamo curiosissimi di sapere quali emozioni ha suscitato in te questa notizia che sta facendo tremare Hollywood!


