Guillermo del Toro non si ferma mai. Mentre “Frankenstein” con Oscar Isaac sta per sbarcare nelle sale italiane il 17 ottobre e su Netflix il 7 novembre, il regista messicano ha già svelato il suo prossimo progetto durante il Toronto International Film Festival. Si chiamerà “Fury” e promette di essere “molto crudele, molto violento”, per citare le sue stesse parole. Stiamo parlando di un thriller poliziesco che riporterà insieme del Toro e Isaac dopo il successo dell’adattamento di Mary Shelley.
La descrizione che ne ha dato il regista durante la sessione di domande e risposte al TIFF suona inquietante quanto affascinante: “Come ‘La mia cena con André’, ma con persone che muoiono a ogni portata”. Un riferimento al capolavoro del 1981 di Louis Malle che però, nella visione di del Toro, si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Il paragone con “Nightmare Alley – La fiera delle illusioni” non è casuale: entrambi i film esplorano la crudeltà umana attraverso il linguaggio del noir, ma “Fury” promette di spingersi ancora oltre.
Il sodalizio artistico tra del Toro e Isaac sembra essere diventato una delle collaborazioni più interessanti del cinema contemporaneo. Dopo aver esplorato in “Frankenstein” le dinamiche padre-figlio e la complessità dei rapporti familiari, i due si preparano ad affrontare un tema ancora più oscuro: la violenza che gli esseri umani si infliggono reciprocamente, non solo fisicamente ma anche psicologicamente e emotivamente.
La fase creativa del regista sessantenne
Del Toro, che ha compiuto 60 anni, ha spiegato candidamente di trovarsi in quella che definisce “la decade del rimpianto”. Questa nuova fase della sua vita artistica si riflette chiaramente nei progetti che sta sviluppando. “Sono passato dal chiedermi dove sto andando e dall’essere padre e figlio al provare rimpianto. Sono nella decade del rimpianto, quindi aspettatevi molto rimpianto”, ha dichiarato con la consueta sincerità.
Questo cambio di prospettiva si traduce in una ricerca artistica sempre più profonda e personale. “Fury” rappresenta l’evoluzione naturale del percorso creativo di del Toro, che da sempre ha saputo mescolare elementi di genere con riflessioni profonde sulla natura umana. La violenza, tema centrale del nuovo progetto, non sarà trattata in modo superficiale ma come strumento di indagine psicologica.
Il thriller che verrà
Il regista sta scrivendo personalmente la sceneggiatura di “Fury”, garantendo così quella coerenza stilistica e tematica che contraddistingue tutti i suoi lavori. La promessa è quella di un’opera completamente diversa da “Frankenstein” dal punto di vista stilistico, ma che manterrà quel “dialogo artistico” iniziato tra i due collaboratori.
La scelta di Oscar Isaac come protagonista non è casuale. L’attore ha dimostrato in “Frankenstein” di saper interpretare personaggi complessi e moralmente ambigui, caratteristiche che saranno fondamentali per il nuovo progetto. La loro collaborazione sembra fondata su una comprensione reciproca che va oltre il semplice rapporto professionale.
Altri progetti all’orizzonte
Non solo “Fury” nel futuro di del Toro. Il regista ha confermato di stare sviluppando anche un adattamento in stop-motion del romanzo di Kazuo Ishiguro “Il gigante sepolto”, annunciato per la prima volta nel gennaio 2023. Si tratterà di un’opera epica in animazione che, nelle parole del regista, “non sarà per bambini”.
Questo dimostra la versatilità artistica di del Toro, capace di passare dal cinema live-action al mondo dell’animazione mantenendo sempre la sua cifra stilistica inconfondibile. La collaborazione con Netflix, che ha già prodotto “Pinocchio” premiato con l’Oscar, continua a dare i suoi frutti.
L’eredità di Frankenstein
Prima di “Fury”, però, c’è “Frankenstein” da scoprire. Il film, che ha avuto la sua anteprima mondiale alla Mostra di Venezia, rappresenta il coronamento di un sogno lungo diciassette anni per del Toro. “Il mio romanzo preferito al mondo è Frankenstein”, aveva dichiarato il regista già nel 2010.
L’adattamento promette di essere fedele allo spirito del romanzo di Mary Shelley, esplorando temi universali attraverso la lente del gothic horror contemporaneo. La presenza di un cast stellare che include Jacob Elordi, Mia Goth e Christoph Waltz garantisce un livello qualitativo altissimo.
Sei curioso di vedere come del Toro reinventerà il thriller con “Fury”? Pensi che la collaborazione con Isaac possa dare vita a un nuovo classico del genere? Raccontaci la tua opinione nei commenti e dimci quale dei prossimi progetti del regista ti incuriosisce di più!


