A 88 anni, Morgan Freeman ha ancora quella voce profonda e inconfondibile che ricordiamo in film come Le ali della libertà, Million Dollar Baby e La marcia dei pinguini. E ora è pronto a difenderla con le unghie e con i denti. In una nuova intervista al Guardian, l’attore ha rivelato di aver intrapreso azioni legali contro chi sta usando l’intelligenza artificiale per ricreare la sua voce iconica senza permesso.
“Non imitatemi con la falsità”
“Sono un po’ incazzato, sai”, ha detto Freeman senza mezzi termini. “Sono come qualsiasi altro attore: non imitatemi con la falsità. Non lo apprezzo e vengo pagato per fare cose del genere, quindi se lo fate senza di me, mi state derubando”.
E non sono parole al vento. Freeman ha confermato che sta già perseguendo le “molte” persone che hanno replicato la sua voce senza autorizzazione. “Beh, ti dico che i miei avvocati sono stati molto, molto impegnati”, ha aggiunto con un tono che lascia intendere che non sta scherzando.
La questione dell’intelligenza artificiale che invade il mondo del cinema e dell’intrattenimento è diventata sempre più pressante. E Freeman, con la sua voce che vale oro, è uno degli obiettivi principali dei clonatori digitali.
Il caso Tilly Norwood
A settembre, l’attrice e comica olandese Eline Van der Velden ha fatto scalpore presentando Tilly Norwood, un’attrice creata interamente con l’intelligenza artificiale. Alcuni hanno ipotizzato che potrebbe diventare il primo personaggio generato dall’IA a essere rappresentato da un’agenzia di talenti. Una cosa che ha fatto infuriare molti attori veri, tra cui Emily Blunt e Natasha Lyonne.
Freeman ha aggiunto anche lui la sua voce (quella vera) al coro di proteste. “Nessuno la ama perché non è reale e prende il posto di una persona vera, quindi non funzionerà molto bene nei film o in televisione”, ha detto. “Il lavoro del sindacato è mantenere gli attori al lavoro, quindi ci sarà quel conflitto”.
È una battaglia che sta diventando sempre più importante. Perché se l’intelligenza artificiale può creare attori virtuali o clonare voci di attori veri senza il loro consenso, cosa succede ai professionisti in carne e ossa?
Anche James Cameron è preoccupato
Anche James Cameron, il regista di Terminator e Avatar, ha detto che sta esplorando modi in cui l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare a ridurre i costi nel settore cinematografico. Ma rimane diffidente su un possibile futuro alla Terminator che potrebbe portare, e crede che l’IA non possa sostituire il bisogno di artisti e attori umani.
Nel frattempo, nel mondo della musica, l’artista generata dall’IA Xania Monet è diventata recentemente la prima “artista” virtuale a ottenere abbastanza passaggi radiofonici negli Stati Uniti da debuttare in una classifica Billboard. Avrebbe anche firmato un contratto discografico multimilionario con Hallwood Media. Un segnale inquietante di dove potrebbe andare tutto questo.
Cosa sta facendo adesso Freeman
Attualmente Freeman è protagonista del sequel Now You See Me: Now You Don’t, l’ultimo capitolo del franchise a tema magia dove si riunisce con Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Isla Fisher e Dave Franco.
Ha anche cantato in duetto con Al Green una versione di “Let’s Stay Together” lo scorso Capodanno per i clienti del suo bar in Mississippi, Ground Zero. Perché a 88 anni, Morgan Freeman non si ferma mai. E di sicuro non permetterà che una versione falsa della sua voce gli rubi il lavoro.
E tu cosa ne pensi dell’uso dell’intelligenza artificiale per clonare le voci degli attori? Credi che Freeman abbia ragione a fare causa? L’IA nel cinema è un’opportunità o una minaccia? Scrivi la tua opinione nei commenti!


