La morte di James Van Der Beek a soli 48 anni ha acceso i riflettori su un problema che sta diventando sempre più grave: il tumore al colon-retto colpisce sempre più giovani. L’attore di Dawson’s Creek aveva scoperto la malattia nel 2023, a 47 anni, un’età che fino a pochi anni fa sembrava troppo giovane per questo tipo di cancro. Eppure i dati dicono una cosa terribile: entro il 2030, il cancro al colon sarà la prima causa di morte per tumore nella fascia d’età tra i 30 e i 50 anni. E questo dovrebbe farci riflettere, soprattutto se siamo giovani e pensiamo che certe malattie non ci riguardino.
Chiara Cremolini, professoressa ordinaria di Oncologia medica all’università di Pisa e membro del direttivo nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), ha spiegato all’Adnkronos Salute quanto sia preoccupante questa tendenza. “Sono in aumento i casi di cancro al colon sotto i 50 anni. È una tendenza riscontrata negli anni passati negli Stati Uniti e da circa 5 anni anche in Europa”. I numeri parlano chiaro: oggi 1 diagnosi su 8 di cancro al colon riguarda giovani under 50. Non stiamo parlando di casi isolati, ma di un fenomeno in crescita costante.
Ma perché sta succedendo? Le cause non sono ancora del tutto chiare. Sicuramente in alcuni giovani si tratta di forme genetiche, legate alla familiarità. Ma nell’80% dei casi la causa non è genetica. Allora cosa sta succedendo? Gli esperti hanno diverse ipotesi, e tutte dovrebbero farci alzare la guardia. Primo sospettato: i cibi ultraprocessati. Quelli che riempiono gli scaffali dei supermercati, che mangiamo velocemente in pausa pranzo, che ordiniamo a domicilio. Questi alimenti si associano a un maggior sviluppo di polipi al colon, che sono la “porta” di accesso al cancro se non vengono intercettati in tempo.
Poi c’è l’esposizione agli antibiotici in età infantile, che potrebbe alterare il microbioma intestinale in modo permanente. E naturalmente fumo e alcol, nemici storici della nostra salute. E qui viene il dato ancora più preoccupante: tra i giovani non c’è una riduzione del consumo di tabacco e alcol, anzi. Il binge drinking nel weekend, le serate in cui si esagera, il fumo che “tanto prima o poi smettiamo” stanno costruendo una bomba a orologeria dentro il nostro corpo.
“Su questa fascia di età c’è ancora molto da lavorare in termini di prevenzione”, avverte Cremolini. E per prevenzione si intende soprattutto stile di vita: no alcol, no fumo, no cibi ultraprocessati, no sedentarietà. Sì alla dieta mediterranea e all’attività fisica regolare. Semplice, no? Eppure quanti di noi lo fanno davvero?
I dati italiani fanno impressione. Nel 2024 sono state stimate circa 48.706 nuove diagnosi di tumore del colon-retto in Italia (27.473 uomini e 21.233 donne). Nel 2022 i decessi sono stati 24.200. Parliamo di migliaia di persone che ogni anno scoprono di avere questa malattia. E la cosa peggiore? Nei pazienti più giovani, il tumore sembra avere caratteristiche più aggressive. “Nonostante le cure, i risultati dei trattamenti sono meno brillanti e i giovani muoiono prima”, spiega l’oncologa. I motivi non li conosciamo con certezza, ma può esserci un legame con fattori molecolari e biologici.
Il problema principale con i giovani è che sottovalutano i sintomi. Mal di pancia? Passerà. Alternanza tra diarrea e stitichezza? Sarà qualcosa che ho mangiato. Stanchezza prolungata e intensa? Sto lavorando troppo. Dimagrimento inspiegabile? Bene, volevo perdere qualche chilo. Sangue nelle feci? Sarà solo un’emorroide. Questi sintomi, che in una persona over 60 farebbero scattare l’allarme immediato, vengono ignorati dai giovani perché “a 35 anni non si può avere un cancro al colon”. E invece sì, si può. Il risultato? Arrivano più tardi alla diagnosi, quando la malattia è già in fase avanzata.
James Van Der Beek aveva capito la gravità della sua situazione. L’oncologa Cremolini, che da bambina era sua fan, l’aveva visto a una reunion del cast di Dawson’s Creek e aveva intuito che la situazione era grave. L’attore aveva provato di tutto, si era sottoposto a cure costose, ma il tumore era troppo aggressivo. E qui emerge un altro problema: il costo delle cure. Van Der Beek, per sostenere le spese mediche, aveva dovuto mettere all’asta oggetti legati alla sua carriera, raccogliendo più di 47.000 dollari. Ma non è bastato.
“I farmaci oncologici sono molto costosi”, spiega Cremolini. “Oltre alla chemioterapia ci sono i farmaci anti-vomito, il personale che somministra la terapia, la struttura e così via. Parliamo di centinaia di migliaia di euro”. Negli Stati Uniti, dove Van Der Beek viveva, questo ha significato vendere ricordi preziosi, lanciare raccolte fondi, chiedere aiuto. In Italia, fortunatamente, abbiamo il Servizio Sanitario Nazionale. “Se non ci fosse il nostro SSN, soltanto i ricchi potrebbero accedere a queste terapie, mentre la stragrande maggioranza delle persone non potrebbe curarsi. Da noi il paziente non paga”, sottolinea l’oncologa. Un patrimonio da difendere con le unghie e con i denti.
Ma come si fa prevenzione concretamente? Primo: adottare uno stile di vita sano. Eliminare o ridurre drasticamente cibi ultraprocessati, alcol e fumo. Fare attività fisica regolare, almeno 150 minuti a settimana. Seguire la dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce. Secondo: ascoltare il proprio corpo. Se hai sintomi strani che durano settimane, non ignorarli. Vai dal medico, insisti per fare accertamenti. Terzo: se hai familiarità per tumori al colon, parla con il tuo medico per programmare screening preventivi anche prima dei 50 anni.
Gli screening, quando fatti al momento giusto, possono salvare la vita. Permettono di individuare i polipi prima che diventino cancerosi e di rimuoverli. La colonscopia non è piacevole, certo, ma è infinitamente meglio che scoprire un tumore in fase avanzata. In Italia, lo screening per il cancro del colon-retto è offerto gratuitamente dal SSN alle persone tra i 50 e i 69 anni. Ma se hai sintomi o familiarità, non aspettare di compiere 50 anni.
La storia di James Van Der Beek ci ricorda che il cancro non guarda l’età. Che essere giovani, famosi e ricchi non ti protegge. Che i sintomi vanno presi sul serio. E che la prevenzione è l’arma più potente che abbiamo. Non aspettare di sentirti male. Non pensare che a te non possa succedere. Perché i numeri dicono che sta succedendo, sempre di più, sempre a persone più giovani.
E tu fai prevenzione? Hai uno stile di vita sano? Ascolti i segnali del tuo corpo o li ignori perché pensi di essere troppo giovane per ammalarti? Lascia un commento e raccontaci se questa storia ti ha fatto riflettere!


