Servillo conquista la Coppa Volpi, Porcaroli e Covi dominano Orizzonti mentre Gaza diventa protagonista della serata più politica di sempre al Lido. L’82esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si chiude con una sorpresa che nessuno si aspettava: Jim Jarmusch conquista il Leone d’oro con “Father Mother Sister Brother”, ma a brillare davvero è il cinema italiano che porta a casa ben quattro riconoscimenti in una serata che passerà alla storia non solo per i premi, ma soprattutto per il suo carico politico senza precedenti. La cerimonia di chiusura presentata da Emanuela Fanelli si è trasformata in un atto di denuncia collettiva sulla situazione di Gaza e del Medio Oriente, con interventi che hanno reso la notte veneziana molto più di una semplice premiazione cinematografica.
Il trionfo del cinema nostrano emerge chiaramente dai numeri: Toni Servillo si aggiudica la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile grazie a “La Grazia” di Paolo Sorrentino, Gianfranco Rosi ottiene il Premio Speciale della Giuria per “Sotto le nuvole”, mentre nella sezione Orizzonti Benedetta Porcaroli e Giacomo Covi vincono rispettivamente per “Il rapimento di Arabella” di Carolina Cavalli e “Un anno di scuola” di Laura Samani. Un bottino da record che conferma la vitalità della produzione italiana e la capacità dei nostri artisti di competere ai massimi livelli internazionali.
Ma forse ancora più significativo del palmares è stato il clima politico che ha caratterizzato l’intera serata. Dalle parole di Benedetta Porcaroli che ha dedicato il premio “agli amici della Flotilla” ai messaggi pro-Palestina che hanno attraversato tutti i discorsi di ringraziamento, fino all’intervento finale del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, che ha chiesto la fine immediata della guerra. Una presa di posizione collettiva che ha trasformato la Mostra in una tribuna internazionale per la pace, dimostrando come il cinema possa ancora essere un potente strumento di denuncia sociale.
Il trionfo inaspettato di Jarmusch
La vittoria di Jim Jarmusch ha colto tutti di sorpresa, a partire dallo stesso regista americano che ha accolto il Leone d’oro con un colorito “Oh shit!” che ha strappato risate in sala. “Father Mother Sister Brother”, film corale con Cate Blanchett, Adam Driver, Tom Waits e Charlotte Rampling, rappresenta per Jarmusch un ritorno alle origini dopo anni di sperimentazione. La pellicola, costruita su tre storie che esplorano i rapporti familiari, conferma la maestria narrativa del cineasta newyorkese nella capacità di intrecciare destini apparentemente lontani attraverso una regia misurata e una fotografia di rara eleganza.
“Venezia celebra la diversità nel cinema”, ha dichiarato Jarmusch ritirando il premio, aggiungendo con il suo tipico humour che “questa città è il luogo di nascita di Vivaldi, di Casanova, ma anche di Terence Hill!”. Una dichiarazione programmatica che riassume perfettamente lo spirito di una Mostra sempre più attenta alla varietà delle voci cinematografiche internazionali.
La scelta della giuria presieduta da Isabelle Huppert premia un cinema d’autore che non rinuncia alla sperimentazione ma mantiene una forte componente emotiva. Il film di Jarmusch si inserisce nella tradizione veneziana di premiare opere che sanno coniugare ricerca formale e accessibilità narrativa, confermando il gusto curatoriale di Alberto Barbera nella selezione di titoli capaci di parlare sia alla critica che al pubblico.
Gaza protagonista indiscussa
Il Leone d’Argento a “The Voice of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania era nell’aria da giorni ed è arrivato tra gli applausi più lunghi della serata. Il film, che racconta la storia vera della bambina di cinque anni morta a Gaza dopo aver parlato per ore al telefono con gli operatori della Mezzaluna Rossa, rappresenta un cinema di denuncia che non ha paura di affrontare le tragedie contemporanee con la forza dirompente del linguaggio audiovisivo.
“La voce di Hind continuerà a risuonare finché giustizia non sarà fatta”, ha dichiarato la regista tunisina dedicando il premio “alla Mezzaluna Rossa palestinese e a coloro che rischiano per salvare vite a Gaza”. Un discorso politico che ha ricevuto una standing ovation dal pubblico del Palazzo del Cinema, confermando come la questione palestinese sia diventata centrale nel dibattito culturale internazionale.
L’Italia che brilla: da Servillo a Porcaroli
La Coppa Volpi a Toni Servillo per “La Grazia” rappresenta il giusto riconoscimento a uno degli attori più talentuosi del panorama europeo. La performance dell’attore napoletano nel film di Paolo Sorrentino che ha aperto la Mostra dimostra ancora una volta la sua capacità di incarnare personaggi complessi con una naturalezza disarmante. “Consentitemi di esprimere ammirazione per coloro che hanno deciso di mettersi in mare con coraggio per raggiungere la Palestina”, ha detto Servillo nel suo discorso, confermando l**’impegno civile** che da sempre caratterizza la sua carriera.
Benedetta Porcaroli continua la sua ascesa nel cinema italiano aggiudicandosi il premio Orizzonti per “Il rapimento di Arabella”. L’attrice romana, già protagonista di “Perfetti sconosciuti” e della serie “Baby”, dimostra una maturità interpretativa in costante crescita, capace di affrontare ruoli sempre più complessi con una naturalezza che ricorda le grandi attrici del cinema d’autore italiano.
Giacomo Covi, premiato per “Un anno di scuola” di Laura Samani, rappresenta invece la nuova generazione di attori italiani capaci di portare freschezza e autenticità al nostro cinema. Il film, produzione italo-francese, conferma la vitalità del cinema di confine e la capacità dei nostri registi di raccontare storie universali attraverso sguardi locali.
Gianfranco Rosi e il documentario che resiste
Il Premio Speciale della Giuria a Gianfranco Rosi per “Sotto le nuvole” conferma l’eccellenza del documentario italiano nel panorama internazionale. Rosi, che ha trascorso tre anni ai Campi Flegrei per realizzare il film, rappresenta una scuola documentaristica di altissimo livello che sa coniugare rigore metodologico e intensità poetica.
“Sono in mezzo al cinema, io considero il documentario cinema”, ha dichiarato il regista romano ritirando il premio. Una rivendicazione importante in un momento in cui il confine tra fiction e non-fiction si fa sempre più labile e il documentario d’autore conquista spazi sempre maggiori nelle sale cinematografiche e nei festival internazionali.
I premi internazionali che contano
La vittoria di Benny Safdie come miglior regista per “The Smashing Machine” conferma l’ascesa di uno dei fratelli più talentuosi del cinema americano contemporaneo. Il biopic sul campione di arti marziali miste Mark Kerr dimostra come Safdie sappia maneggiare tanto il cinema indipendente quanto le produzioni più strutturate, mantenendo sempre uno sguardo autoriale distintivo.
La Coppa Volpi femminile a Xin Zhilei per “Ri Gua Zhong Tian” porta i riflettori sul cinema cinese contemporaneo, sempre più presente nei festival internazionali con opere di grande qualità artistica. Una scelta coraggiosa della giuria che premia un’interprete capace di rappresentare la complessità della società cinese moderna attraverso una recitazione di rara intensità.
Il Leone del Futuro a “Short Summer” di Nastia Korkia aggiunge un ulteriore tassello al mosaico di una Mostra sempre più attenta alle voci emergenti del cinema mondiale. La regista, che ha ricordato il dramma della guerra in Ucraina, rappresenta quella nuova generazione di cineasti che sa trasformare il dolore personale e collettivo in linguaggio cinematografico universale.
La chiusura con l’omaggio a Giorgio Armani, scomparso pochi giorni prima, ha aggiunto una nota di commozione a una serata già carica di emozioni. “Armani orgoglio italiano nel mondo”, ha detto Emanuela Fanelli, ricordando un uomo che “ha capito subito l’importanza del connubio moda-cinema”.
Cosa pensi di questa edizione così politicizzata di Venezia? Credi che il cinema debba sempre prendere posizione su temi sociali o preferisci quando rimane più neutrale? Raccontaci la tua opinione nei commenti.


