È morta Moya Brennan, storica voce dei Clannad, e per chi ha anche solo incrociato una volta la musica celtica questa non è una notizia piccola. Aveva 73 anni e, secondo quanto riferito dalla famiglia, se n’è andata serenamente nella sua Donegal, circondata dalle persone a cui voleva bene. Negli ultimi anni conviveva con una fibrosi polmonare, una condizione di cui aveva parlato pubblicamente.
Il suo nome magari in Italia non è popolare come quello di altre star, ma la sua voce sì, quella probabilmente l’hanno sentita in tanti anche senza collegarla subito a lei. Moya Brennan è stata una delle figure che hanno portato la musica irlandese fuori dai confini del folk tradizionale, senza però snaturarla. È anche per questo che nel tempo è stata definita la “first lady of Celtic music”. Non era solo un’etichetta elegante. Era il modo più semplice per spiegare che, in quel mondo lì, il suo peso era enorme.
I Clannad erano nati nel 1970 come un progetto di famiglia, con Moya insieme ai fratelli e agli zii materni. Venivano da una realtà profondamente legata alla lingua e alla cultura irlandese, e una delle cose più importanti del gruppo è stata proprio questa: cantare in gaelico quando molti lo consideravano un limite, non un punto di forza. Invece quel suono così particolare, così sospeso, è diventato la loro firma. E alla lunga ha aperto una strada anche ad altri.
Il momento che li ha portati a un pubblico molto più ampio è arrivato con Theme from Harry’s Game, uscito nei primi anni Ottanta. Quel brano li ha fatti entrare nelle classifiche britanniche e li ha resi il primo gruppo a esibirsi in irlandese a Top of the Pops. Poi sono arrivate altre colonne sonore, la serie Robin of Sherwood, i premi e una reputazione costruita poco alla volta, senza bisogno di inseguire mode.
C’è anche un altro aspetto che rende la sua storia interessante. Moya Brennan non è stata solo la cantante dei Clannad. Ha avuto una lunga carriera solista, iniziata nei primi anni Novanta, e ha collaborato con artisti molto diversi tra loro. In più, dalla sua famiglia è uscita anche Enya, che aveva fatto parte del gruppo prima di intraprendere il suo percorso personale. A pensarci bene, poche famiglie hanno inciso così tanto sulla musica irlandese contemporanea.
Negli anni Moya aveva parlato anche delle parti più difficili della sua vita, senza nasconderle troppo. Lo aveva fatto con una franchezza che oggi non è così scontata, specie per un’artista della sua generazione. Forse è anche per questo che il ricordo che lascia non è solo quello di una grande interprete, ma di una persona che non ha provato a sembrare impeccabile per forza.
La verità è che certe voci non hanno bisogno di volume per restare impresse. La sua era una di quelle. Ti arrivava addosso piano, ma ci restava. E in un periodo in cui molta musica sembra fatta per durare una settimana, riascoltare Moya Brennan fa quasi effetto. Tu l’avevi mai ascoltata davvero, oppure è una di quelle artiste che hai scoperto solo leggendo la notizia della sua morte?
Se ti va, raccontami nei commenti quale brano dei Clannad o di Moya Brennan ti è rimasto più vicino.

