Su Apple TV+ e Tim Vision è disponibile Muzzle: City of Wolves, un film d’azione del 2025 con Aaron Eckhart. È il seguito di Muzzle uscito nel 2023, ma nessuno te lo dice in modo chiaro. Il film inizia e tu vieni buttato dentro questa storia senza sapere niente di quello che è successo prima. Non conosci i personaggi, non sai cosa hanno fatto nel primo film, devi indovinare tutto da solo. È confusissimo fin dall’inizio. Il regista John Stalberg Jr. avrebbe dovuto scrivere chiaramente nel titolo che questo è il secondo capitolo.
La storia segue Jake, l’ex poliziotto della squadra cinofila interpretato da Aaron Eckhart. Ha traumi del passato, una famiglia e i suoi cani. Diventa il bersaglio di un boss della droga misterioso e di un poliziotto corrotto. Ma dopo aver guardato tutto il film arrivi alla fine e ti chiedi solo perché. Perché lo inseguivano? Perché erano coinvolte tutte quelle persone? Questo film non ha il minimo senso logico. Le scene non sono collegate tra loro in modo coerente. Non viene spiegato quasi niente sul passato dei personaggi. Ci sono solo clip velocissime di cinque secondi che dovrebbero farti capire le loro motivazioni. Ovviamente non basta per niente.
Il primo film funzionava, questo è una schifezza totale
Chi ha visto il primo Muzzle del 2023 dice che era un film discreto perché aveva una storia vera da raccontare. Questo sequel invece non ha proprio una trama. Anche dopo averlo guardato dall’inizio alla fine non capisci cosa è successo veramente e perché. È davvero pessimo sotto ogni aspetto. Non si riesce a capire come sia possibile prendere una storia decente e trasformarla in questo disastro.
Il film è pieno zeppo di flashback dove Jake parla con uno psicoterapeuta. Queste scene sono completamente inutili e noiose da morire. Non aggiungono niente alla storia principale. Ti fanno solo perdere tempo prezioso. Il finale poi è semplicissimo e ti lascia deluso. Non c’è quasi azione, non ci sono colpi di scena, non succede niente di emozionante o sorprendente.
Fin dal primo minuto capisci che qualcosa va terribilmente male. Gli attori recitano in modo pessimo. Sembrano leggere le battute da un foglio appeso dietro la cinepresa invece di interpretare personaggi veri. Non mostrano nessuna emozione autentica. Non c’è chimica tra di loro sullo schermo. Non c’è un singolo momento che sembra credibile o spontaneo.
La fotografia è disastrosa. La telecamera si muove in modo strano e casuale senza nessun motivo artistico. Le luci sono posizionate malissimo creando ombre confuse. Tutto trema e vibra continuamente senza ragione. Sembra essere stato girato con un telefono vecchio invece che con attrezzature professionali da cinema.
Scene d’azione imbarazzanti
Le scene d’azione sono imbarazzanti da guardare. Se ti aspetti combattimenti emozionanti o inseguimenti pieni di adrenalina questo è proprio l’ultimo film che dovresti scegliere. I movimenti durante i combattimenti sono lenti, impacciati e poco credibili. Il montaggio è fatto in modo pessimo con troppi tagli che ti confondono invece di aiutarti a seguire l’azione. Gli effetti speciali sembrano fatti con un budget bassissimo. Le scene d’azione diventano quasi impossibili da guardare perché sono realizzate così male.
La regia praticamente non esiste. Non c’è nessuna visione artistica dietro questo film. Non c’è una struttura narrativa che tiene insieme le varie scene in modo coerente. Il ritmo è completamente sbagliato dall’inizio alla fine. Ogni scena sembra totalmente scollegata da quella prima e da quella dopo. È come se avessero preso pezzi di film diversi e li avessero messi insieme a caso sperando che in qualche modo funzionasse. Non funziona per niente.
Anche la sceneggiatura è scritta malissimo. I dialoghi sono piatti, noiosi e si ripetono continuamente senza dire niente di nuovo. La storia non ha profondità emotiva, non ti fa riflettere su nessun tema interessante. Sembra scritta in fretta e furia da qualcuno a cui non importava veramente del risultato finale.
L’infermiera più stupida del cinema
C’è una scena in ospedale dove Jake incontra un’infermiera. Lui le dice che l’acqua potrebbe contenere veleno e le chiede di analizzarla in laboratorio. È un avvertimento chiaro e preciso. Eppure lei cosa fa? Beve l’acqua lo stesso senza nemmeno pensarci due volte. Quando abbiamo visto questa scena volevamo spegnere la televisione immediatamente.
Non ha nessun senso logico. Se qualcuno ti dice che l’acqua potrebbe essere avvelenata e ti chiede di farla analizzare, come fai a berla comunque? Nessuna persona normale lo farebbe. Tantomeno un’infermiera che dovrebbe avere un minimo di formazione medica e scientifica. È un comportamento assurdo che nessuno con un po’ di buon senso avrebbe. Ma lei lo fa lo stesso perché la sceneggiatura è scritta malissimo e i personaggi fanno cose stupide solo per far andare avanti la trama in qualche modo.
Un film che vuole sembrare duro ma è solo vuoto
Muzzle: City of Wolves cerca disperatamente di essere un film intenso, crudo e pieno di violenza realistica. Ma il risultato finale è solo tanto rumore senza nessuna sostanza vera dietro. Vuole sembrare duro e carico di tensione ma si limita a mostrare violenza superficiale senza costruire niente di significativo. Le scene d’azione tecnicamente ci sono ma non vogliono dire niente. Arrivano sullo schermo e poi passano via senza creare vero coinvolgimento emotivo nello spettatore. Il film non riesce mai a farti sentire che i personaggi sono davvero in pericolo serio.
Lo stile visivo è tutto scuro, cupo e grigio per adattarsi al tono della storia. Ma dopo un po’ diventa monotono e sempre identico. Dopo venti minuti ti stanchi di vedere sempre le stesse tonalità scure. Il problema più grande in assoluto è la scrittura. La trama è sottile come un foglio di carta e prevedibilissima dall’inizio. Non c’è sviluppo vero dei personaggi principali o secondari. Non c’è profondità nei temi trattati. I personaggi esistono solo per far andare avanti la trama in qualche modo meccanico. Non riesci a preoccuparti veramente di cosa succede a loro perché non sembrano persone reali ma solo figure vuote che si muovono sullo schermo.
Aaron Eckhart merita progetti molto migliori
Bisogna essere onesti. Aaron Eckhart di solito è un attore che piace al pubblico. Ha fatto tanti film d’azione discreti negli anni passati. Non sono capolavori cinematografici ma sai cosa aspettarti e di solito ti diverti guardandoli. Questo film però è un’altra cosa completamente diversa. Eckhart sta seguendo la strada di Jason Statham facendo principalmente film d’azione ma con molto meno successo commerciale e critico.
Ci piace come attore ma questa storia specifica è stata raccontata molto meglio in decine di altri film simili. È troppo violenta senza un vero motivo narrativo, assurda nei dettagli della trama e semplicemente inutile come esperienza cinematografica. Non vale la pena perdere due ore a guardarla quando potresti fare qualsiasi altra cosa più produttiva.
Non c’è nessuna suspense vera che ti tiene con il fiato sospeso. Il cattivo è ridicolo e poco credibile. Ci sono buchi enormi nella trama ovunque tu guardi. Per esempio c’è quella scena nell’ospedale dove non si vede nemmeno un altro membro dello staff medico oltre ai protagonisti e all’infermiera stupida. Come è possibile che un ospedale sia completamente vuoto? Domande logiche come questa non trovano mai nessuna risposta nel film.
Uno spettatore ha raccontato online di aver provato a dare una possibilità al film perché dalla sinossi sembrava interessante e perché gli piace Eckhart come attore. Ha resistito solo trenta minuti poi ha iniziato a saltare velocemente fino alla fine per vedere come andava a finire. Ha scritto che è il film più noioso e prevedibile che abbia mai visto in vita sua. Si è addirittura preso la briga di creare un account su un sito di recensioni solo per lasciare una stella e scrivere un commento negativo. Questo dice veramente tutto quello che c’è da sapere.
Muzzle: City of Wolves tecnicamente non è del tutto impossibile da guardare fino ai titoli di coda. Ma è completamente dimenticabile. Vuole essere un thriller urbano duro, sporco e crudo ma non ha la sostanza narrativa e la profondità per giustificare tutta questa intensità vuota. È un film che abbaia forte e ringhia tanto ma non morde mai davvero. Speriamo sinceramente che il prossimo progetto di Aaron Eckhart sia molto migliore di questo disastro perché qui non c’è proprio niente di soddisfacente o memorabile.
E tu, hai visto Muzzle: City of Wolves su Apple TV+ o Tim Vision? Avevi visto il primo film uscito nel 2023? Secondo te Aaron Eckhart sta rovinando la sua carriera scegliendo progetti così brutti? Scrivilo nei commenti e facci sapere cosa ne pensi!
La Recensione
Muzzle: City of Wolves
Muzzle: City of Wolves è un sequel profondamente deludente. La trama è confusa e priva di una logica coerente, mentre i personaggi risultano vuoti, senza vere motivazioni che ne giustifichino le azioni. Le interpretazioni sono deboli: gli attori recitano in modo rigido, senza trasmettere emozioni credibili. Le scene d’azione sfiorano il grottesco, con movimenti goffi ed effetti visivi poveri. Il montaggio peggiora ulteriormente la situazione, assemblando sequenze scollegate tra loro e rendendo la visione caotica. I flashback con lo psicoterapeuta non aggiungono nulla alla narrazione e finiscono per essere inutili e noiosi. Alcune scelte di sceneggiatura sono francamente incomprensibili, come l’infermiera che beve dell’acqua subito dopo che le viene chiesto di analizzarla perché potenzialmente avvelenata. Il finale non riscatta nulla e lascia solo un senso di frustrazione. Aaron Eckhart, infine, meriterebbe senza dubbio progetti di tutt’altro livello.
PRO
- Aaron Eckhart ci prova, anche se il materiale è veramente pessimo.
CONTRO
- Non spiega di essere un sequel
- La trama praticamente non esiste, non capisci perché succede qualcosa.
- Recitazione imbarazzante, attori piatti senza emozioni vere sullo schermo.
- Scene d'azione pessime, movimenti goffi con effetti speciali da pochi soldi.


