Attenzione spoiler!
Ci sono episodi di serie TV che sai già ti lasceranno a pezzi. IT: Welcome to Derry episodio 7, “The Black Spot”, è uno di quelli. E no, non è Pennywise il vero mostro questa volta. È molto, molto peggio.
La morte che nessuno voleva vedere
Partiamo dalla fine, o quasi. Rich Santos (Arian S. Cartaya), il ragazzo che tutti pensavamo sarebbe diventato il padre di Richie Tozier nei film, muore nell’incendio del Black Spot. E non muore semplicemente: si sacrifica per salvare Marge (Matilda Lawler), chiudendola in un frigorifero ribaltato mentre lui brucia e soffoca fuori.
Le sue ultime parole a Marge sono devastanti. “Ti ho vista fissarmi e mi hai detto ‘Fatti una foto, durerà più a lungo'”. Poi aggiunge quello che avrebbe voluto dirle quel giorno: “Vorrei poterlo fare“. Scusa se non scrivo altro per qualche riga, devo riprendermi.
Questa morte ha scioccato i fan perché tutti erano convinti che Rich fosse destinato a sopravvivere. Invece la serie ha deciso di ricordarci che nessuno è al sicuro, nemmeno a un episodio dal finale di stagione.
Bob Gray e il vero Pennywise
L’episodio si apre con un flashback al 1908, dove vediamo Bob Gray, il vero pagliaccio che ha ispirato la forma che IT ha deciso di rubare. Sì, hai capito bene: Pennywise non è un nome inventato. Bob Gray era un vero artista circense, e IT lo ha mangiato per rubargli l’identità.
Questa rivelazione arriva nel momento più crudele possibile. Ingrid Kersh (Madeleine Stowe), che per tutta la stagione ha creduto che Pennywise fosse suo padre, finalmente capisce la verità fuori dal Black Spot mentre brucia. “Tu non sei mio padre. Cosa hai fatto con lui?”. La risposta di Pennywise? “Oh. L’ho mangiato“. Poi ride con quel suono stridente che sembra il fischio di un tubo arrugginito.
IT la congela nei Deadlights, quella luce ipnotica che è la sua vera forma aliena. Non la mangia. La lascia lì, tecnicamente viva ma completamente svuotata. Quando i soccorritori la caricano sull’ambulanza, i suoi occhi si muovono in modo inquietante. Non è morta. Non del tutto.
Il Black Spot: un massacro annunciato
Nel romanzo di Stephen King, l’incendio del Black Spot è descritto in poche frasi. Nella serie, diventa una scena di quasi 15 minuti che ti spezza il cuore e ti fa incazzare in parti uguali.
Il Black Spot è l’unico locale di Derry gestito da neri, frequentato principalmente da soldati afroamericani. Quando un gruppo di cittadini bianchi mascherati arriva cercando Hank Grogan, usano la sua ricerca come scusa per fare quello che volevano fare da sempre: bruciare vivo chiunque si trovasse dentro.
La regia di Andy Muschietti in questa sequenza è tecnicamente perfetta ma emotivamente devastante. L’apertura è un long-take claustrofobico che ti fa sentire intrappolato insieme ai personaggi. Non ci sono finestre da cui scappare come nel libro. Non solo il locale brucia, ma i razzisti fuori sparano a chiunque cerchi di uscire.
Dick Hallorann (Chris Chalk), quello stesso personaggio che apparirà in Shining, usa i suoi poteri per cercare di salvare quante più persone possibile. Ma non può salvarli tutti. Will e Ronnie riescono a scappare, ma solo perché Rich ha sacrificato se stesso.
Il governo ha liberato IT (e ha un piano peggiore)
Mentre il Black Spot brucia, nell’ultima parte dell’episodio scopriamo la verità più inquietante di tutte. Il Generale Shaw (James Remar) non ha mai voluto usare Pennywise come arma contro i sovietici. Quello era solo quello che aveva detto a tutti.
Il suo piano vero? Liberare IT e trasformare tutta l’America in Derry. Una nazione dove tutti stanno al loro posto, tengono la testa bassa, fanno quello che gli viene detto. Un regime fascista basato sulla paura.
“Vedi cosa sta succedendo là fuori, Leroy?” dice Shaw al suo sottoposto che gli punta una pistola. “Gli americani sono gli uni contro gli altri, e sta solo peggiorando. Questo paese si sta lentamente frantumando in mille pezzi irregolari e mal assemblati”. La sua soluzione? Sacrificare qualche bambino a un’abominazione aliena per mantenere l’ordine sociale.
Il colpo di scena finale dell’episodio mostra che i militari, sperimentando con i frammenti del pilastro che tiene IT imprigionato, lo hanno risvegliato prematuramente. Pennywise ora dimora nelle fogne di Derry, e il ciclo che doveva durare 27 anni è stato interrotto.
Il vero orrore non è Pennywise
La cosa più disturbante di questo episodio non è il pagliaccio mangia-bambini. È come Derry reagisce al massacro. I notiziari descrivono l’incendio come colpa delle vittime stesse. I razzisti che hanno appiccato il fuoco vengono definiti “cittadini preoccupati” che sono arrivati per aiutare i sopravvissuti.
Nessuno viene punito. La vita continua come se niente fosse. A un certo punto, Charlotte (Taylour Paige) fa notare che il bigottismo di Derry è più mostruoso del pagliaccio che mangia carne, perché questi crimini d’odio non seguono cicli di 27 anni. Succedono tutto il tempo.
E questa è la genialità di Welcome to Derry. Ti fa capire che Pennywise prospera a Derry non nonostante la sua crudeltà, ma proprio a causa di essa. La città nutre il mostro con la sua indifferenza, il suo razzismo sistemico, la sua volontà di guardare dall’altra parte quando le vittime sono quelle “giuste”.
Un episodio necessario e devastante
“The Black Spot” è un episodio difficile da guardare. Ti fa arrabbiare, ti spezza il cuore, ti lascia con un senso di disgusto che non riguarda l’horror soprannaturale ma quello troppo reale della violenza razzista.
Andy Muschietti e gli sceneggiatori hanno preso quelle poche righe del romanzo di King e le hanno trasformate in una riflessione sulla violenza sistemica, sul modo in cui la società protegge i colpevoli e dimentica le vittime. Il finale di stagione, che arriva la prossima settimana, dovrà fare i conti con le conseguenze di tutto questo.
E tu, hai visto l’episodio 7? Cosa ne pensi della morte di Rich e della rivelazione sul piano del governo? Dicci la tua nei commenti, ma preparati: il finale di stagione promette di essere ancora più devastante.


