Netflix ha appena inserito tra le sue novità italiane L’uomo dell’anno, la commedia politica del 2006 con Robin Williams, ma c’è un dettaglio che sta facendo storcere il naso: il film è disponibile con diversi doppiaggi, mentre quello italiano manca. I sottotitoli nella nostra lingua ci sono, certo, ma per un titolo che ha avuto una normale distribuzione italiana e possiede da anni un doppiaggio ufficiale, la scelta appare difficile da capire.
La scheda italiana di Netflix indica infatti come lingue audio tedesco, inglese originale, spagnolo e francese. Nei sottotitoli, invece, compare anche l’italiano.
Il paradosso è evidente.
L’uomo dell’anno non è un film mai arrivato nel nostro Paese o rimasto confinato al mercato americano. È uscito anche in Italia e Robin Williams venne doppiato, come spesso accadeva nella sua carriera, da Carlo Valli. Il DVD italiano distribuito all’epoca conteneva regolarmente l’audio in italiano e inglese.
Quindi il doppiaggio esiste.
E continua anche a essere utilizzato altrove.
La stessa pellicola è disponibile su Mediaset Infinity con audio italiano e inglese, mentre Apple TV segnala anch’essa la presenza della traccia italiana.
Per questo la domanda viene spontanea: perché Netflix propone il film agli abbonati italiani senza includere proprio la versione italiana già esistente?
La risposta non è necessariamente che Netflix abbia deciso di penalizzare il nostro Paese.
La disponibilità delle tracce audio sulle piattaforme dipende spesso dai diritti acquistati per quel preciso accordo di distribuzione. Un servizio può ottenere i diritti per trasmettere un film in Italia senza ricevere automaticamente tutte le versioni doppiate realizzate negli anni. Il doppiaggio può appartenere a un distributore diverso, essere legato a vecchi contratti oppure richiedere un’ulteriore licenza.
Questo potrebbe spiegare tecnicamente la situazione.
Dal punto di vista dello spettatore, però, cambia poco.
Netflix sta inserendo il film nel catalogo italiano e lo presenta tra le nuove aggiunte. Chi apre la scheda aspettandosi di vedere Robin Williams nella versione conosciuta dal pubblico italiano scopre invece che può scegliere tra inglese, tedesco, francese e spagnolo, ma non italiano.
I sottotitoli italiani risolvono il problema solo in parte.
Per chi guarda abitualmente film in lingua originale non cambia quasi nulla. Per una grande parte del pubblico generalista, invece, il doppiaggio continua ad avere un peso importante. E con Robin Williams la questione si sente ancora di più, perché in Italia la sua voce cinematografica è stata per decenni associata a Carlo Valli.
Non si tratta neppure di un film particolarmente oscuro.
L’uomo dell’anno, diretto da Barry Levinson, racconta la storia di Tom Dobbs, comico e conduttore televisivo che decide quasi per gioco di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti. Contro ogni previsione vince le elezioni, ma dietro il risultato si nasconde un problema nel sistema elettronico di voto. Nel cast ci sono anche Christopher Walken, Laura Linney, Jeff Goldblum, Lewis Black, Tina Fey e Amy Poehler.
La premessa, tra l’altro, è ancora piuttosto attuale.
Il film mescola satira politica e thriller, partendo dall’idea di una celebrità televisiva capace di trasformare la popolarità in consenso politico. Nel 2006 poteva sembrare una provocazione molto più estrema di quanto appaia oggi.
Netflix ha quindi riportato in evidenza un titolo che può ancora incuriosire parecchio, soprattutto grazie a Robin Williams.
Peccato che per il pubblico italiano l’esperienza sia incompleta.
La situazione fa pensare a una questione più ampia: quanto pesa realmente l’Italia nelle decisioni sui cataloghi internazionali?
Non possiamo concludere automaticamente che il nostro mercato “conti meno” solo perché manca una traccia audio. Sarebbe una semplificazione. Le piattaforme lavorano con contratti differenti per ogni territorio e spesso i problemi riguardano diritti, materiali disponibili e accordi con i distributori.
Allo stesso tempo, però, è difficile non notare l’effetto finale.
Un abbonato italiano paga il servizio esattamente per accedere al catalogo disponibile nel proprio Paese. Se Netflix inserisce un film che ha già un doppiaggio italiano perfettamente esistente, mentre rende disponibili doppiaggi per altri grandi mercati europei, è comprensibile chiedersi perché quella traccia non sia stata inclusa.
Soprattutto perché non parliamo di un contenuto appena uscito, per il quale il doppiaggio deve ancora essere prodotto.
L’audio italiano esiste da quasi vent’anni.
Al momento non risulta una spiegazione ufficiale di Netflix sull’assenza della traccia né sappiamo se verrà aggiunta successivamente. Può capitare che le lingue disponibili vengano aggiornate dopo l’ingresso di un titolo nel catalogo, quindi la situazione potrebbe ancora cambiare.
Per ora, però, chi vuole vedere L’uomo dell’anno su Netflix Italia ha due possibilità: lingua originale o uno degli altri doppiaggi disponibili, utilizzando eventualmente i sottotitoli italiani.
E considerando che altrove il film è disponibile normalmente doppiato nella nostra lingua, la scelta lascia inevitabilmente qualche domanda.
Tu guarderesti comunque L’uomo dell’anno con i sottotitoli oppure pensi che Netflix Italia dovrebbe garantire l’audio italiano almeno per i film che possiedono già un doppiaggio ufficiale? Scrivilo nei commenti.


