Netflix ha deciso che un normale cartellone pubblicitario non bastava più. Per promuovere The Last House, il nuovo horror fantascientifico con Greta Lee e Wagner Moura, ha costruito una vera stanza dentro un billboard alto circa nove metri su Sunset Boulevard e ci ha fatto vivere dentro un uomo per tre giorni.
Se state pensando “questa volta il marketing ha perso completamente la testa”, siete probabilmente vicini alla definizione giusta.
Il performer è rimasto nel cartellone dal 6 all’8 agosto, all’incrocio tra Sunset Boulevard e Selma Avenue, in piena Hollywood. Aveva una stanza arredata, libri, carte, qualcosa da mangiare e soprattutto una lavagna bianca con cui comunicare con le persone che passavano sotto.
In pratica Netflix ha trasformato la pubblicità in una versione molto costosa di: “vediamo quanto resiste questo tizio prima di chiedere di scendere”.
Perché proprio un uomo rinchiuso dentro un cartellone?
La trovata non è casuale.
The Last House racconta infatti una famiglia che si ritrova improvvisamente sigillata dentro la propria abitazione senza riuscire più a uscire, mentre all’esterno sta succedendo qualcosa di incomprensibile. Le comunicazioni saltano, le risorse iniziano a diminuire e quella che sembrava una casa sicura si trasforma progressivamente in una trappola.
Netflix ha quindi pensato di replicare fisicamente l’idea del film.
Sul cartellone compariva anche la domanda “How long can you survive?”, cioè “Quanto riusciresti a sopravvivere?”. Il performer, visibile attraverso le finestre della finta casa, trascorreva le ore leggendo, giocando a carte, osservando la strada con un binocolo e rispondendo ai curiosi tramite la lavagna.
Certo, nel film la famiglia è terrorizzata.
Lui invece aveva sotto migliaia di automobilisti che probabilmente lo fotografavano mentre cercava di finire una zuppa in pace.
Il cartellone era a nove metri da terra
La parte più assurda è che non si trattava di una ricostruzione a livello strada.
Netflix ha sistemato la stanza a circa 30 piedi di altezza, poco più di nove metri, sopra una delle strade più famose di Los Angeles.
Da fuori sembrava una piccola casa invasa dalla vegetazione, con tanto di porta, finestre e arredi visibili.
L’effetto era volutamente straniante: uno guarda un cartellone, si aspetta il faccione dell’attore e il titolo del film, poi nota che dietro il vetro c’è un essere umano che si muove.
A quel punto la pubblicità ha già vinto.
Non serve neppure sapere cosa stai promuovendo.
Il film dietro questa follia è The Last House
The Last House è diretto da Louis Leterrier e scritto da Matthew Robinson. I protagonisti sono Greta Lee e Wagner Moura, nei panni di Riley e Jason, una coppia che si ritrova intrappolata in casa con i figli da una minaccia esterna che inizialmente non riesce nemmeno a comprendere.
Il film è arrivato su Netflix il 7 agosto 2026, proprio mentre il povero rappresentante umano della campagna pubblicitaria era ancora chiuso nel suo salotto sospeso sopra Hollywood.
Tempismo perfetto.
Probabilmente meno perfetto per lui.
Netflix ormai vuole che la pubblicità diventi uno spettacolo
Va detto che Netflix non è nuova a campagne del genere.
Ad aprile aveva fatto arrampicare Charlize Theron su un cartellone pubblicitario a New York per promuovere Apex, utilizzando realmente l’attrice dopo un allenamento specifico da arrampicatrice.
La differenza è evidente.
Prima metti Charlize Theron sopra un billboard.
Poi ci costruisci direttamente un appartamento e ci infili qualcuno dentro.
A questo punto per il prossimo film possiamo aspettarci tranquillamente un attore appeso a un dirigibile sopra Times Square.
La parte migliore? Le persone potevano parlargli
Il dettaglio più riuscito rimane probabilmente la lavagna.
Il performer poteva scrivere messaggi ai passanti, creando una specie di dialogo assurdo tra una persona apparentemente intrappolata dentro una casa sospesa e la gente ferma nel traffico di Los Angeles.
Il concetto pubblicitario è semplice ma funziona benissimo: il film parla di persone che non riescono a uscire da casa, quindi Netflix ne mette una davanti a migliaia di persone e la rende impossibile da ignorare.
Discreto? Assolutamente no.
Efficace? Difficile dire il contrario.
La vera domanda, a questo punto, è un’altra: voi avreste accettato di vivere tre giorni dentro un cartellone pubblicitario sopra Sunset Boulevard se Netflix vi avesse pagato abbastanza?
Io inizierei a discutere dal prezzo del Wi-Fi.
Scriveteci nei commenti quanto avrebbero dovuto pagarvi per convincervi a salire lì dentro.


