Netflix ha pagato 587 milioni di dollari in contanti per acquistare InterPositive, la società di intelligenza artificiale fondata da Ben Affleck. La cifra, rimasta riservata per diversi mesi, è comparsa nei documenti finanziari depositati dalla piattaforma presso la SEC. Un investimento enorme, soprattutto per un’azienda ancora poco conosciuta dal grande pubblico.
L’acquisizione era stata annunciata a marzo, pochi giorni dopo il ritiro di Netflix dalla corsa per le attività cinematografiche e televisive di Warner Bros. Discovery. All’epoca Bloomberg aveva stimato un prezzo vicino ai 600 milioni di dollari, ma Netflix non aveva confermato la somma. Il nuovo documento indica ora un corrispettivo complessivo di circa 587 milioni, versato interamente in contanti.
InterPositive è stata fondata da Affleck nel 2022 e lavora su strumenti di intelligenza artificiale pensati per la produzione cinematografica. La società non promette di creare un film partendo da una semplice istruzione scritta. Le sue tecnologie intervengono soprattutto durante la post-produzione, sfruttando le riprese già realizzate per correggere illuminazione, continuità visiva, colori ed effetti. Possono inoltre aiutare a rimuovere cavi usati dagli stuntman o a sistemare alcuni elementi dello sfondo.
Affleck ha presentato il progetto come un modo per proteggere il lavoro degli artisti, non per sostituirli. L’attore e regista ha raccontato di essersi inizialmente spaventato davanti alla crescita dell’IA generativa, prima di convincersi che la tecnologia potesse diventare uno strumento utile se sviluppata direttamente da chi conosce il cinema. Dopo l’acquisizione continuerà a collaborare con Netflix come consulente senior, mentre il gruppo di InterPositive entrerà nella struttura della piattaforma.
La spesa rivela quanto Netflix creda in questo settore. Secondo l’amministratore delegato Ted Sarandos, circa 300 produzioni della società hanno già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale, prevalentemente nelle fasi successive alle riprese. L’obiettivo dichiarato è velocizzare alcune lavorazioni e offrire maggiore controllo ai registi, senza affidare alle macchine la creazione delle storie.
Resta però un tema molto discusso a Hollywood. Attori, sceneggiatori, registi e tecnici temono che l’uso sempre più esteso dell’IA possa ridurre posti di lavoro, compensi e potere contrattuale. Netflix e Affleck insistono sulla distinzione tra strumenti di supporto e sistemi capaci di generare immagini o interpretazioni complete. Una distinzione chiara sulla carta, ma destinata a essere messa alla prova dai prossimi film.
Spendere quasi 600 milioni di dollari significa che Netflix non considera più l’intelligenza artificiale un semplice esperimento. La piattaforma vuole possedere direttamente le tecnologie che potrebbero modificare il modo in cui vengono completati film e serie. Secondo te sarà un aiuto per chi lavora nel cinema oppure l’inizio di una trasformazione preoccupante? Scrivilo nei commenti.


