Ai Golden Globes 2026 è andato in scena un momento che ha commosso profondamente Hollywood e tutto il pubblico. La comica Nikki Glaser, che ha condotto la cerimonia per il secondo anno consecutivo, ha voluto rendere omaggio al regista Rob Reiner, tragicamente assassinato insieme alla moglie Michele Singer nella loro villa di Los Angeles il 14 dicembre 2025. Il figlio Nick Reiner, 32 anni, è stato arrestato poche ore dopo e accusato di duplice omicidio di primo grado. L’udienza preliminare è fissata per il 23 febbraio 2026.
Negli ultimi momenti della serata di domenica, Nikki Glaser è salita sul palco un’ultima volta indossando un abito scintillante argento e nero. Ma il particolare che ha colpito tutti era il cappello nero con il logo della band immaginaria Spinal Tap, quella del film cult “This Is Spinal Tap” diretto proprio da Rob Reiner nel 1984. “Bene, questo è il nostro spettacolo. Questo è arrivato a 11“, ha detto la comica con la voce rotta dall’emozione. La frase faceva riferimento a una delle scene più iconiche del film, dove il chitarrista Nigel Tufnel (interpretato da Christopher Guest) spiegava al documentarista Marty DiBergi (lo stesso Rob Reiner) che il suo amplificatore arrivava a 11 invece che a 10, perché “è uno in più”. Quella scena è diventata leggendaria nel mondo della musica rock e del cinema.
Il gesto di Nikki Glaser ha fatto scoppiare in lacrime molte persone presenti alla cerimonia. Rob Reiner era una delle figure più amate di Hollywood, non solo per i suoi straordinari film ma anche per la sua personalità generosa e il suo impegno sociale. Aveva diretto alcuni dei film più amati di sempre: “This Is Spinal Tap” (1984), “Stand by Me” (1986), “La storia fantastica” (1987), “Harry ti presento Sally” (1989), “Misery non deve morire” (1990) e “Codice d’onore” (1992). Era stato anche attore in serie famose come “All in the Family” e “New Girl”.
La tragedia è avvenuta la sera del 14 dicembre 2025. Rob Reiner, 78 anni, e sua moglie Michele Singer, 70 anni, sono stati trovati morti nel loro letto nella villa di Brentwood, uno dei quartieri più eleganti di Los Angeles. Entrambi avevano ferite multiple da arma da taglio alla gola. A scoprire i corpi è stata la figlia Romy Reiner, 28 anni, che abitava di fronte alla casa dei genitori. La ragazza ha chiamato immediatamente i soccorsi ma non c’era più niente da fare.
Secondo le ricostruzioni, la sera prima dell’omicidio, il 13 dicembre, Rob e Michele si trovavano alla festa di Natale del comico Conan O’Brien insieme al figlio Nick. Durante la festa ci sarebbe stato un litigio molto acceso tra padre e figlio, tanto che diversi invitati lo hanno notato. Rob avrebbe rimproverato Nick per il suo comportamento, e poco dopo la coppia avrebbe lasciato la festa. Il giorno dopo sono stati trovati morti.
Nick Reiner ha un passato difficile di tossicodipendenza. Aveva iniziato a fare uso di droghe a 15 anni e da allora è entrato e uscito da diverse cliniche di recupero. Per lunghi periodi aveva vissuto per strada come senzatetto in diversi stati americani, rifiutando i programmi di riabilitazione suggeriti dai genitori. Nel 2015 aveva lavorato con il padre al film semi-autobiografico “Being Charlie”, che raccontava proprio la sua battaglia contro la droga. Ma negli ultimi mesi, secondo quanto riferito da amici di famiglia, Michele si lamentava che lei e Rob “avevano provato di tutto” ma Nick continuava a fare uso di stupefacenti.
Attualmente Nick Reiner è detenuto nel carcere di Twin Towers Correctional Facility a Los Angeles. È chiuso in una cella singola e può uscire solo per andare in tribunale o per motivi medici, sempre scortato dalla polizia. Il suo avvocato difensore ha rinunciato al caso pochi giorni fa per “circostanze al di fuori del suo controllo”, anche se per legge non può rivelare i dettagli. Se verrà riconosciuto colpevole, Nick potrebbe affrontare la pena di morte o l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.
Il tributo di Nikki Glaser ai Golden Globes è stato un modo dolce e toccante per ricordare Rob Reiner e il suo contributo al cinema. Quel cappello di Spinal Tap era molto più di un semplice accessorio: era un simbolo dell’amore che Hollywood e il pubblico avevano per questo grande regista.
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