Ema Stokholma oggi è uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana, ma il suo percorso non è stato lineare né facile. Il suo vero nome è Morwenn Moguerou e la sua storia personale pesa ancora, anche se lei la racconta con una lucidità che colpisce. In questi giorni torna a respirare l’aria del Festival di Sanremo, conducendo su Rai 1 il PrimaFestival insieme a Carolina Rey e Manola Moslehi. Per lei non è una novità assoluta, perché aveva già vissuto questa esperienza nel 2020, ma ogni ritorno ha un significato diverso.
Ema racconta Sanremo senza mitizzarlo. Ammette di non averlo conosciuto davvero fino a pochi anni fa e lo dice senza vergogna. Non era snob, semplicemente era lontana da quel mondo. A farle scoprire il Festival è stata Andrea Delogu, una presenza che per lei rappresenta molto più di un’amica. Andrea è la persona a cui Ema racconta tutto, anche perché non ha una famiglia tradizionale alle spalle. Questo legame nasce dalla fiducia, dal sentirsi comprese, dal condividere fragilità che spesso non trovano spazio nei racconti pubblici.
Il passato di Ema non viene edulcorato. Ha parlato apertamente delle violenze subite, del dolore fisico e psicologico, della solitudine. Lo ha fatto anche attraverso un libro, scritto con un intento preciso. Non cercava una confessione emotiva né una forma di autoanalisi. Voleva fare cronaca, raccontare fatti reali perché ciò che è successo a lei succede anche ad altre persone. Per Ema la scrittura non è stata una terapia, perché la terapia la fa davvero, lontano dai riflettori. Il libro nasce dal bisogno di dire che certe storie esistono, anche quando fanno male.
Oggi Ema vive una fase della vita che definisce senza giri di parole. Sta bene da sola. L’amore, dice, la confonde. Preferisce una serata tranquilla davanti alla televisione piuttosto che una relazione che la metta in difficoltà. Non si sente portata per il flirt, non ama la seduzione e non crede all’idea di intimidire gli uomini. Se qualcuno le piace davvero, prova ad avvicinarsi. Se non succede nulla, accetta la realtà senza costruire alibi. È un approccio diretto, quasi disarmante.
Sul tema dei figli, Ema è ancora più netta. Non ha mai sentito il desiderio di diventare madre. Nemmeno per un giorno. Da bambina non si riconosceva nei giochi tradizionali, si sentiva diversa, più libera. Ama i bambini, ma da zia. Non vede in questo una mancanza, né qualcosa da giustificare. È semplicemente una scelta che sente sua.
Col tempo è cambiato anche il suo rapporto con la vita quotidiana. Non si sente più randagia. Oggi ha bisogno di comfort, di mangiare bene, di viaggiare senza stress. Lo dice sorridendo, ammettendo di essersi un po’ imborghesita. Guardandosi indietro non rinnega nulla. Ha fatto pulizie, ha lavorato nei bar, ha fatto la dj senza essere ascoltata e senza essere pagata come meritava. Proprio per questo oggi vive il lavoro con gioia e leggerezza.
La sensazione finale è quella di una donna che ha attraversato molto e che non vuole più appesantire il presente. Ema Stokholma non vende un’immagine perfetta. Racconta una vita complessa, vissuta fino in fondo, con una gratitudine che non suona mai finta.
Se anche tu hai un’opinione su Ema Stokholma, sul suo percorso o sulle sue parole, scrivila nei commenti e racconta come la pensi.

