Bob Odenkirk prende una pistola, arriva in una cittadina apparentemente tranquilla del Minnesota e scopre che praticamente tutti gli stanno nascondendo qualcosa. Potrebbe sembrare l’ennesimo tentativo di trasformare l’attore di Better Call Saul in una versione alternativa di John Wick dopo Nobody. In realtà Normal, il film diretto da Ben Wheatley, prova a fare qualcosa di leggermente diverso e riesce soprattutto in una cosa: essere un action movie strano, cattivo e abbastanza divertente da meritare molta più attenzione di quella ricevuta finora.
Odenkirk interpreta Ulysses, uno sceriffo temporaneo mandato nella piccola Normal per sostituire il precedente responsabile della polizia locale, morto in circostanze che inizialmente non sembrano avere niente di sospetto.
Il nuovo incarico dovrebbe essere quasi una vacanza.
Ulysses arriva da un periodo personale complicato, è stanco e non sembra avere nessuna intenzione di trasformarsi nell’eroe della situazione.
Peccato che Normal abbia qualcosa di decisamente poco normale.
La cittadina perfetta nasconde un segreto enorme
All’inizio il film gioca apertamente con l’immaginario delle piccole città americane.
Tutti si conoscono.
Il sindaco, interpretato da Henry Winkler, è cordiale. La barista interpretata da Lena Headey sembra accogliere subito il nuovo arrivato. Persino economicamente la città appare sorprendentemente prospera considerando le sue dimensioni.
Poi arriva una rapina in banca.
Da quel momento Ulysses comincia a osservare meglio ciò che lo circonda e capisce che la ricchezza di Normal potrebbe avere una spiegazione molto meno rassicurante.
Dire troppo significherebbe rovinare una delle parti più divertenti del film, perché Normal funziona proprio nel momento in cui passa dalla curiosità al completo caos.
Il tranquillo incarico di provincia diventa rapidamente una gigantesca trappola.
Bob Odenkirk non è semplicemente Hutch Mansell con un distintivo
Il rischio più evidente era fare Nobody 3 senza chiamarlo Nobody 3.
Odenkirk ormai è credibile mentre prende a pugni qualcuno, spara o utilizza qualsiasi oggetto trovi nelle vicinanze come arma. Nobody aveva costruito buona parte del proprio divertimento proprio sul contrasto tra il suo aspetto da uomo comunissimo e le capacità quasi sovrumane nascoste dietro quella faccia stanca.
Ulysses, però, non è Hutch Mansell.
Non scopriamo improvvisamente che lo sceriffo è stato per anni un assassino governativo capace di eliminare venti uomini senza spettinarsi.
Sa difendersi, conosce il proprio lavoro e possiede esperienza, ma resta molto più vulnerabile.
Questo rende alcune sequenze d’azione persino più divertenti.
Ulysses deve improvvisare.
Deve usare ciò che trova.
A un certo punto entra in gioco persino un batticarne, perché evidentemente Bob Odenkirk ha deciso che qualsiasi utensile domestico può diventare molto pericoloso se gli viene consegnato nel film giusto.
Ben Wheatley rende Normal più strano del classico action americano
La scelta di Ben Wheatley alla regia fa parecchia differenza.
Il regista britannico ha realizzato film come Kill List, High-Rise e Free Fire e ha sempre avuto un certo piacere nel mettere personaggi discutibili dentro situazioni che diventano progressivamente assurde.
Normal gli permette di portare questa inclinazione dentro una sceneggiatura firmata da Derek Kolstad, creatore di John Wick e già autore di Nobody.
La combinazione è curiosa.
Kolstad costruisce il meccanismo action.
Wheatley gli aggiunge una cattiveria quasi da commedia nera.
Il risultato ricorda a tratti Fargo, almeno nell’idea di utilizzare un’America innevata, persone apparentemente educate e una violenza improvvisa che manda in pezzi la tranquillità del paesaggio.
Naturalmente siamo molto più vicini al fumetto che ai fratelli Coen.
Il sangue abbonda, alcune morti sono volutamente esagerate e il realismo viene gentilmente accompagnato alla porta appena la storia decide di accelerare.
Henry Winkler e Lena Headey sono perfetti per una città di cui non fidarsi
Anche il cast secondario aiuta parecchio.
Henry Winkler possiede quella simpatia naturale che rende immediatamente sospetto qualsiasi personaggio interpreti in un thriller.
Il suo sindaco sembra il tipo di persona che potrebbe offrirti una fetta di torta mentre qualcuno sta probabilmente facendo sparire un cadavere nel garage.
Lena Headey funziona per il motivo opposto.
Dopo anni passati a conoscere Cersei Lannister, vedere Headey interpretare una donna apparentemente amichevole produce automaticamente una domanda: quanto dobbiamo fidarci?
La risposta, trattandosi di Normal, è probabilmente meno di quanto vorremmo.
Accanto a loro troviamo anche Brendan Fletcher e Reena Jolly nei panni di due rapinatori che finiscono per diventare parte della follia generale.
Non è perfetto, ma almeno prova a divertirsi
Normal non reinventa il cinema d’azione.
La storia richiede più di una volta di non fare troppe domande e alcuni sviluppi funzionano molto meglio se accettiamo che la logica non sia esattamente la priorità della serata.
Il film dura circa un’ora e mezza e sembra saperlo benissimo.
Non prova a costruire un universo cinematografico.
Non prepara quindici sequel.
Non ci presenta un’organizzazione segreta con monete d’oro, regole medievali e trenta assassini professionisti seduti allo stesso tavolo.
Prende una cittadina americana, uno sceriffo stanco e un segreto sufficientemente assurdo.
Poi comincia a far saltare cose.
A volte può bastare.
Bob Odenkirk action hero continua incredibilmente a funzionare
La parte più sorprendente resta lui.
Ai tempi di Breaking Bad, probabilmente pochissimi avrebbero indicato Saul Goodman come il futuro protagonista di una serie di film nei quali avrebbe spaccato ossa a criminali.
Eppure Odenkirk funziona proprio perché non sembra un action hero tradizionale.
Ha sempre l’aria di un uomo che preferirebbe essere altrove.
Anche nelle scene più violente rimane un fondo di stanchezza, irritazione e ironia che lo distingue dai protagonisti praticamente invincibili del genere.
In Normal questa caratteristica viene sfruttata bene.
Ulysses non entra in città per salvare qualcuno.
Vorrebbe soltanto svolgere il proprio lavoro senza problemi.
Naturalmente ha scelto la città peggiore possibile.
Vale la pena recuperare Normal?
Sì, soprattutto se avete apprezzato Nobody ma non volete vedere una sua copia identica.
Negli Stati Uniti Normal è arrivato su HBO Max il 14 agosto 2026, dopo l’uscita cinematografica della primavera. Per l’Italia, invece, bisogna fare attenzione: la distribuzione internazionale segue accordi differenti e quindi la presenza americana su HBO Max non significa automaticamente che il film sia già compreso nello stesso catalogo italiano.
La situazione potrebbe anche aver contribuito a renderlo meno visibile rispetto ad altri action movie con nomi importanti.
Peccato, perché Normal possiede esattamente il tipo di follia che può trasformare un film relativamente piccolo in un titolo da recuperare mesi dopo l’uscita.
Non raggiunge probabilmente l’effetto sorpresa del primo Nobody e qualche passaggio avrebbe meritato maggiore approfondimento.
Ma Bob Odenkirk contro un’intera cittadina americana nascondendo un batticarne tra le possibili armi?
Francamente, ho accettato premesse peggiori.
Voi avete già visto Normal oppure pensate che Bob Odenkirk dovrebbe continuare ancora a lungo questa sua improbabile seconda carriera da star dei film d’azione? Scrivetecelo nei commenti.


